Esiste uno strumento che, ogni settimana, ti dice da che parte stanno investendo i grandi fondi hedge, le banche d'investimento e gli operatori istituzionali sui principali mercati mondiali. È pubblico per legge e la stragrande maggioranza dei trader retail non lo usa.
Si chiama Commitments of Traders Report, COT Report, ed è pubblicato ogni venerdì dalla CFTC, la Commodity Futures Trading Commission, l'ente regolatorio americano che supervisiona i mercati dei futures. In questo articolo e nel vodcast allegato, ti spiegheremo in modo semplice cos'è questo strumento e perché utilizzarlo.
COT Report: i tre attori da conoscere
Il COT Report fotografa le posizioni aperte al martedì precedente e copre una gamma molto ampia di mercati: materie prime come petrolio, oro e gas naturale, valute come euro, yen e sterlina, indici azionari come S&P 500 e Nasdaq, e futures sui tassi di interesse. In sostanza, tutto ciò che transita sui mercati futures regolamentati americani è dentro questo documento.
Il COT, come è possibile vedere dal Forecaster Terminal, suddivide i partecipanti al mercato in tre categorie, e capire chi sono è il primo passo per leggere il report correttamente.
Fonte: Forecaster Terminal
I Commercial Traders, detti hedger, sono aziende e produttori che usano i futures per proteggersi dai rischi del loro business reale. Una compagnia aerea che compra futures sul petrolio per tutelarsi dai rincari del carburante, un agricoltore che vende futures sul grano per bloccare il prezzo del raccolto: il loro obiettivo non è speculare, ma gestire il rischio operativo. Le loro posizioni spesso sembrano contrarian rispetto al mercato, e questo trae in inganno chi le legge senza contesto.
I Non-Commercial Traders, i "Grandi Speculatori", sono il cuore del COT per chi fa analisi. Fondi hedge, Commodity Trading Advisor, banche d'investimento che operano in conto proprio: questi operatori non hanno attività sottostante da coprire, comprano e vendono futures esclusivamente per fare profitto. Le loro posizioni riflettono le grandi scommesse direzionali sul mercato. Quando si parla di "scoprire cosa fanno i grandi di Wall Street", ci si riferisce esattamente a loro.
Il terzo gruppo, i Non-Reportable Positions, raccoglie tutti i piccoli operatori al di sotto delle soglie di segnalazione obbligatoria. Storicamente tendono a trovarsi dalla parte sbagliata nei momenti di svolta del mercato.
Come si legge il COT Report e la trappola da evitare
Il dato da monitorare è la posizione netta dei Non-Commercial: contratti long meno contratti short. Se è fortemente positiva, i grandi speculatori scommettono sul rialzo; se è fortemente negativa, scommettono sul ribasso.
Qui però c'è una trappola in cui cadono molti: il COT non è un indicatore di trend da seguire meccanicamente. Funziona meglio come indicatore contrarian agli estremi. Quando i grandi speculatori sono già massicciamente long su un asset, ai massimi storici di posizionamento, vale la pena chiedersi chi è rimasto fuori a comprare. Se tutti i grandi sono già dentro, la pressione rialzista si esaurisce e il mercato diventa vulnerabile a un'inversione. Lo stesso ragionamento vale in senso inverso per le posizioni short estreme.
Il problema del report ufficiale
Il COT Report nella sua forma grezza, disponibile su cftc.gov, è una tabella di dati difficilmente leggibile senza esperienza. Mancano il contesto visivo e il confronto storico immediato: non si vede a colpo d'occhio se ci si trova a un estremo oppure no. Per questo nella pratica quasi nessuno legge il report direttamente dalla fonte, ma si affida a strumenti che elaborano quei dati e li rendono immediatamente interpretabili. Un esempio pratico è il Forecaster Terminal (foto qui sotto).
Fonte: Forecaster Terminal
Come si evince dal grafico ad istogramma dei posizionamenti Non-Commercial su Euro-Dollaro, attualmente siamo in equilibrio totale (posizioni long e short che si compensano tra loro). In sostanza, con i giusti strumenti, il Cot Report diventa di semplice lettura anche per un occhio meno esperto. Puoi provare il Forecaster Terminal gratuitamente per 7 giorni da questo link: Clicca QUI!
Il COT Index: il timing che mancava
Uno degli sviluppi più utili nell'analisi del COT è il COT Index, uno strumento che normalizza la posizione netta su un range da 0 a 100 rispetto a un periodo storico di riferimento. Un valore vicino a 100 indica che i grandi speculatori sono più long di quanto non lo siano stati quasi mai nell'arco considerato; un valore vicino a zero segnala l'estremo opposto.
Fonte: Forecaster Terminal
Riprendendo il caso di Euro-Dollaro, il Cot Index ad 1 anno, ci segnala che il posizionamento net-neutral è effettivamente anomalo negli ultimi 12 mesi (possibile segnale di inversione del trend).
Questo risolve uno dei limiti storici del COT grezzo: una posizione netta di centomila contratti long può sembrare significativa o irrilevante a seconda del contesto storico. Il COT Index fornisce quella misura relativa, trasformando un dato assoluto in un segnale di estremo azionabile. Non è un trigger di entrata automatico, ma quando il COT Index si trova a livelli estremi e l'analisi tecnica conferma la stessa direzione, i due elementi si rafforzano a vicenda in modo potente.
I limiti da non ignorare
Usare bene il COT Report significa anche conoscerne i confini. Il ritardo di tre o quattro giorni tra la rilevazione e la pubblicazione può essere rilevante su mercati veloci. Una posizione estrema può persistere per settimane prima che il mercato si giri, rendendo il COT uno strumento di contesto e non di timing preciso. Funziona meglio su valute, materie prime e tassi di interesse che sull'azionario puro. E i grandi speculatori, per quanto informati e capitalizzati, possono sbagliare.
Tenendo presenti questi limiti, il COT rimane uno degli strumenti più preziosi a disposizione di chi vuole capire il posizionamento strutturale dei mercati. Una finestra aperta su ciò che fanno davvero i grandi operatori e che vale la pena imparare a leggere.
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