Le azioni Delivery Hero hanno aperto la settimana con un balzo del 10,36% a 37,07 euro. A muovere il titolo è la notizia, riportata dal Financial Times, che Uber starebbe valutando un'offerta migliorativa dopo che un'importante azionista ha respinto una proposta da €38 per azione, per una valutazione implicita superiore a €11,5 miliardi. Il board della società americana si è riunito sabato per esaminare la situazione e decidere se alzare ulteriormente il prezzo. La reazione del mercato ci dice che gli investitori puntano su un forte rialzo.
Uber aveva già confermato venerdì di aver aumentato la propria quota in Delivery Hero, passando da circa il 7% al 19,5% del capitale emesso, diventandone il primo azionista. Sul fronte opposto, il titolo Uber ha ceduto il 2,43% nell'ultima seduta della scorsa ottava in scia delle perplessità del mercato sul costo dell'operazione.
Uber - Delivery Hero: i numeri della partita
La prima offerta formale, da €33 per azione, era stata comunicata direttamente al board di Delivery Hero e avrebbe valorizzato il gruppo oltre €10 miliardi. Quella soglia non ha convinto. Nei giorni successivi, Uber si è rivolta direttamente a uno dei principali azionisti con una proposta da €38 per azione - oltre €11,5 miliardi di capitalizzazione implicita - ottenendo un secondo rifiuto (Uber, Shareholder Structure).
Gli azionisti di Delivery Hero, secondo quanto riferito al Financial Times da diverse fonti, puntano a una valutazione superiore a €40 per azione per l'intero gruppo. A quel prezzo, la capitalizzazione sfiorerebbe €13 miliardi, con un premio del 19% rispetto alla chiusura di venerdì. Uber, nel frattempo, sta esplorando l'acquisizione di derivati che porterebbero la sua quota indiretta oltre il 30% - una soglia che segnala intenzioni serie e mantiene aperta l'opzione su un'offerta formale.
La banca d'affari Morgan Stanley lavora sul dossier per conto di Uber; nelle comunicazioni regolamentari di venerdì risultava titolare di una quota del 27% in Delivery Hero, principalmente attraverso equity swap.
Mosse, dichiarazioni e implicazioni
Il chief executive di Uber, Dara Khosrowshahi, si è recato di persona a Oslo per incontrare Kristin Skogen Lund, presidente del Consiglio di sorveglianza di Delivery Hero, presentando l'offerta da €33 per azione. Un segnale dell'importanza strategica attribuita all'operazione.
Delivery Hero ha risposto con una nota sobria: "Uber Technologies ha presentato una proposta indicativa di €33 per azione nell'ambito di una potenziale Offerta pubblica di acquisto rivolta a tutti gli azionisti", aggiungendo che la società "rimane pienamente concentrata sull'esecuzione del proprio processo di revisione strategica". Nessuna apertura esplicita, nessuna chiusura definitiva.
Sul fronte interno, il gruppo sta valutando sia una vendita totale sia operazioni separate che porterebbero alla scissione delle divisioni Medio Oriente e Corea. La settimana scorsa il fondatore e Amministratore delegato Niklas Östberg aveva comunicato agli investitori la propria uscita entro marzo 2027, dopo anni di pressioni da parte degli azionisti. Una transizione che inevitabilmente modifica il perimetro negoziale.
Il contesto competitivo e la pressione degli azionisti
La partita su Delivery Hero si inserisce in una fase di consolidamento accelerato nel settore del food delivery a livello globale. DoorDash ha acquisito Deliveroo per £2,9 miliardi, Prosus ha rilevato Just Eat Takeaway per €4,1 miliardi. Ora lo stesso DoorDash avrebbe fatto sondaggi presso alcuni azionisti di Delivery Hero, pur senza acquistare azioni, secondo tre fonti citate dal FT. La presenza di un secondo potenziale acquirente americano complica i calcoli di Uber e rafforza il potere contrattuale degli azionisti tedeschi.
Tra questi, Aspex Management - fondo attivista con una quota del 14,6% - spinge da tempo per una semplificazione operativa, cessioni di asset e la sostituzione di Östberg. Prosus, al 16,8%, ha preso posizione pubblica criticando i regolatori europei per averla costretta a ridurre la propria quota dopo l'acquisizione di Just Eat, aprendo di fatto la strada a un'acquisizione americana. Qualsiasi transazione sarebbe soggetta a scrutinio regolatorio. Sia Uber sia DoorDash hanno rifiutato di rilasciare dichiarazioni.