La maxi-IPO di SpaceX non ha finora prodotto effetti particolarmente favorevoli sugli ETF tematici dedicati al settore spaziale. Il VanEck Space Innovators, per esempio, nell’ultimo mese ha registrato una correzione superiore al 20%, entrando in territorio da bear market.
Il sentiment nei confronti del comparto rimane tuttavia costruttivo. Global X e First Trust hanno annunciato il lancio di nuovi ETF dedicati rispettivamente alla tecnologia spaziale e alla Space Economy, sfruttando anche la forte visibilità garantita al settore dalla quotazione della società di Elon Musk.
Un interesse che, fino a poco tempo fa, appariva più contenuto, ma che ha beneficiato sia degli stravolgimenti geopolitici sia del crescente impiego dei razzi e delle infrastrutture spaziali in ambito industriale e strategico.
VanEck Space Innovators, un ETF ormai consolidato
Il VanEck Space Innovators rappresenta uno degli ETF più consolidati del comparto, essendo stato lanciato nel 2022. Con circa 1,6 miliardi di dollari di masse gestite, è diventato uno dei principali strumenti per investire nel tema dello spazio, al quale negli ultimi anni si sono affacciati anche operatori di primo piano come BlackRock e WisdomTree.
L’attrattività del settore è evidente anche dalla performance: in tre anni, il valore dell’ETF di VanEck è raddoppiato. Il fondo consente di investire in 25 società globali, con una prevalenza degli Stati Uniti, che rappresentano circa un terzo del portafoglio, distribuite principalmente tra i comparti delle telecomunicazioni, industriale e tecnologico.
Il rapporto prezzo/utili, pari a circa 33, conferma la natura growth del settore, pur mantenendosi non necessariamente eccessivo se confrontato con le valutazioni raggiunte da alcune aree dell’azionario globale.
Il nucleare corre insieme allo spazio
Accanto al tema dello spazio, un altro comparto tematico ha registrato performance particolarmente significative negli ultimi anni: quello dell’energia nucleare. Anche in questo caso VanEck si è mossa in anticipo con il proprio Uranium and Nuclear Technologies, che negli ultimi tre anni ha guadagnato circa il 130%.
L’ETF gestisce quasi 2 miliardi di dollari e investe in 25 società attive a livello globale nei settori dell’estrazione dell’uranio e delle infrastrutture legate all’energia nucleare. Canada, Giappone e Stati Uniti rappresentano ciascuno circa il 20% dell’esposizione geografica, mentre i comparti energetico e industriale concentrano complessivamente circa i tre quarti del portafoglio.
Rispetto al tema spaziale, le valutazioni appaiono inoltre più contenute, con un rapporto prezzo/utili inferiore a 20.
Performance superiori all’azionario globale
Il confronto con il mercato nel suo complesso evidenzia ulteriormente la forza dei due temi. Negli ultimi tre anni, l’azionario mondiale ha guadagnato circa il 55%, una performance nettamente inferiore rispetto al raddoppio registrato dal VanEck Space Innovators e al +130% dell’ETF dedicato all’uranio e al nucleare.
Resta però la questione centrale: quanto di questa crescita sia ancora sostenibile. Le valutazioni attuali dei due comparti non sembrano indicare una vera e propria situazione di bolla, anche se le performance passate impongono cautela.
Le recenti correzioni potrebbero quindi rappresentare, per gli investitori interessati ai temi di lungo periodo, un'opportunità per incrementare gradualmente l’esposizione, senza però ignorare l’elevata volatilità tipica degli investimenti tematici.
Tematici sì, ma con un peso contenuto
La conclusione rimane quella di mantenere un approccio prudente. Spazio e nucleare hanno dimostrato di poter generare performance molto superiori a quelle del mercato, sostenuti da megatrend di lungo periodo, sviluppi tecnologici e trasformazioni geopolitiche.
Allo stesso tempo, proprio la forte crescita registrata negli ultimi anni rende questi comparti più sensibili a correzioni anche significative. Per questo, gli ETF tematici dovrebbero rappresentare una componente satellite del portafoglio, con un peso limitato a pochi punti percentuali.
Una strategia che consenta di beneficiare del potenziale di temi ad alta crescita senza trasformare la loro maggiore volatilità in un rischio eccessivo per l’intero portafoglio.