La trimestrale di Goldman Sachs relativa al primo trimestre del 2026 ha confermato la solidità della banca d'affari americana in un contesto globale dominato dalla volatilità. L'istituto guidato dal CEO David Solomon ha riportato ricavi netti per 17,23 miliardi di dollari, segnando un balzo del 14% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, e utili netti in decisa crescita del 19% a 5,63 miliardi di dollari.
Il dato sull'utile per azione diluito (EPS) si è attestato a 17,55 dollari, stracciando stime del mercato ferme a 16,49 dollari, con un solido ritorno su base annua del capitale netto (ROE) pari al 19,8%. A trainare questa straordinaria performance è stato il dinamismo nelle divisioni di punta.
I ricavi legati all'investment banking sono schizzati del 48% a 2,84 miliardi di dollari, superando le attese degli analisti di circa 340 milioni. Questa spinta è derivata da un'impennata delle commissioni di advisory sulle operazioni di fusione e acquisizione (M&A) e dal business dell'underwriting azionario e obbligazionario.
Contestualmente, la divisione Equities ha registrato il miglior trimestre della sua storia: ricavi in rialzo del 27% a 5,33 miliardi di dollari. I desk azionari di Wall Street hanno saputo capitalizzare i massicci volumi di scambio generati dal riposizionamento degli investitori istituzionali, in un trimestre segnato dalle disruption tecnologiche legate all'intelligenza artificiale e da marcate turbolenze geopolitiche, come il conflitto in Medio Oriente e le operazioni militari in Venezuela.
Trimestrale Goldman Sachs: il nodo del reddito fisso e le ombre sulle azioni in Borsa
Nonostante la generale solidità della trimestrale, l'accoglienza in Borsa non è stata calorosa, con le azioni di Goldman Sachs arrivate a cedere oltre il 4% nelle contrattazioni pre-market. Il mercato non perdona le asimmetrie e i conti hanno evidenziato alcune zone d'ombra che hanno impensierito gli analisti.
La delusione principale si è registrata nelle operazioni a reddito fisso, valute e materie prime (FICC): i ricavi di questo segmento sono scesi del 10% a 4,01 miliardi di dollari, mancando le stime per oltre 900 milioni. La banca ha giustificato questo calo citando proventi "significativamente inferiori" dai prodotti legati ai tassi di interesse e al segmento dei mutui, parzialmente mitigati solo dagli scambi su valute e materie prime.
Elaborazione: Investire.biz
Ulteriori elementi di cautela arrivano dalla gestione del rischio e dai prestiti. Gli accantonamenti per perdite su crediti sono saliti a 315 milioni di dollari (+10% su base annua), più del doppio rispetto ai 150,4 milioni stimati, riflettendo svalutazioni nel portafoglio dei crediti wholesale. La divisione Asset & Wealth Management, pur mettendo a segno un +10% nei ricavi (4,08 miliardi di dollari) e portando gli asset under supervision (AUS) al livello record di 3.650 miliardi, si è fermata circa 140 milioni al di sotto delle proiezioni, penalizzata dalla flessione del private banking compensata in parte dall'incremento delle commissioni di gestione.
Ha frenato bruscamente, infine, la divisione Platform Solutions, registrando un crollo dei ricavi del 33% a 411 milioni, appesantita dalle svalutazioni legate al portafoglio prestiti dell'Apple Card.
Solidità patrimoniale, liquidità e le prospettive del management
Pur in presenza di alcune fisiologiche flessioni settoriali, la struttura patrimoniale, il contenimento dell'indebitamento e la liquidità emerse dal bilancio offrono ampie garanzie. Nel corso del trimestre, Goldman Sachs ha remunerato gli investitori restituendo 6,38 miliardi di dollari di capitale: 5 miliardi sono stati impiegati in un aggressivo piano di riacquisto di azioni proprie (buyback), e 1,38 miliardi staccati sotto forma di dividendi, con il Board che ha dichiarato un dividendo trimestrale di 4,50 dollari per azione.
A dimostrazione della robustezza del bilancio, il book value per azione è salito a 361,19 dollari (+1%), mentre gli asset liquidi globali core (GCLA) si sono mantenuti su una media imponente di 494 miliardi di dollari.
"Goldman Sachs ha registrato una performance molto forte per i nostri azionisti in questo trimestre, anche se le condizioni di mercato sono diventate più volatili", ha evidenziato il CEO David Solomon. Il manager ha evidenziato la fiducia accordata dai clienti nell'execution della banca durante l'incertezza macroeconomica, ma ha lanciato un monito per il futuro: "il panorama geopolitico rimane molto complesso e per questo una rigorosa gestione del rischio deve rimanere al centro del nostro modo di operare".
In uno scenario dove l'instabilità, acuita dal conflitto in Iran avviato lo scorso 28 febbraio, può limitare in ogni momento la propensione delle aziende a lanciare nuove M&A o emissioni di debito, la cautela e la diversificazione dei ricavi rappresenteranno la vera bussola per il gigante di Wall Street.
Trimestrali Wall Street: i prossimi appuntamenti
Dopo la trimestrale di Goldman Sachs, vediamo il calendario delle società che alzeranno il velo sui conti nei prossimi giorni.
Martedì: risultati trimestrali di JP Morgan Chase, Citigroup, Wells Fargo, BlackRock, Johnson & Johnson e CarMax (prima dell'apertura dei mercati).
Mercoledì: risultati trimestrali di Bank of America, Morgan Stanley e PNC Financial Services (prima dell'apertura).
Giovedì: risultati trimestrali di PepsiCo (prima dell'apertura) e conti di Netflix (dopo la chiusura).