Novo Nordisk sprofonda alla Borsa di Copenaghen, con le azioni che, in rosso di circa il 18% del loro valore, stanno cancellando i guadagni di quest'anno. A scatenare la furia ribassista sono state le previsioni molto deludenti della società su vendite e profitti, diffuse in occasione della pubblicazione dei conti del 2025. La battaglia contro l'obesità attraverso i suoi farmaci di punta resta molto difficile e nel 2026 è previsto il primo calo del fatturato e degli utili dopo molti anni.
Secondo quanto annunciato dell'azienda, sulle pessime prospettive hanno pesato diversi fattori, tra cui i prezzi realizzati più bassi, in particolare negli Stati Uniti, la forte competizione di altri player, la scadenza dei brevetti su Wegovy e Ozempic in alcuni mercati al di fuori degli USA, nonché la presenza dei cosiddetti farmaci imitatori, utilizzati da circa 1,5 milioni di americani.
Novo Nordisk: alcuni dettagli sulle prospettive 2026
La casa farmaceutica danese ha dichiarato di aspettarsi che l'utile operativo rettificato e le vendite corrette a tassi di cambio costanti scendano entrambi tra il 5% e il 13% nel 2026. Si tratta di una forte inversione rispetto allo scorso anno, quando l'utile operativo e le vendite sono aumentate rispettivamente di circa 6 e 14 punti percentuali. Gli analisti avevano previsto in media un calo del 2% per quest'anno.
Novo ha indicato che il mercato del GLP-1, il principio attivo dei farmaci anti-obesità, continuerà a crescere anche nel 2026, ma tale espansione sarà compensata dai prezzi più bassi negli Stati Uniti derivanti dall'accordo dell'azienda con l'amministrazione Trump, oltre che dalla perdita di esclusività della molecola di semaglutide in alcuni mercati internazionali.
"Nel 2026, Novo Nordisk dovrà affrontare venti contrari sul fronte dei prezzi in un mercato sempre più competitivo", ha dichiarato il Presidente e Amministratore delegato Mike Doustdar. "Tuttavia, siamo molto incoraggiati dalla promettente anticipazione del lancio della pillola Wegovy negli Stati Uniti e rimaniamo fiduciosi nella nostra capacità di guidare la crescita dei volumi nei prossimi anni".
Il CEO ha inoltre citato alcuni importanti appuntamenti, come le decisioni delle autorità di regolamentazione sui trattamenti di nuova generazione, inclusi Mim8 per l'emofilia e CagriSema per l'obesità, oltre a "numerosi ed entusiasmanti dati di ricerca e sviluppo, inclusi i risultati di fase 3 per etavopivat e ziltivekimab".
Cosa è successo nel 2025
Nel 2025 Novo Nordisk ha riportato vendite per 309,06 miliardi di corone danesi, con una crescita di circa il 6% rispetto ai 290,40 miliardi dell'anno precedente, che diventa di circa il 10% considerando i tassi di cambio costanti. A livello regionale, le vendite negli Stati Uniti sono aumentate del 3% (8% a cambi costanti), mentre quelle nelle operazioni internazionali sono cresciute del 10% (14% a cambi costanti). Per quanto riguarda il comparto obesità e diabete, le entrate hanno registrato un incremento del 7%, raggiungendo i 289,5 miliardi di corone danesi (10% a cambi costanti).
L'utile operativo si è attestato a 127,66 miliardi di corone, pari al 41,31% del fatturato, segnando un calo dell'1%, ma un aumento del 6% a cambi costanti. Va precisato, tuttavia, che senza i costi legati alla trasformazione aziendale, pari a circa 8 miliardi di corone, l'utile operativo sarebbe cresciuto del 6% (13% a cambi costanti).
L'utile netto è stato pari a 102,43 miliardi di corone, equivalenti al 33,14% delle vendite, in aumento di circa l'1% rispetto ai 100,99 miliardi di corone del 2024.
Novo Nordisk avvia un programma di buyback
Una delle poche notizie positive per gli investitori è l'avvio, nel 2026, di un nuovo programma di riacquisto di azioni fino a 3,8 miliardi di corone, che sarà eseguito tra il 4 febbraio e il 4 maggio. L'obiettivo è ridurre il capitale sociale e incentivare l'acquisto delle azioni da parte degli investitori. Novo precisa che la prosecuzione del programma di riacquisto oltre il 26 marzo 2026 sarà subordinata al rilascio dell'autorizzazione durante l'Assemblea generale annuale del 2026.