Le ultime settimane di mercato sono state complicate, con i titoli tecnologici USA che hanno vissuto giornate di difficoltà. Gli investitori in tal senso sembrano aver iniziato a prezzare diversamente le prospettive del settore AI, specie dopo il lungo rally degli ultimi anni. Le vendite sul tech americano non hanno tuttavia salvaguardato gli altri settori, eccezion fatta forse per il comparto bancario italiano.
Tanto in America quanto in Europa, non sono mancate le vendite su molti settori. Una situazione che inevitabilmente ha portato alcuni investitori a maturare delle minusvalenze e altri a valutare la possibilità di valorizzare i guadagni maturati in precedenza.
Eccellenze internazionali e rendimento fino al 17,04% annuo
In questo contesto, proprio venerdì è arrivata sul mercato una soluzione che può strizzare l’occhio agli investitori che si trovano a dover recuperare le minusvalenze e a quelli che invece stanno studiando delle alternative per consolidare i guadagni senza rinunciare a rendimenti molto più interessanti di quelli presenti sul mercato obbligazionario. La soluzione potrebbe essere rappresentata da un certificato emesso da Barclays su LVMH, SAP, Novo Nordisk e Microsoft e avente codice ISIN XS3255930243.
Il certificato d’investimento ha un tratto comune nella sua costruzione: raccoglie al suo interno delle vere eccellenze internazionali, sintetizzando in un unico strumento diversi settori come quello del lusso e sanitario fino a quello tech. Il tutto permettendo di ottenere un rendimento annuo lordo potenziale del 17,04%, suddiviso in premi condizionati mensili dell’1,42% lordo e calcolato sul valore nominale di 100 euro del certificato.
Il certificato prevede il pagamento del premio se il peggior componente del basket a ogni data di rilevamento varrà almeno il 70% del prezzo di rilevazione iniziale. Dal 6 marzo 2026, prima data di rilevazione intermedia, al 7 febbraio 2028, sono 24 i premi mensili condizionati previsti dalla struttura qualora giungesse alla scadenza naturale.
Un condizionale d’obbligo in quanto già da agosto 2026 il certificato potrà scadere anticipatamente. Dapprima se il peggior componente del paniere alla data di rilevazione varrà almeno lo stesso valore del prezzo di rilevazione iniziale, poi con una condizione decrescente. Da settembre 2026 ogni mese il livello della condizione di scadenza anticipata scenderà dell’1%, fino ad arrivare all’83% del prezzo di rilevazione iniziale in occasione della data di rilevazione intermedia del 6 gennaio 2028, l’ultima prima di quella finale.
Un fixing con un timing invidiabile
Al di là del rendimento molto elevato, sono struttura e timing dell’emissione a catalizzare in particolar modo. Sul fronte della struttura, evidenziate le condizioni per l’incasso del premio mensile e quelle per la scadenza anticipata, va evidenziato come il pay off pensato dall’emittente anglosassone consenta agli investitori di prendere posizione su dei sottostanti fortemente penalizzati in Borsa negli ultimi mesi incassando dei premi periodici senza rimanere incastrati per un lungo periodo qualora i componenti del paniere dovessero ripartire con vigore.
In un contesto volatile, la struttura di autocall così pensata da un lato permette agli investitori di smussare il rischio incassando dei premi periodici condizionati, dall’altro permette di uscire dopo un semestre se il mercato dovesse ripartire. Un semestre nel quale l’investitore potrebbe comunque incassare un 8,52% potenziale lordo e recuperare così, almeno parzialmente, le minusvalenze eventualmente maturate nelle ultime settimane o comunque riuscendo a parcheggiare la liquidità in una fase di mercato complessa a un tasso annuo molto importante.
Oltre la struttura e la qualità dei sottostanti, è il timing del fixing che tuttavia rende il mix di questa soluzione di investimento molto interessante. Se si vanno a vedere i livelli barriera previsti per ogni sottostante, posti al 60% del prezzo di rilevazione iniziale, ecco che si scopre come nella totalità dei casi siano soglie di prezzo che non si vedono da anni in Borsa.
Per LVMH e Novo Nordisk si deve arrivare addirittura a fine marzo 2020, ossia da dove ebbe il suo via il movimento ascendente iniziato subito dopo lo scoppio del Covid nei Paesi occidentali. Per SAP e Microsoft si deve invece tornare a valori che in Borsa non vengono battuti da fine gennaio 2023.
Oltre all’aspetto prettamente temporale, sono però i valori in sè dove sono stazionati i livelli barriera per i diversi sottostanti. Guardando ad esempio a SAP, la recente caduta delle quotazioni ha già avvicinato livelli supportivi di lungo periodo, tuttavia il livello barriera è posizionato sotto l’ampia e strategica soglia supportiva presente tanto sul daily chart che sul grafico settimanale nell’intervallo 130-145 euro. Quello del colosso tech tedesco è solo un esempio, guardando agli altri componenti del basket sono diverse le situazioni analoghe.
Rendimento potenziale, qualità dei sottostanti, timing del fixing iniziale, profondità della barriera, presenza dell’effetto memoria che permette di incassare eventuali premi periodici non pagati in precedenza al verificarsi della prima condizione di incasso nel corso della vita del certificato sono tutti fattori che in termini di rischio/rendimento rendono interessante questa nuova soluzione d’investimento arrivata in questi giorni sul mercato.
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