Dall’inizio della guerra USA-Iran, la vendita dei titoli di Stato tedeschi è stata rilevante. Il rendimento dei Bund a 10 anni è salito di circa 14,5 punti base, raggiungendo il 3,03%. La variazione è stata simile a quella del rendimento dei Gilt britannici (+14,3%) e dei Treasury statunitensi (+10,3%) per la stessa scadenza, pur essendo stati questi ultimi due tra i titoli più colpiti.
Le vendite sulle obbligazioni tedesche si possono spiegare con le preoccupazioni degli investitori per l’inflazione generata dal rincaro di gas e petrolio, di cui l’Europa è fortemente dipendente. La chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran ha determinato una contrazione significativa dell’offerta, portando in forte aumento le quotazioni dei combustibili.
Nonostante il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sostenga che la guerra finirà entro due o tre settimane, la tensione rimane molto alta, anche per le possibili conseguenze post-conflitto sull’economia del Vecchio Continente. Il mercato si aspetta che tali effetti si riflettano non solo sui costi energetici, ma anche sui prezzi al consumo. Ciò comporterebbe che la Banca Centrale Europea alzi i tassi di interesse, generando ulteriore pressione di vendita sui titoli di Stato (BCE: il calendario completo delle riunioni per il 2026).
Va inoltre considerato un aspetto estremamente importante. Come avvenuto a seguito della crisi energetica e dell’inflazione causate dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, la Germania probabilmente attuerà misure di sussidio fiscale per attenuare l’impatto del carovita sul potere d’acquisto dei cittadini. Tuttavia, tali provvedimenti potrebbero aumentare il deficit di bilancio, già sotto pressione a causa dei grandi piani di spesa pubblica legati a infrastrutture e difesa messi in atto dal governo tedesco.
Titoli di Stato tedeschi: BlackRock vede nero
Le prospettive inflazionistiche hanno indotto Tom Becker, gestore del Tactical Opportunities Fund, un fondo di BlackRock, ad aumentare le posizioni ribassiste sui titoli di Stato tedeschi. A suo avviso, il conflitto in Medio Oriente porterà a un aumento dell’inflazione tale da spingere i costi di finanziamento in Europa oltre i massimi degli ultimi 15 anni, raggiunti la scorsa settimana.
Becker era già short sui Bund tedeschi a 30 anni, ma ora ha incrementato le vendite sulle scadenze quinquennali e decennali. L’asset manager prevede che i governi aumenteranno la spesa per sostenere le famiglie dell’area euro di fronte ai prezzi energetici più alti e per potenziare la capacità militare. Ciò significa “maggiore offerta di titoli obbligazionari nei prossimi trimestri”, ha sottolineato.
Secondo Becker, man mano che gli investitori iniziano a richiedere un premio più elevato sui debiti a lunga scadenza, i rendimenti dei Bund tedeschi a 10 anni supereranno il picco del 3,13% registrato la scorsa settimana. Il livello attuale, intorno al 3%, “non è un tasso nominale molto alto, con l’inflazione che torna sopra l’obiettivo e con maggiore offerta derivante da una risposta fiscale più ampia”, ha aggiunto.