Questo è quello che sperano gli estimatori dei due asset alternativi che hanno fatto sognare tanti investitori alla ricerca del guadagno facile, ma che ormai da mesi stanno masticando amaro.
Nonostante tensioni geopolitiche alle stelle, sono stati soprattutto i mercati azionari sui massimi storici e un dollaro più pimpante del previsto i veri protettori di portafoglio. Gli alternativi che avrebbero dovuto garantire un adeguato supporto come beni rifugio invece a fare da spettatori, anzi peggio ad essere detrattori di performance.
Probabilmente l’aumento dei tassi di interesse e soprattutto il mantenimento di rendimenti reali positivi è stato uno dei fattori determinanti che hanno allontanato gli investitori da oro e Bitcoin anche se, visti i deflussi in corso dagli ETF della criptovaluta, la sensazione è che si tratti più di un fenomeno di over confidence che si sta normalizzando. E questo riporta alla domanda iniziale.
Ha senso acquistare oro e Bitcoin ora?
L’analisi tecnica in tal senso può fornirci qualche indicazione anche se come dico sempre, deve essere il mercato e soprattutto i suoi prezzi a fornirci le risposte.
Cominciamo dall’oro. Il metallo giallo dopo i massimi di inizio 2026 è praticamente solo sceso perdendo per qualche giorno anche quota 4 mila. Un calo da massimo a minimo che sfiora il 30% e che certificherebbe un formale bear market. C’è però un elemento che mi lascia perplesso nel proclamare fin da ora il bear market.

Poco sotto 4 mila dollari l’oncia l’oro sta costruendo una base di prezzo nel tentativo di trovare il supporto della up trend line che guida il rialzo dal 2023 e che abbastanza rapidamente sta convergendo verso 4k. Giusto lasciare ai compratori d’oro l’onere della prova, ma da questi livelli il metallo giallo o riparte, oppure abbandona definitivamente le ambizioni che durante tutti questi anni hanno scaldato i cuori di molti investitori alla ricerca di alternative al mercato azionario e alle sue valutazioni eccessive oltre che concentrazioni settoriali e geografiche importanti.
Cambiando asset class, ma rimanendo sempre su qualcosa privo di cedola e che soffre in un ambiente di tassi crescenti, anche Bitcoin sta faticosamente tentando di costruire una base di prezzo dopo la maxi correzione dai massimi. Per Bitcoin area 58 mila dollari è già stata sollecitata diverse volte e, rappresentando il 61,8% di ritracciamento della gamba rialzista partita nel 2023, la cosa appare comprensibile. Senza dimenticare che da queste parti si trovano anche i vecchi massimi del 2021 sui quali tanti investitori hanno comprato Bitcoin e che rappresenta una sorta di supporto forte di cui tenere conto in caso di sfondamento. Per

Bitcoin, se il comportamento tenuto finora è coerente con gli altri casi di halving, non ci sono grandi ragionamenti da fare. Se la storia si dovesse ripetere sotto 58k non si dovrebbe andare e da qui la crypto può trovare lo spunto per risalire. In caso contrario un altro sogno che si andrebbe a spegnere dopo anni decisamente positivi.
Due asset dunque tornate su supporti tecnici chiave. Le prossime settimane saranno decisive nel fornirci le risposte più corrette sulla direzione futura dei prezzi.