I prezzi del petrolio registrano un calo, dopo una fase di forte volatilità, grazie alla temporanea pausa negli attacchi reciproci tra Iran e Israele che ha ridotto le preoccupazioni immediate sulle forniture energetiche globali.
La flessione è arrivata dopo che entrambe le parti hanno dichiarato di aver sospeso le operazioni militari, in seguito all’appello del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Tuttavia, Teheran ha avvertito che potrebbe riprendere le ostilità qualora Israele continui a colpire obiettivi legati a Hezbollah in Libano, mantenendo elevata l’incertezza geopolitica.
Petrolio: geopolitica e rischi sullo Stretto di Hormuz
Il mercato continua a monitorare con attenzione il rischio di interruzioni lungo lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio globale di energia, attraverso cui transitava circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto prima dell’escalation del conflitto.
Le tensioni restano elevate anche sul fronte marittimo, con preoccupazioni legate alla sicurezza delle rotte e al possibile prolungamento delle restrizioni nello stretto. Secondo diversi analisti, eventuali blocchi prolungati potrebbero avere effetti significativi sui flussi energetici globali.
Petrolio: produzione OPEC+ e strategie alternative di export
Sul fronte dell’offerta, l’OPEC+ ha recentemente deciso un ulteriore aumento degli obiettivi produttivi, il quarto in quattro mesi, nel tentativo di rispondere alle tensioni sul mercato. Tuttavia, gli analisti ritengono che l’impatto sarà limitato, a causa delle difficoltà di diversi Paesi membri nel rispettare le quote.
Parallelamente, diversi produttori del Medio Oriente stanno accelerando lo sviluppo di infrastrutture alternative per ridurre la dipendenza dallo Stretto di Hormuz. Iraq ed Emirati Arabi Uniti stanno infatti potenziando i sistemi di pipeline verso mercati alternativi, con l’obiettivo di garantire continuità alle esportazioni anche in caso di ulteriori interruzioni.
Materie prime, petrolio WTI: le indicazioni del Forecaster

Le quotazioni del petrolio WTI cedono terreno in prossimità del supporto in area 88 dollari al barile. Da marzo scorso i prezzi rimangono all’interno dell’ampio trading range che vede i livelli statici a 88,60 – 84 e 79 dollari come supporto e 108 e 115 dollari come resistenze.
Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano una possibile fase laterale/ribassista fino all’inizio della terza decade del mese, seguita da una possibile fase rialzista che potrebbe estendersi fino ai primi giorni di luglio.


Il tool “Pattern” della piattaforma Forecaster, con orizzonte temporale a 1 mese, evidenzia negli scenari “best match” e “long” un iniziale storno verso area 86-84 dollari, seguito da un rialzo verso area 103-101 dollari al barile, prima di un eventuale storno (guarda come funziona il tool “Pattern” di Forecaster Terminal).

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