Il basis trading è una strategia di arbitraggio che sfrutta la differenza tra il prezzo di un asset sul mercato spot e quello sul mercato dei future. Questa differenza, chiamata “basis”, può essere positiva o negativa a seconda che i future siano più cari o più economici rispetto allo spot.
Nel tempo, però, i future tendono a convergere verso il prezzo a pronti: è proprio questa dinamica che consente ai trader di strutturare posizioni in arbitraggio e ottenere un profitto indipendentemente dalla direzione del mercato. Un operatore acquistava l’asset sottostante e, contemporaneamente, vendeva allo scoperto i future.
Alla scadenza, quando le quotazioni tendevano ad allinearsi, il guadagno era garantito dal restringimento del basis. Era una pratica meno appariscente rispetto al trading direzionale, ma molto apprezzata da chi cercava ritorni stabili e replicabili.
Basis trading: il salto nel mondo delle criptovalute
Con l’arrivo delle criptovalute, la strategia ha trovato terreno fertile. I mercati digitali sono noti per volatilità, entusiasmo speculativo e inefficienze di prezzo, tutti elementi che generano basis interessanti. Bitcoin ed Ether, in particolare, vengono spesso scambiati in contango, cioè con future a premio rispetto allo spot, aprendo la strada a operazioni di arbitraggio sistematiche. Per gli istituzionali, che puntano più alla stabilità che al colpo speculativo, questo approccio si è rivelato un’alternativa molto attraente.
Basis trading: gli strumenti usati dagli investitori istituzionali
Sul lato spot, molti operatori acquistano esposizioni attraverso ETP con copertura fisica. Questi strumenti offrono un ambiente regolamentato, custodia in cold wallet e trasparenza sul valore patrimoniale netto, elementi che riducono il rischio operativo rispetto agli exchange.
Sul lato derivati, i contratti future del Chicago Mercantile Exchange (CME) rappresentano lo strumento privilegiato: garantiscono liquidità, scadenze prevedibili e sicurezza normativa, oltre alla certezza della convergenza verso lo spot.
I contratti perpetui e il meccanismo del funding
Accanto ai future regolamentati, i mercati cripto hanno introdotto i future perpetui, strumenti senza scadenza che replicano la dinamica dei derivati tradizionali grazie al funding rate. Se il prezzo del perpetuo supera lo spot, i long pagano i short, e viceversa.
Questo meccanismo permette di mantenere il prezzo vicino al sottostante e consente un basis trading continuo. Tuttavia, i funding rate sono molto volatili e legati al sentiment del mercato, il che introduce rischi non trascurabili, soprattutto su exchange offshore meno regolamentati.
Basis trading: opportunità e differenze tra asset digitali
Non tutte le criptovalute offrono le stesse condizioni per il basis trading. Bitcoin resta lo standard di riferimento: i future sul CME sono i più liquidi e scambiati quasi sempre a premio. Ether, oltre a una crescente liquidità, può essere combinato con lo staking nativo per aumentare i rendimenti complessivi.
Solana, ancora in fase di consolidamento, presenta margini potenzialmente più alti ma anche volatilità maggiore, mentre XRP permette un’esposizione regolamentata e onshore grazie alla quotazione dei future sul CME.
Basis trading: una strategia “noiosa”, ma efficace
Il basis trading non ha il fascino della caccia al token destinato a moltiplicare il proprio valore, ma rappresenta una delle poche strategie strutturalmente ripetibili nel mondo cripto. Per hedge fund, family office e desk istituzionali è ormai un pilastro: un approccio market-neutral che genera ritorni regolari e gestibili dal punto di vista del rischio.
Se i mercati digitali rimangono dominati dalla ricerca del prossimo grande guadagno speculativo, il basis trading dimostra che anche in un settore così volatile esiste spazio per strategie disciplinate, metodiche e sorprendentemente redditizie nel lungo periodo.