La giornata di ieri si è chiusa all'insegna della cautela per le tre principali piazze finanziarie statunitensi, appesantite dal riacutizzarsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e da un comparto tecnologico privo di slancio. Il Dow Jones Industrial Average ha ceduto lo 0,26%, lo S&P 500 ha lasciato sul terreno lo 0,79% mentre il Nasdaq ha evidenziato il calo più marcato con un -1,60%, penalizzato dalla debolezza del comparto legato all'intelligenza artificiale e dei semiconduttori.
A pesare sul sentiment è stato soprattutto l'annuncio del presidente Donald Trump, che ha dichiarato di voler ripristinare il blocco navale sullo Stretto di Hormuz, imponendo un pedaggio del 20% su tutto il traffico mercantile non iraniano in transito.
Azioni Wall Street: tra petrolio in fiamme e attesa per l'inflazione
La seduta odierna si apre con futures contrastati, specchio di un mercato ancora scosso dall'incertezza geopolitica ma sostenuto dall'imminente stagione delle trimestrali. Il contratto sul Dow Jones arretra dello 0,71%, quello sull'S&P 500 evidenzia un -0,15% mentre il derivato sul Nasdaq-100 avanza dello 0,36%.
Il tema dominante resta l'escalation attorno allo Stretto di Hormuz: il greggio "made in USA" ha guadagnato oltre il 9% lunedì, il rialzo più ampio dal 2020, permettendo ai prezzi di riportarsi sopra quota 80 dollari al barile. Un contesto che alimenta il timore di un'inflazione più vischiosa proprio nel giorno in cui il mercato attende il dato sui prezzi al consumo di giugno, atteso alle 8:30 ora di New York, seguito domani dai prezzi alla produzione. Gli analisti prevedono che l'inflazione core resti su livelli elevati, un elemento che la Federal Reserve dovrà necessariamente ponderare.
Proprio oggi il neo presidente della Fed, Kevin Warsh, esordirà davanti al Congresso con la sua prima testimonianza semestrale sulla politica monetaria, un appuntamento che gli operatori seguiranno con particolare attenzione per cogliere ogni sfumatura sull'orientamento futuro dei tassi (Fed: cosa sapere sulle task force nominate da Kevin Warsh).
"La crisi iraniana sta mettendo alla prova la tenuta della crescita di mercato ad ampio respiro, e gli investitori dovranno bilanciare la solidità degli utili societari con i rischi geopolitici", ha osservato Alex Guiliano, Chief investment officer di Resonate Wealth Partners.
Wall Street Oggi: JP Morgan, Wells Fargo e SK Hynix sotto i riflettori
Tra i titoli in maggiore evidenza nel pre-market di oggi:
- JP Morgan Chase: il titolo tratta in rosso del 2,2% nel pre-market nonostante utili ben oltre le attese: utile per azione di 7,70 dollari contro i 5,85 dollari stimati e ricavi per 58,02 miliardi di dollari contro i 50,19 miliardi previsti dagli analisti.
- Wells Fargo: le azioni arretrano dello 0,75% dopo un trimestre superiore alle attese, con un utile per azione di 2,00 dollari contro gli 1,72 dollari attesi e ricavi per 22,62 miliardi di dollari, sopra il consensus di 21,84 miliardi.
- Bank of America: -0,1% nel pre-market, dopo aver riportato un utile per azione di 1,21 dollari contro gli 1,13 dollari previsti e ricavi per 31,7 miliardi di dollari, superiori ai 30,72 miliardi attesi dagli analisti.
- SK Hynix: dopo il -9,32% di ieri, le ADR avanzano del 6,5% prima dell'avvio. Secondo Jung In Yun, fondatore e Amministratore delegato di Fibonacci Asset Management, il ribasso riflette soprattutto prese di profitto e arbitraggi legati ai certificati americani, più che un cambiamento delle prospettive fondamentali della società.
- Micron Technology: il titolo guadagna quasi il 3,5% nel pre-market, trainando il recupero dell'intero comparto dei semiconduttori dopo la debolezza della vigilia.