Paramount rilancia su Warner Bros Discovery, sfida aperta a Netflix | Investire.biz

Paramount rilancia su Warner Bros Discovery, sfida aperta a Netflix

24 feb 2026 - 10:01

24 feb 2026 - 10:01

Paramount alza l’offerta per Warner Bros Discovery mentre il board spinge per Netflix. Guerra di offerte, nodi finanziari e incognite Antitrust restano aperti

Paramount Skydance ha alzato la posta per acquisire Warner Bros Discovery. Secondo quanto riportato da Reuters, il gigante cinematografico statunitense ha migliorato la proposta iniziale di 30 dollari per azione, che comportava un esborso di 108,4 miliardi di dollari, rispondendo anche alle preoccupazioni di Warner circa il sostegno finanziario dell’operazione.

Non si conoscono ancora nel dettaglio i termini della nuova offerta mentre per il momento il Consiglio di amministrazione di Warner suggerisce agli azionisti, riuniti in assemblea straordinaria il 20 marzo, di votare per una combinazione con Netflix.

Negli ultimi mesi si è parlato molto di una guerra delle offerte, ipotizzando una contromossa del gigante dello streaming nel caso in cui Paramount avesse migliorato la propria proposta. Secondo gli analisti di MoffettNathanson, solo un’offerta nell’ordine dei 34 dollari per azione da parte di Paramount metterebbe fine alla competizione.

 

 

Warner Bros Discovery: una telenovela destinata a proseguire?

Il risiko per l’acquisizione di Warner Bros Discovery sta catalizzando l’attenzione non solo del mondo cinematografico, ma anche dei mercati finanziari. Le grandi manovre tra colossi dello streaming e dell’intrattenimento hanno riacceso l’interesse su un gruppo ricco di asset, sebbene ancora fragile nei conti. Tra offerte, rilanci e valutazioni contrastanti, il titolo è tornato sotto i riflettori negli ultimi tempi.

Le posizioni sono chiare. A dicembre, Warner ha raggiunto un accordo con Netflix, che offre 27,75 dollari per azione per un totale di 82,7 miliardi di dollari. L’offerta, però, non riguarda l’intero perimetro delle attività di Warner, ma solo gli studios e i canali HBO e HBO Max. Quest’ultimo rientra nella piattaforma streaming, mentre HBO è un canale lineare che verrebbe acquisito esclusivamente per il marchio. Tutto il resto delle attività legate alla TV via cavo resterebbe escluso dall’operazione. Di conseguenza, i canali CNN, Discovery Channel, Eurosport e molti altri confluirebbero nello spin-off di Discovery Global.

Proprio su Discovery Global si è aperto un dibattito sul suo reale valore. Warner stima che l’asset potrebbe valere tra 1,33 e 6,86 dollari per azione, mentre Netflix ritiene che lo scorporo genererebbe un significativo valore aggiunto per gli azionisti del produttore di "Harry Potter". Paramount, la cui offerta è per l’intera Warner, ha invece affermato che Discovery Global sia totalmente privo di valore.

L’assalto di Paramount è stato più volte respinto dal board di Warner, preoccupato per la struttura finanziaria dell’operazione. Gli oltre 108 miliardi di dollari dell’offerta sono in gran parte a debito e gli amministratori temono che ciò possa incidere negativamente sul business della società dopo la combinazione, con il rischio di una riduzione dei contenuti e di tagli al personale. Per rassicurare il Cda di Warner è intervenuto anche il miliardario Larry Ellison, padre del CEO di Paramount David Ellison, che ha fornito una garanzia di 40,4 miliardi di dollari per la componente di mezzi propri di Paramount nell’operazione. Anche questa garanzia, tuttavia, non è bastata a convincere Warner.

Il 10 febbraio 2026 Paramount ha quindi rilanciato, impegnandosi a coprire la penale di 2,8 miliardi di dollari che Warner dovrebbe pagare per sciogliere l’accordo in essere con Netflix, oltre a garantire agli azionisti di Warner un pagamento di 25 centesimi di dollaro per azione per ogni trimestre successivo al 2027 qualora l’operazione non si chiudesse entro la fine dell’anno per ragioni regolatorie.

Nel frattempo, alcuni azionisti di Warner, come Ancora Capital, hanno fatto pressione sul board affinché prendesse in considerazione l’offerta di Paramount. Il Cda ha quindi concesso un ultimatum di una settimana, con scadenza il 23 febbraio, per la presentazione di un’offerta migliorativa. L’offerta sarebbe effettivamente arrivata, anche se la sua entità non è ancora nota.

 

 

La questione regolatoria

La sensazione generale è che la partita non sia ancora chiusa, anche a causa del tema regolatorio. Le autorità Antitrust dovranno valutare come intervenire in una possibile fusione tra Warner e uno dei due giganti in competizione.

L’ipotesi Netflix imporrebbe ai regolatori di stabilire se la creazione di un colosso dello streaming con mezzo miliardo di abbonati possa ridurre la concorrenza e limitare la scelta dei consumatori, una preoccupazione sollevata anche dalla politica su base bipartisan. Il co-CEO di Netflix, Ted Sarandos, si è detto fiducioso in un via libera delle autorità, sostenendo che l’operazione sarebbe positiva per Hollywood perché eviterebbe tagli occupazionali in un settore già colpito dalla riduzione delle produzioni e da risultati disomogenei al botteghino.

Quanto a Paramount, una combinazione con Warner rischierebbe di creare un polo in grado di controllare quasi tutto ciò che gli americani guardano in TV. L’azienda ha dichiarato di avere un percorso più chiaro verso l’approvazione rispetto a Netflix, ma l’ipotesi di consegnare la CNN agli Ellison, di orientamento conservatore, continua a preoccupare molti senatori democratici.

 

 

 

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