Wall Street Oggi: i future frenano dopo i nuovi massimi storici | Investire.biz

Wall Street Oggi: i future frenano dopo i nuovi massimi storici

03 giu 2026 - 13:50

I future frenano dopo cinque record consecutivi. Nel pre-market ancora guadagni per Marvell Technology dopo le parole di Huang

La seduta di ieri ha consegnato agli investitori un quinto massimo storico consecutivo per tutti e tre i principali indici americani. Il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in rialzo dello 0,45%, l'S&P 500 ha guadagnato lo 0,13% - portandosi per la prima volta sopra quota 7.600 punti - mentre il Nasdaq Composite ha archiviato la giornata in sostanziale parità (+0,03%).

Si tratta del quinto record simultaneo dei tre indici, il ventiquattresimo dell'anno per l'S&P 500, il quattordicesimo per il Dow e il ventesimo per il Nasdaq.

A trainare la seduta sono stati i semiconduttori, con il comparto spinto dall'endorsement di Jensen Huang su Marvell Technology: le azioni del produttore di chip hanno chiuso in rialzo del 32,52%, dopo che il numero uno di Nvidia ha indicato il titolo come il potenziale prossimo colosso da mille miliardi di capitalizzazione. 

Anche i titoli dell'orbita spaziale - Rocket Lab (+0,76%), AST SpaceMobile (+11,85%), Intuitive Machines (+3,56%) - hanno partecipato al rimbalzo, in attesa dell'IPO di SpaceX (SpaceX fissa il prezzo della sua IPO a 135 dollari per azione).

Meghan Shue, responsabile della strategia di investimento di Wilmington Trust, ha però avvertito che l'azionario potrebbe essere prossimo a una pausa: "la forza del momentum ha buone motivazioni alle spalle - il ciclo degli investimenti sull'AI, una stagione degli utili molto positiva - ma ci stiamo avvicinando alla stanca estiva. L'attività di trading potrebbe rallentare, e il rischio geopolitico rimane significativo".

 

 

Azioni Wall Street: future sotto pressione dopo i recenti record

La seduta di oggi è destinata ad aprirsi con i future in territorio misto, dopo una notte segnata da sviluppi geopolitici rilevanti. Il contratto sul Dow Jones Industrial Average cede lo 0,4%, il future sull'S&P 500 arretra dello 0,12% mentre il derivato sul Nasdaq 100 segna un +0,15%.

Sul fronte geopolitico, l'esercito americano ha dichiarato di aver respinto missili balistici e droni iraniani, conducendo nel contempo "attacchi difensivi" sull'isola di Qeshm; il petrolio Brent si avvicina alla soglia dei 98,5 dollari al barile, e i rendimenti dei Treasury trentennali tornano a sfiorare il 5%.

A complicare il quadro, l'amministrazione Trump ha annunciato la ripresa della strategia tariffaria, con nuovi dazi previsti nei confronti di diversi partner commerciali nelle prossime settimane, in un contesto in cui il presidente sembra voler spostare l'attenzione dal negoziato con Teheran verso i dossier commerciali.

Sul fronte macroeconomico, la giornata prevede la pubblicazione del rapporto ADP sui salari privati di maggio - con il mercato che dopo i 109.000 posti di aprile ne stima altri 118mila - insieme al PMI servizi in versione definitiva ed all'ISM. 

 

 

 

Wall Street oggi: Marvell vola ancora, GameStop rimbalza, GitLab taglia

  • Marvell Technology: il titolo del produttore di semiconduttori aggiunge un ulteriore +12,6% nel pre-market, consolidando il rialzo messo a segno nella seduta precedente dopo le dichiarazioni di Jensen Huang. Il CEO di Nvidia ha indicato che le azioni di Marvell potrebbero moltiplicarsi per cinque, portando la società verso il traguardo del trilione di dollari di capitalizzazione; Nvidia ha investito in Marvell nell'ambito di una collaborazione che consente ai clienti di sviluppare infrastrutture AI semi-custom combinando componenti di entrambe le aziende.

  • GameStop: le azioni del rivenditore di videogiochi avanzano nel pre-market del 9,6% dopo che la società ha comunicato utili del primo trimestre in crescita e annunciato un programma di riacquisto di azioni proprie da 2 miliardi di dollari. 

  • GitLab: il titolo cede circa il 3,6% nel pre-market dopo che la società di strumenti per lo sviluppo software ha comunicato una guidance sugli utili rettificati del trimestre in corso di 17-18 centesimi per azione, sotto le attese degli analisti di 19 centesimi. La società ha inoltre annunciato la riduzione del 14% della forza lavoro - circa 350 dipendenti - e l'uscita da 22 Paesi, con oneri di ristrutturazione stimati tra 30 e 35 milioni di dollari.

  • Palo Alto Networks: il titolo della cybersecurity cede il 3% nel pre-market nonostante risultati trimestrali superiori alle attese - utili rettificati di 85 centesimi per azione su ricavi di 3 miliardi di dollari, contro stime rispettivamente di 80 centesimi e 2,94 miliardi - e una revisione al rialzo della guidance annuale sui ricavi. 

  • Alphabet: ha annunciato un'emissione azionaria da 80 miliardi di dollari per finanziare le spese in conto capitale 2026-2027 legate all'infrastruttura AI. Il titolo ha ceduto il 3,81% nella seduta di ieri - la flessione più marcata da maggio 2025 - con il mercato preoccupato dal fatto che le ambizioni AI dei colossi tecnologici stiano consumando i flussi di cassa (Goldman Sachs: azioni Alphabet? Una mossa senza precedenti). Di particolare rilievo è il collocamento privato da 10 miliardi di dollari riservato alla Berkshire Hathaway (parità prima dell'avvio), con uno sconto di circa il 6% rispetto al prezzo di chiusura di lunedì.

  • Amazon: la divisione Ring di Amazon è al centro di una class action federale avviata a Seattle, in cui si contesta la raccolta e la conservazione di dati biometrici facciali senza consenso attraverso la funzione "Familiar Faces" delle videocamere Ring. Il ricorrente chiede almeno 5 milioni di dollari di danni. Il titolo AMZN perde lo 0,24% prima dell'avvio. 

  • SpaceX: Morningstar ha avviato la copertura del titolo con una valutazione di 780 miliardi di dollari, circa il 48% al di sotto della valorizzazione implicita degli ultimi round di finanziamento privato (circa 1,5 trilioni) e ben al di sotto del target di almeno 1,8 trilioni indicato dalla stessa SpaceX per la propria IPO, attesa al Nasdaq il 12 giugno sotto il ticker SPCX. "Riteniamo che la società sia stata significativamente sopravvalutata e che gli investitori avranno l'opportunità di acquistare il titolo a prezzi più convenienti dopo l'IPO", ha dichiarato Nicolas Owens, analista di Morningstar. L'operazione punta a raccogliere tra 50 e 80 miliardi di dollari, con Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup e JPMorgan tra i principali sottoscrittori.

  • Broadcom oggi alza il velo sui conti trimestrali (Broadcom attesa ai conti: AI e crescita record sotto i riflettori). 

 

 

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