Chi si avvicina per la prima volta ai certificati si trova davanti a una scheda prodotto densa di voci tecniche: strike, barriera, soglia bonus, livello autocall, multiplo, quanto. Sono termini che descrivono meccanismi precisi e comprenderli è la condizione minima per capire cosa si sta comprando.
Questa guida si concentra sui certificati a capitale condizionatamente protetto con cedole periodiche - la famiglia che comprende Cash Collect, Express, Phoenix e prodotti analoghi, la più diffusa sul mercato italiano. Su altre tipologie, come i Tracker, i prodotti a capitale protetto o quelli a leva, alcune delle voci descritte non compaiono e se ne trovano di ulteriori.
ISIN
È il codice identificativo univoco dello strumento, composto da dodici caratteri. È l'unico riferimento che individua con certezza il prodotto: nomi commerciali e denominazioni possono essere simili tra certificati diversi, l'ISIN no. È anche il codice da usare per cercare la documentazione ufficiale.
Emittente e garante
Il certificato è uno strumento di debito: chi lo acquista diventa creditore dell'emittente. Se l'emittente e l'eventuale garante non sono in grado di far fronte ai propri impegni, l'investitore può perdere l'intero capitale, indipendentemente dall'andamento dei sottostanti. I certificati non sono coperti dai sistemi di garanzia dei depositi.
Categoria ACEPI
L'associazione italiana degli emittenti classifica i certificati in quattro famiglie: a capitale protetto, a capitale condizionatamente protetto, a capitale non protetto e a leva. La dicitura indica quindi subito quale tipo di tutela il prodotto offre o non offre.
Sottostante
È l'attività finanziaria da cui dipende il risultato del certificato: una o più azioni, un indice, una materia prima. L'investitore non possiede il sottostante e non ha diritto ai dividendi né al voto.
Worst-of
Nei prodotti con più sottostanti, questa indicazione segnala il titolo che in quel momento presenta la performance peggiore rispetto al proprio valore iniziale. È una voce importante perché nelle strutture worst-of il risultato del prodotto dipende esclusivamente da quel titolo, non dalla media del paniere.
Va tenuto presente che il worst-of può cambiare nel corso della vita del prodotto: se un altro sottostante peggiora, sarà quello a determinare l'esito. Ne consegue anche che un paniere più ampio non significa maggiore diversificazione: ogni sottostante aggiuntivo è una condizione ulteriore da rispettare.
I livelli
Strike, o prezzo di riferimento iniziale
È il valore di ciascun sottostante rilevato alla data di fixing iniziale. Tutti gli altri livelli - barriera, soglia bonus, livello autocall - sono calcolati come percentuale dello strike. È il parametro rispetto al quale si misura la performance.
Barriera
È il livello sotto il quale la protezione condizionata del capitale viene meno. Viene espressa sia in valore assoluto sia in percentuale dello strike: una barriera al 50% significa che il sottostante può perdere fino a metà del proprio valore iniziale senza che il capitale sia intaccato. Barriere più basse offrono maggiore protezione ma comportano cedole inferiori. Le due cose sono sempre collegate: non esistono cedole elevate senza un rischio corrispondente.
Osservazione della barriera
È forse la voce più importante e la più trascurata. La barriera può essere di tipo europeo, osservata esclusivamente alla data di valutazione finale, oppure americano, osservata in modo continuo per tutta la vita del prodotto.
Con barriera europea, un ribasso anche profondo durante la vita del certificato non produce effetti se il sottostante recupera entro la scadenza. Con barriera americana, il singolo tocco è sufficiente a far decadere la protezione in via definitiva. A parità di ogni altra condizione, la barriera europea è nettamente più favorevole all'investitore.
Distanza dalla barriera
Indica di quanto il sottostante può ancora scendere prima di raggiungere il livello di barriera. È un dato dinamico, che cambia a ogni movimento di prezzo.
Va letto verificando il criterio di calcolo adottato dall'emittente, che non è uniforme: la distanza può essere espressa rispetto al prezzo corrente del sottostante oppure rispetto allo strike, e i due valori possono differire in modo sensibile. Il criterio è indicato nelle note della scheda o nella documentazione del prodotto.
Un'ulteriore avvertenza riguarda l'interpretazione. La distanza dalla barriera non è una misura lineare del rischio: un prodotto con il 40% di margine e uno con il 15% non differiscono semplicemente in proporzione, perché avvicinandosi alla soglia la sensibilità del prezzo cresce in modo più che proporzionale.
Soglia bonus
È il livello che i sottostanti devono rispettare alle date di osservazione perché la cedola venga riconosciuta. In alcuni prodotti coincide con la barriera, in altri è collocata più in alto: in quest'ultimo caso esistono due soglie distinte, una che condiziona le cedole e una che condiziona il capitale. Vale la pena verificarlo, perché la differenza incide sulla probabilità di incasso dei premi.
Livello autocall (rimborso anticipato)
È la soglia che, se rispettata da tutti i sottostanti a una data di valutazione, determina il rimborso anticipato del prodotto al valore nominale. Può coincidere con lo strike oppure essere fissato più in basso, e in alcune strutture decresce nel tempo. Il calendario completo si trova sulle condizioni definitive, non sempre sulla scheda web.
Cedole e rendimento
Importo bonus e frequenza cedolare
Indicano l'ammontare del singolo premio e ogni quanti mesi viene corrisposto. Un importo di 2,72 euro con frequenza mensile significa dodici pagamenti l'anno di quell'importo, condizionati al rispetto delle soglie.
Cedola potenziale annua
È la somma dei premi su base annua, espressa in percentuale. Due precisazioni sono essenziali. La parola potenziale non è un formalismo: le cedole sono condizionate e possono non essere mai corrisposte. E la percentuale è calcolata sul valore nominale, di norma 100 euro, non sul prezzo di acquisto: chi compra a 90 o a 105 ottiene un rendimento effettivo diverso da quello indicato.
Effetto memoria
Quando presente, le cedole non riconosciute non vengono perse ma accantonate e possono essere recuperate a una successiva data di osservazione in cui le condizioni tornino soddisfatte. È una caratteristica favorevole, con un limite: se la condizione non si verifica più fino alla scadenza, gli importi accantonati non vengono mai corrisposti.
Ex-date
È la data a partire dalla quale il certificato quota senza il diritto alla cedola successiva. In corrispondenza dello stacco il prezzo scende meccanicamente di un importo pari alla cedola: non è una perdita, ma il passaggio di valore dal prezzo al flusso incassato.
Multiplo
È il coefficiente che lega il valore nominale al prezzo del sottostante, e serve al calcolo del rimborso in caso di violazione della barriera. Non è un parametro su cui l'investitore debba prendere decisioni, ma spiega perché il certificato non si muove nella stessa proporzione del sottostante.
Quanto
Segnala che il prodotto incorpora una copertura valutaria: pur avendo sottostanti denominati in valuta estera, il certificato liquida in euro a un rapporto di cambio convenzionalmente fisso. In assenza di questa caratteristica, l'investitore è esposto anche al rischio di cambio, che può incidere sul risultato indipendentemente dall'andamento dei sottostanti.
Il ciclo di vita
- Fixing iniziale: data in cui vengono rilevati gli strike. Da quel momento tutti i livelli sono fissati.
- Primo e ultimo giorno di negoziazione: delimitano il periodo in cui il certificato è scambiabile sul mercato secondario. L'ultimo giorno di negoziazione precede la scadenza: dopo quella data non è più possibile vendere.
- Data di valutazione finale: è il giorno in cui si rileva il valore dei sottostanti per determinare l'esito del prodotto. Nella maggior parte dei casi coincide con la scadenza, ma non è una regola: va verificato sulla documentazione, perché è la data che decide se il capitale viene rimborsato integralmente.
- Data di scadenza e data di liquidazione: la prima è il giorno in cui il certificato cessa di esistere, la seconda quello in cui l'importo viene effettivamente accreditato. Tra le due intercorrono di norma alcuni giorni lavorativi.
Prezzi e negoziazione
- Denaro e lettera: sono i prezzi ai quali è possibile rispettivamente vendere e comprare. Il primo è sempre inferiore al secondo.
- Spread: è la differenza tra i due, espressa in valore assoluto e in percentuale. Rappresenta un costo immediato: acquistando e rivendendo nello stesso istante si registrerebbe una perdita pari allo spread. Tende ad allargarsi nelle fasi di tensione, proprio quando può servire vendere.
- Volumi denaro e lettera: indicano le quantità disponibili ai prezzi esposti. Volumi ridotti segnalano che ordini di dimensione rilevante potrebbero non trovare esecuzione a quel prezzo.
- Mercato di quotazione: in Italia i certificati sono negoziati prevalentemente sul SeDeX di Euronext Milano o su Cert-X. La presenza di un market maker comporta obblighi di quotazione, che però prevedono eccezioni in condizioni straordinarie: non equivale a una garanzia di liquidità.
I documenti che devi leggere
La scheda web è una sintesi commerciale. Le informazioni vincolanti sono in tre documenti, di norma scaricabili dalla stessa pagina.
1) Il KID è il più utile, contiene:
-
l'indicatore sintetico di rischio, una scala da 1 a 7 che riassume il rischio complessivo del prodotto;
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gli scenari di performance, che mostrano quanto si potrebbe ottenere su un investimento tipo in condizioni favorevoli, moderate, sfavorevoli e di stress;
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i costi complessivi, comprensivi delle componenti di ingresso e di uscita già incorporate nel prezzo;
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il mercato target, ossia la descrizione dell'investitore a cui il prodotto è destinato.
2) Le condizioni definitive contengono il calendario completo delle date di osservazione e i livelli applicabili a ciascuna, informazioni spesso assenti dalla scheda.
3) Il prospetto di base descrive la struttura giuridica e l'insieme dei rischi.