Azioni UniCredit in rosso nei primi scambi: a poco meno di un'ora dall'avvio delle contrattazioni, le azioni della banca di Piazza Gae Aulenti segnano un calo del 2,66% a 82,22 euro. Giornata negativa anche per il titolo Commerzbank, in calo dell'1,3% a 42,115 euro. Le due banche sono di nuovo sotto i riflettori dopo l'incontro a Berlino tra il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil e Andrea Orcel, il primo confronto diretto sul futuro dell'istituto tedesco.
In rosso anche i rispettivi indici: il FTSE Mib arretra di un punto percentuale mentre il DAX lascia sul campo lo 0,25%. A dettare il passo restano petrolio e obbligazioni. Il Brent viaggia in quota 107,5 dollari al barile dopo i nuovi attacchi alle infrastrutture energetiche saudite. Sul mercato dei Treasury il rendimento del decennale americano consolida sopra il 5%, livello che non si vedeva dal 2007. Una combinazione che alimenta i timori sull'inflazione proprio alla vigilia della decisione della Federal Reserve, con il mercato che assegna ormai una probabilità superiore al 90% a un rialzo dei tassi.
UniCredit-Commerzbank, dal muro alla trattativa
Dopo quasi due anni di opposizione, il governo tedesco non sembra più concentrato sul bloccare l'avanzata di UniCredit, ma sulle condizioni alle quali potrebbe accettarla. Klingbeil ha indicato quattro priorità:
- mantenere la sede a Francoforte,
- conservare la quotazione tedesca,
- tutelare l'occupazione,
- garantire la continuità del credito alle piccole e medie imprese.
Orcel ha definito il colloquio "proficuo e costruttivo" e ha anticipato nuovi incontri. Nel materiale fornito, la partecipazione di Piazza Gae Aulenti viene indicata al 49,65%, una quota che ha modificato radicalmente i rapporti di forza rispetto alle prime fasi dell'operazione. La resistenza politica non è scomparsa, ma la partita si è spostata dalla possibilità di un'integrazione alle modalità con cui realizzarla.
Orcel cerca la formula per chiudere il cerchio
Un accordo con Berlino ridurrebbe uno dei principali rischi di esecuzione dell'operazione e potrebbe accelerare l'ingresso di UniCredit nella governance della banca tedesca.
Tra le ipotesi emerse figura una fusione inversa di HVB in Commerzbank. Lo schema permetterebbe di preservare sede e quotazione a Francoforte e, secondo le stime riportate nel materiale fornito, avrebbe un impatto sul CET1 di UniCredit compreso tra 20 e 40 punti base. Le sinergie pre-tasse potrebbero arrivare a 2 miliardi di euro, contro gli 1,2 miliardi associati alla sola acquisizione.
Il progetto resta da negoziare, ma l'apertura del canale politico riduce una variabile che per mesi aveva pesato sul dossier. Una combinazione tra i due istituti darebbe vita a un gruppo con oltre 1.300 miliardi di euro di attivi e una presenza rilevante in due delle maggiori economie dell'Eurozona.
La partita di Orcel a Francoforte ha quindi superato il problema dell'accesso al tavolo. Ora sarà il prezzo dell'accordo, finanziario e politico, a stabilire quanto valore potrà restare agli azionisti UniCredit.
RBC frena: target a 90 euro e poca visibilità sugli utili
A raffreddare la lettura del mercato arriva RBC Capital Markets. La banca d'affari ha avviato la copertura sulle azioni UniCredit con giudizio "sector perform" e prezzo obiettivo a 90 euro.
Gli analisti riconoscono a UniCredit la capacità di centrare le sinergie di costo previste, ma vedono ancora poca visibilità sulla dinamica dei ricavi durante l'integrazione di Commerzbank. Il rischio è che i benefici derivanti da tassi più elevati vengano in parte assorbiti da costi di integrazione superiori alle attese per effetto dell'inflazione. RBC vede inoltre spazi limitati per una revisione significativa al rialzo dell'attuale obiettivo 2028 di utile superiore a 13 miliardi di euro.
Il consenso resta comunque più costruttivo: su 21 analisti censiti da LSEG, 15 indicano "buy", cinque "hold" e uno "sell".