Il caffè seguirà la stessa traiettoria del cacao nel mercato delle materie prime. È questo ciò che prevedono alcuni esperti del settore, prendendo a riferimento il crollo del 75% delle quotazioni del cacao dal massimo storico del 2024. Le cattive condizioni meteorologiche in Costa d'Avorio e Ghana - i due maggiori produttori di fave di cacao al mondo - avevano ridotto l’offerta, facendo impennare i prezzi a livelli record. Tale dinamica, però, ha spinto i consumatori a ridurre la domanda di cioccolato e i produttori a diminuire la quantità di cacao nei loro prodotti, oltre a ridimensionare le confezioni (Shrinkflation: cos’è e come funziona).
Le condizioni meteo avverse sono state la causa principale anche della contrazione dell’offerta e del rally del prezzo del caffè. I chicchi prodotti in Brasile e Vietnam hanno dovuto affrontare periodi di siccità e altre situazioni climatiche devastanti per il raccolto e, soprattutto, la produzione dell’arabica - la varietà più pregiata di caffè - ne ha risentito negativamente.
Tuttavia, dopo aver raggiunto il massimo storico nel febbraio 2025, il prezzo del caffè è rimasto elevato, anche per via dei dazi imposti al Brasile dal presidente Trump. Gli accordi commerciali tra la Casa Bianca e il governo brasiliano hanno poi rasserenato il clima, mentre le aspettative di una forte ripresa della produzione nella principale economia del Sud America hanno contribuito a far scendere i prezzi nel corso dell’anno.
"Penso davvero che il caffè sia il nuovo cacao", ha affermato Carley Garner, senior commodities strategist di DeCarley Trading, divisione di Zaner, alla convention annuale della National Coffee Association, tenutasi la scorsa settimana a Tampa, in Florida, riferendosi all’andamento delle quotazioni delle due materie prime. "Sarei sorpresa se non accadesse", ha aggiunto.
Caffè: i prezzi potrebbero scendere fino a 1,80 dollari
Secondo un sondaggio condotto quest’anno proprio dalla National Coffee Association su 1.500 residenti negli Stati Uniti, il 61% degli intervistati ha ridotto la spesa per il caffè: alcuni hanno aumentato il consumo domestico a discapito delle caffetterie, mentre altri sono passati a marchi più economici, come la robusta. Nel complesso, tuttavia, il consumo di caffè non è diminuito, sottolinea l’associazione.
Questo significa che il prezzo resterà alto? Garner rileva che i prezzi elevati stanno comunque frenando la domanda e prevede un calo verso i 2 dollari per libbra entro la fine dell’anno, rispetto ai 2,93 dollari registrati nell’ultima chiusura di martedì 17 marzo. Ancora più pessimista è Digby Beatson-Hird, analista di Avere Commodities, secondo cui le quotazioni potrebbero scendere fino a 1,80 dollari.
Carlos Mera, Chief coffee analyst della banca olandese Rabobank, ha invece affermato che il recente calo dei prezzi del caffè arriverà prima o poi ai consumatori, che a quel punto aumenteranno la domanda, prevista in crescita del 2% nel 2026. Proprio la diversa dinamica della domanda tra caffè e cacao contribuisce a generare dubbi sul fatto che i prezzi del primo possano scendere come quelli del secondo.