In una fase turbolenta per i mercati azionari, sul mercato arrivano due nuove soluzioni firmate da Goldman Sachs: due bond a tasso fisso che rendono rispettivamente il 4,1% e il 5,5% annuo lordo. La banca americana ha quotato sul segmento EuroMOT del Mercato Telematico delle Obbligazioni (MOT) di Borsa Italiana due nuove emissioni obbligazionarie a tasso fisso callable in euro e in dollari USA aventi una durata massima di 15 anni. Massima perchè dal 13 febbraio 2027 e ogni anno nella stesso giorno fino al 13 febbraio 2040 Goldman Sachs potrà decidere di richiamare anticipatamente questi strumenti. Andiamo ad approfondirne le caratteristich.
Bond GS in Euro e Dollaro USA: le caratterische
Strumenti pensati per il retail, con un taglio minimo di 100 euro o dollari a seconda della valuta di denominazione del bond permettono di diversificare e pesare i componenti del proprio portafoglio in modo ottimale e in base alle specifiche necessità.
Complice il lungo percorso di taglio dei tassi che ha interessato l’area euro nel biennio 2024-2025, l’obbligazione denominata in euro (codice ISIN XS3253291069) paga un rendimento annuo lordo del 4,1%. Un livello inferiore rispetto al 5,5% annuo lordo riconosciuto a chi avesse in portafoglio lo strumento denominato in dollari.
Rispetto ad altre soluzioni portate sul mercato da altre emittenti negli ultimi anni, questi due strumenti caratterizzati dall’opzione callable pagano le cedole su base annuale e non esclusivamente a scadenza in un’unica soluzione. Questa scelta della banca americana permette di dare maggior visibilità agli investitori sui flussi in entrata.
L’opzione callable entrerà in vigore dal primo anno, ossia dal 13 febbraio 2027 e potrà essere attivata 5 giorni prima della data di pagamento delle cedole. Nella pratica, l’8 di febbraio di ogni anno fino al 2040, o il giorno di Borsa aperta antecedente se l’8 dovesse cadere in un festivo, Goldman Sachs potrà decidere se porre fine a uno dei due bond. Passato il 13 febbraio 2040, gli strumenti arriveranno alla loro scadenza naturale posta al 13 febbraio 2041.
Bond in Dollari USA: l’assist può venire dalla Fed
Visti gli elementi comuni, facciamo ora un focus specifico sul bond in dollari e avente codice ISIN XS3253269560. Espresso nella divisa americana, questo strumento espone gli investitori al rischio cambio. Un rischio che tuttavia è smussato dall’apprezzamento dell’euro nei confronti del biglietto verde registrato negli ultimi anni.
La differenza di tasso prevista tra il bond in euro e quello in dollari peraltro appare capace di smorzare il rischio cambio da un punto di vista opportunistico. La BCE ha avviato da tempo un percorso di allentamento monetario, percorso che per ora è in pause e che potrebbe addirittura vivere un momento di svolta restrittiva se si guarda alla durata dell’obbligazione firmata da Goldman Sachs.
La portata della crescita economica USA degli ultimi anni e l’accortezza nel toccare la leva dei tassi da parte della Fed per non esporsi nuovamente al rischio inflazione sono viceversa fattori che potrebbero favorire nei mesi e negli anni a venire una propensione maggiormente allettante da parte della Banca Centrale americana. Tra pochi mesi Jerome Powell lascerà il posto di Governatore a Kevin Warsh e quest’ultimo potrebbe essere maggiormente ricettivo nei confronti delle richieste di Donald Trump per quanto riguarda il costo del denaro e il taglio dei tassi.
Oltre a fissare un livello di rendimento non banale. l’investitore potrebbe così trarre un doppio giovamento: da un lato l’apprezzamento naturale che lo strumento avrebbe in caso di tagli di tassi da parte della Fed, dall’altro, vedendo l’andamento dal tasso euro-dollaro negli ultimi anni, una rivalutazione del proprio investimento legato al rafformento del biglietto verde americano.
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