Il mercato obbligazionario globale attraversa una fase particolarmente delicata. Alla crescente concorrenza delle emissioni corporate, alimentate dagli investimenti nell'intelligenza artificiale, si sommano il ritorno delle pressioni inflazionistiche e le aspettative di nuove strette monetarie. Un mix che penalizza soprattutto le scadenze più lunghe, maggiormente esposte alle oscillazioni dei rendimenti.
Per l'Eurozona la situazione è ulteriormente complicata dai prezzi elevati delle materie prime energetiche e dalla debolezza dell'euro contro il dollaro, che amplifica il costo delle importazioni. In questo scenario, i titoli di Stato francesi rappresentano uno degli osservati speciali: alle difficoltà comuni al mercato obbligazionario si aggiungono infatti fragilità politiche e di bilancio che stanno mettendo sotto pressione gli OAT.
OAT francesi: deficit, welfare e concorrenza dell'AI
La pressione sui governativi non dipende soltanto dalle banche centrali. Le grandi società tecnologiche stanno aumentando il ricorso al debito per finanziare data center e infrastrutture AI, assorbendo una quota crescente del capitale disponibile. Secondo Barclays, le emissioni legate a questo comparto hanno sfiorato i 300 miliardi di dollari nel 2026. Una concorrenza che può costringere anche gli emittenti sovrani a offrire rendimenti più elevati.
A complicare il quadro è l'inflazione. Il caro energia, aggravato dalle tensioni geopolitiche, sta alimentando aspettative di ulteriori rialzi dei tassi. La BCE è già intervenuta due volte negli ultimi quattro mesi e il mercato guarda a un'altra stretta. La debolezza dell'euro aggiunge un ulteriore elemento di criticità: petrolio e molte altre materie prime sono quotati in dollari, rendendo più costose le importazioni europee.
Per la Francia il problema assume però una dimensione strutturale. Il disavanzo pubblico è previsto al 5,4% del PIL nel 2026 e al 5% nel 2027, ben oltre il limite europeo del 3%. Il governo punta a un consolidamento fiscale, ma la frammentazione politica e le elezioni presidenziali del prossimo anno rendono incerta l'approvazione della manovra.
Il nodo centrale è la sostenibilità del welfare. Pensioni, sanità e prestazioni sociali costituiscono capitoli difficilmente comprimibili senza rilevanti costi politici. Le proposte di contenimento della spesa previdenziale e sanitaria testimoniano la necessità di intervenire, ma anche le difficoltà nel realizzare aggiustamenti duraturi.
A pesare è soprattutto il disavanzo primario, ossia lo squilibrio tra entrate e uscite al netto degli interessi sul debito. Finché lo Stato continua a spendere più di quanto incassa anche prima di remunerare i creditori, la stabilizzazione dell'indebitamento diventa particolarmente complessa. L'aumento dei rendimenti peggiora ulteriormente la prospettiva, soprattutto sul lungo termine.
Non sorprende dunque che il mercato chieda un premio crescente per detenere debito francese. Da settembre i rendimenti decennali sono aumentati di quasi 80 punti base, mentre lo spread rispetto al Bund tedesco si è avvicinato ai massimi pluriennali. Un segnale di sfiducia che rende gli OAT, soprattutto sulle scadenze più lunghe, particolarmente vulnerabili.
OAT Francia: triangolo rialzista sui rendimenti del decennale
Dal punto di vista tecnico, il rendimento dell'OAT decennale sembra aver avviato una fase correttiva dopo il recente rally. A frenare il movimento è stata la fascia del 4,85%, importante resistenza statica ereditata dai massimi di maggio e luglio 2008.
Sul weekly chart la struttura di fondo resta tuttavia rialzista. Da ottobre 2023 i rendimenti hanno costruito un triangolo delimitato superiormente dalla trendline che unisce i massimi di ottobre 2023 e maggio 2026 e inferiormente dalla congiungente dei minimi crescenti di dicembre 2023 e febbraio 2026.
La recente accelerazione ha rafforzato il segnale rialzista, coerentemente con un'impostazione di lungo periodo già mutata nell'aprile 2021. In quella fase la rottura della trendline discendente tracciata sui massimi di ottobre 1987 e novembre 2011 aveva infatti anticipato l'inversione del trend pluridecennale dei rendimenti.
Nel breve, un riassorbimento degli eccessi appare dunque plausibile. Una discesa verso il 4-4,05%, area coincidente con il possibile pullback della parte superiore del triangolo, rappresenterebbe un test tecnico determinante. La tenuta di questo supporto potrebbe favorire nuove strategie rialziste sui rendimenti, equivalenti a posizioni ribassiste sui prezzi degli OAT, con un primo obiettivo verso il 4,85-5%.
Viceversa, il ritorno stabile dei rendimenti all'interno del triangolo indebolirebbe lo scenario rialzista, segnalando il rischio di una correzione più profonda.
OAT: strategie Long e Short con i Turbo su Scalable
I Turbo Certificate negoziabili su Scalable permettono di costruire strategie direzionali sugli strumenti sottostanti disponibili. Sul debito francese, una tenuta dei rendimenti in area 4-4,05% favorirebbe uno scenario ribassista per i prezzi degli OAT. Viceversa, una discesa persistente dei tassi potrebbe sostenere un recupero delle quotazioni obbligazionarie.
La scelta del knock-out deve essere coerente con il livello di invalidazione tecnica: maggiore è la leva, minore è la distanza dal knock-out e maggiore è il rischio di perdita totale del capitale investito.
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