La trimestrale di Avio relativa al periodo gennaio-marzo 2026 ha consegnato al mercato dati migliori del previsto: i ricavi netti si sono attestati a 128,5 milioni di euro, in crescita del 19% nel confronto con lo stesso periodo dell'esercizio precedente e +5% rispetto alle stime degli esperti.
L'EBITDA reported ha raggiunto 5,2 milioni di euro, con un incremento del 29,9% anno su anno. Il confronto con le attese di mercato è ancora più favorevole: la versione adjusted del dato ha battuto le stime di Equita Sim del 14%. Sul fronte operativo, l'EBIT reported risulta pari a -0,1 milioni di euro, un valore ancora in territorio negativo ma in miglioramento rispetto alla perdita registrata nel primo trimestre 2025. A circa 2 ore dall'avvio degli scambi, le azioni Avio a Piazza Affari salgono del 2,8% a 31 euro.
Trimestrale Avio: contratto con esercito USA spinge il giro d'affari
La crescita dei ricavi è stata trainata principalmente dalle attività di produzione legate al lanciatore Vega C e dall'espansione nel comparto della difesa. Quest'ultimo segmento, in particolare, ha beneficiato di un contratto siglato con l'esercito statunitense per lo sviluppo, la qualifica e la produzione iniziale di un motore a propellente solido destinato alla difesa aerea.
Si tratta di un'apertura significativa verso il mercato Nordamericano della difesa, che aggiunge diversificazione geografica a un portafoglio ordini fino a oggi orientato prevalentemente verso l'Agenzia Spaziale Europea. Equita Sim sottolinea a questo proposito che, escludendo il contratto con l'esercito statunitense, la grande maggioranza degli ordini di Avio continua a fare riferimento all'ESA.
"I risultati del primo trimestre 2026 evidenziano una solida crescita dei ricavi e un miglioramento dei profitti", ha commentato il CEO Giulio Ranzo. "Al tempo stesso, l'avvicinarsi del prossimo lancio di Vega C e il contributo determinante di Avio al successo delle recenti missioni di Ariane 6 rafforzano il nostro ruolo di partner chiave nei programmi spaziali europei".
Portafoglio ordini sopra 2 miliardi e guidance confermata
Il portafoglio ordini complessivo di Avio al termine del primo trimestre 2026 si attesta a circa 2,12 miliardi di euro, in calo del 2,3% rispetto al 31 dicembre 2025. La variazione è contenuta e riflette la dinamica ordinaria dell'esecuzione dei contratti in essere.
I nuovi ordini acquisiti nel trimestre ammontano a circa 80 milioni di euro, come ha precisato il CFO Roberto Carassai nel corso della conference call con gli analisti. Tali ordini sono in larga parte riconducibili ad attività di sviluppo sui lanciatori della famiglia Vega e al già citato contratto nel settore della difesa con le forze armate statunitensi.
La posizione finanziaria netta si attesta a 559,1 milioni di euro, in diminuzione di 32,6 milioni rispetto alla fine dell'esercizio 2025. Il calo è spiegato dalla società con il riconoscimento iniziale ai fornitori degli anticipi incassati nell'ultimo trimestre del 2025: una dinamica attesa, legata alla struttura dei pagamenti nei grandi programmi spaziali, dove gli anticipi ricevuti dai committenti vengono trasferiti a valle della catena di fornitura con un certo sfasamento temporale. Gli analisti di Equita Sim, che avevano previsto una cassa netta "leggermente inferiore" rispetto alle proprie stime, hanno confermato che il dato è coerente con le previsioni annuali.
Il profilo finanziario di Avio continua a riflettere la natura capital-intensive dei programmi spaziali a lungo ciclo, nei quali gli investimenti vengono sostenuti in fasi precedenti rispetto al riconoscimento dei ricavi. In questo contesto, la posizione debitoria netta, pur elevata in valore assoluto, è ampiamente coperta dal portafoglio ordini pluriennale e dalla visibilità dei programmi istituzionali europei.
La conferma della guidance 2026, comunicata in occasione della presentazione dei conti di marzo, non è stata modificata a seguito della trimestrale di Avio: la società stima un EBITDA compreso tra 27 e 35 milioni di euro per l'intero anno e un utile netto tra 8 e 13 milioni di euro.
Vega C e le prospettive del 2026: i catalizzatori attesi
Il principale catalizzatore a breve termine per il titolo Avio resta il lancio di Vega C, il vettore leggero sviluppato nell'ambito del programma spaziale europeo e prodotto in parte rilevante da Avio. Il prossimo volo, denominato VV2D, è attualmente pianificato per il 19 maggio 2026 e trasporterà in orbita il satellite scientifico SMILE - Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer - una missione condotta congiuntamente dall'Agenzia Spaziale Europea e dall'Accademia Cinese delle Scienze.
Si tratta di un lancio atteso con attenzione, anche in considerazione della storia recente del programma Vega C, che aveva subito un'interruzione operativa a seguito dell'anomalia occorsa nel dicembre 2022.
Il ritorno al volo di Vega C rappresenta un passaggio rilevante sia sul piano industriale sia su quello della reputazione commerciale. Un lancio di successo consoliderebbe il posizionamento di Avio come fornitore affidabile di capacità di accesso allo spazio in ambito europeo e contribuirebbe ad alimentare il flusso di nuovi ordini nei trimestri successivi.
Oltre a Vega C, Avio ha evidenziato nei propri comunicati il contributo fornito alle recenti missioni di Ariane 6, il lanciatore pesante dell'ESA nel quale la società italiana ha una partecipazione industriale.
Trimestrale Avio: Equita e Intesa Sanpaolo confermano il "buy"
Le raccomandazioni degli analisti rimangono positive. Equita Sim ribadisce la raccomandazione "buy" con un prezzo obiettivo a 42 euro, ritenendo la guidance 2026 "conservativa".
Gli analisti di Intesa Sanpaolo confermano a loro volta la raccomandazione di acquisto con target a 47 euro, evidenziando che i risultati del primo trimestre sono stati "buoni e migliori delle attese" su tutti i principali aggregati.
Il quadro complessivo che emerge dalla trimestrale di Avio è quello di una società in accelerazione operativa, con una crescita dei ricavi sostenuta sia nel segmento spazio sia in quello della difesa, un'agenda di lanci che nei prossimi mesi potrebbe fungere da ulteriore leva per la raccolta ordini e una guidance annuale confermata che gli analisti giudicano prudente.
I rischi principali rimangono legati all'esecuzione dei programmi - in particolare al successo del lancio VV2D - e all'evoluzione dei costi operativi legati alle attività negli Stati Uniti, che nel trimestre hanno esercitato una pressione parzialmente compensata dall'incremento dei ricavi.