Ci sono due settori che stanno disegnando andamenti opposti nelle ultime settimane. Quello del private equity in deciso calo, quello dei Reits invece che va nell’opposta direzione. Per entrambi tra poco osserveremo l’andamento grafico dei rispettivi ETF, ma indubbiamente i temi sono caldi per motivi differenti.
Il private equity è sotto pressione soprattutto per i rischi che il mercato sta “annusando” nel mondo dell’intelligenza artificiale. Tanti investimenti, per ora ritorni ancora pochi, tante aspettative. E poi ci sono continui rilasci di nuove applicazioni che mettono in difficoltà interi settori per le prospettive di una progressiva sostituzione da parte dell’AI di intere porzioni di fatturato del settore software, legal, amministrativo e ultimo in ordine di apparizione quello finanziario.
A rotazione le cadute fragorose di tante società appartenenti a questi settori quotati hanno messo in apprensione anche il private equity, in perenne caccia di start up o realtà da rilanciare, ma che ora comincia a fare i conti su chi si è portato in casa quanto a sostenibilità del business.
Private Equity: pullback in corso
L’ETF iShares Private Equity replica i più grandi e liquidi titoli private equity a livello globale. ETF storico lanciato nel 2007 con un costo importante (0,75% annuo), nonostante la correzione in corso raccoglie una performance positiva a 5 anni del 57%. Ripartito a metà tra azioni americane e azioni soprattutto europee con nomi del calibro di Brookfield, Blackstone, KKR, questo ETF sull’onda dei timori collegati all’AI si sta appoggiando in questi giorni su un supporto importante che unisce i minimi crescenti dai tempi del Covid. Una reazione è doverosa per scongiurare l’inversione di tendenza.

Settore immobiliare: la speranza arriva da Washington
Il settore immobiliare invece, dopo aver vissuto una lunga fase di decantazione a causa del rialzo dei tassi (e dei prezzi degli immobili) ora guarda con fiducia ad un nuovo corso Fed che potrebbe ridurre ulteriormente il costo del denaro, accogliendo come tema più difensivo il movimento di un mercato in uscita dalla tecnologia e da temi come il private equity che avevano fatto molto bene in precedenza.

Passando al settore dei Reits, anch’esso in parte colpito da alcune speculazioni soprattutto per quello che riguarda la componente degli immobili commerciali, l’ETF iShares Developed Market Property che replica l’andamento dei Reits e azioni immobiliari globali sta andando ad interessare all’opposto la linea di tendenza discendente che dal post Covid ha compresso le quotazioni.
In netto ritardo con una crescita di appena il 20% in 5 anni, questo ETF di iShares che ha chiuso il 2025 in calo, sta tentando una reazione che in caso di break rialzista potrebbe avere l’ambizione di tornare sui massimi storici. Due grafici da seguire con attenzione.