Ieri Wall Street ha archiviato la quarta seduta consecutiva in territorio negativo. Il Nasdaq Composite ha ceduto lo 0,65%, il Dow Jones Industrial Average lo 0,6% e lo S&P 500 ha lasciato sul campo lo 0,58%.
A pesare sul sentiment sono stati due fattori concomitanti. Da un lato il petrolio: il WTI è tornato sopra i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio, chiudendo la sessione vicino a 102,48 dollari; il Brent, dal canto suo, si è attestato sopra i 107 dollari, sullo sfondo dell'escalation in Medio Oriente. Dall'altro il fronte obbligazionario: il rendimento del Treasury decennale ha toccato in intraday il 4,9%, avvicinandosi a quella soglia del 5% che diversi operatori considerano uno spartiacque psicologico per l'intero mercato azionario.
Il quadro si è complicato con la decisione della Banca Centrale Europea di alzare i tassi dal 2,25% al 2,5%, la seconda stretta da quando è iniziato il conflitto in Iran. La mossa era ampiamente attesa dal consensus, ma apre la strada a ulteriori rialzi, con un percorso che resta tutt'altro che definito.
Sul fronte macro statunitense, il dato sui prezzi alla produzione è risultato in linea con le attese, ma ha comunque mostrato un incremento mensile dello 0,4%, trainato dal rincaro del gasolio. La lettura ha spinto la probabilità implicita di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nel meeting della prossima settimana al 71%.
Azioni Wall Street: l'inflazione USA decide la mossa della Fed
Oggi la scena è tutta per l'indice dei prezzi al consumo di agosto, in pubblicazione da parte del Bureau of Labor Statistics. Il consensus rilevato da FactSet indica un incremento mensile dello 0,4%, in accelerazione rispetto allo 0,1% di luglio; su base annua, l'inflazione dovrebbe invece confermarsi al 3,4%.
Ancora più rilevante, in chiave Fed, il CPI core: il consensus lo colloca al 2,4% annuo, il ritmo più contenuto in oltre cinque anni e una decelerazione rispetto al 2,5% di luglio. Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha di recente spiegato di monitorare quante componenti dell'indice crescano ancora sopra il 3%, un approccio che suggerisce come il board guardi oltre il dato aggregato.
Il blackout period impedisce tuttavia qualsiasi commento ufficiale prima della riunione del 15-16 settembre: la lettura di oggi, da sola, dovrà bastare agli investitori per calibrare le attese. "Una lettura in linea con il consensus rappresenterebbe il quarto mese consecutivo di dati incoraggianti sull'inflazione e allenterebbe la pressione per un rialzo a settembre", ha detto Christopher Hodge, capo economista USA di Natixis CIB Americas. "Se l'inflazione sorprendesse al rialzo, ci aspettiamo invece una stretta sui tassi nella prossima riunione."
Nell'attesa, i future si muovono verso l'alto: i derivati su Dow Jones e Nasdaq guadagnano lo 0,6% mentre il contratto sullo S&P 500 sale di mezzo punto percentuale. Su base settimanale i tre indici restano comunque in rosso, con il Dow Jones a -2,5% e lo S&P 500 e il Nasdaq entrambi a -1,6%, la sintesi di una settimana dominata da petrolio e rendimenti più che dai fondamentali societari.
Wall Street oggi: Oracle e Adobe sotto i riflettori
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Oracle: sale nel pre-market di oltre il 7% dopo aver battuto le attese nel primo trimestre fiscale, con un utile adjusted di 1,92 dollari per azione contro un consensus LSEG di 1,74 dollari e ricavi per 19,35 miliardi di dollari contro attese per 19,14 miliardi; le vendite del segmento cloud infrastructure sono più che raddoppiate e il management ha confermato invariata la guidance sugli investimenti in capitale per l'intero anno, un segnale di continuità che rassicura sul fronte della spesa in AI.
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Adobe: cede il 4% nel pre-market, un calo che si aggiunge alla flessione del 2,37% messa a segno ieri; a pesare è l'indicazione che la transizione verso un modello "freemium" potrebbe rallentare la crescita dei ricavi nel breve periodo, un messaggio che arriva in concomitanza con l'annuncio del cambio al vertice: Anil Chakravarthy succederà a Shantanu Narayen, che a marzo aveva annunciato l'intenzione di lasciare la guida della società.
- Banche in focus dopo che il segretario al Tesoro USA Scott Bessent ha annunciato che lunedì sarà sanzionata "una grande banca" nell'ambito della pressione economica statunitense sull'Iran.
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Kroger: la società ha tagliato le previsioni sulle vendite comparabili annuali allo 0,2%-0,8% dall’1%-2% precedente. Nel trimestre la crescita like-for-like è stata appena dello 0,2% contro +0,9% atteso. Il titolo perde circa il 3% nel pre-market.
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Copart: ha acquistato ACV Auctions per 1,9 miliardi di dollari cash, pagando 10,50 dollari per azione. ACVA vola di circa +44%. Per Copart, che prima dell'avvio segna un +3,3%, l'operazione apre il mercato delle aste wholesale dealer-to-dealer.
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RH: sale circa del 7% nel pre-market dopo risultati superiori alle attese. È interessante soprattutto come indicatore della fascia alta dei consumi USA.