A oltre tre anni dall'acquisizione di Twitter, Elon Musk si avvicina al traguardo che ha più volte indicato come strategico: trasformare il social network, oggi noto come X, in una "everything app" capace di unire conversazione, contenuti e servizi finanziari. Il tassello mancante si chiama X Money, piattaforma di pagamenti e banking integrata nell'applicazione, attesa al debutto in accesso pubblico anticipato secondo il calendario indicato dallo stesso Musk il mese scorso.
Le prime indiscrezioni dei tester su X Money parlano di condizioni aggressive: cashback del 3% sugli acquisti idonei e un rendimento del 6% sulla liquidità depositata, circa quindici volte la media nazionale americana sui conti di risparmio.
X Money: La visione di Elon Musk: dalla SuperApp X al ritorno nei pagamenti
Cofondatore di PayPal nei primi anni Duemila, Elon Musk considera i pagamenti il vero motore della SuperApp X, sul modello di WeChat in Cina, dove gli utenti prenotano voli, chiamano un'auto e saldano la carta di credito senza uscire dall'app. "Vogliamo che, se lo desideri, tu possa vivere la tua vita sull'app X", ha dichiarato Musk ai dipendenti a febbraio.
X Money offrirà trasferimenti peer-to-peer gratuiti, una carta di debito Visa in metallo personalizzata con l'handle dell'utente e un assistente basato sull'intelligenza artificiale sviluppato da xAI, in grado di tracciare le spese e analizzare le transazioni passate. I creator già remunerati dalla piattaforma verranno migrati da Stripe a X Money, garantendo una base iniziale di account attivi. Se il progetto andrà a regime, sarà il primo prodotto americano a collocarsi su questa scala all'incrocio tra social media e servizi finanziari.
Cashback al 3% e tasso al 6%: il posizionamento competitivo di X Money
I numeri che circolano collocano X Money in concorrenza diretta con SoFi Technologies, Block e LendingClub. Il rendimento del 6% supererebbe quello dei principali operatori fintech statunitensi, ma la società guidata da Musk non ha ancora chiarito se si tratti di una condizione strutturale o promozionale. Restano da definire prezzi, perimetro completo delle funzionalità e data di disponibilità su larga scala.
Richard Crone, fondatore di Crone Consulting e osservatore di lungo corso del settore pagamenti, invita alla prudenza: "ha promesso questa visione più di due anni fa, dicendo che sarebbe stata pronta entro un anno. Potrebbe arrivare con un giorno di ritardo e un dollaro in meno".
Harshita Rawat, senior analyst di Bernstein, ricorda che i trasferimenti P2P sono spesso un servizio in perdita: il valore si crea quando un utente sposta sulla piattaforma anche il conto principale, gli acquisti a credito e i prestiti. "Diventare il conto bancario primario è difficile - osserva Rawat - non dico che non si possa fare, ma serve una leva chiara".
Licenze, regolatori e il fronte politico: gli ostacoli sul cammino
Operare nei pagamenti negli Stati Uniti richiede licenze in tutti e cinquanta gli Stati. X Money ne detiene oggi 44 e non potrà operare dove non ha ottenuto l'autorizzazione. Manca tra gli altri lo Stato di New York, dove due membri dell'assemblea hanno chiesto al Department of Financial Services di respingere la domanda, citando un "modello di condotta sconsiderata, sia nel business sia nel governo, che ha messo a rischio i consumatori".
I documenti ottenuti da Bloomberg mostrano che i regolatori hanno richiesto chiarimenti dettagliati su modello di business e sicurezza. In Texas, un funzionario ha sollevato dubbi sulla "storia travagliata di Musk con la SEC" e sulla "condizione finanziaria di X Corp", controllante di X Payments LLC. La licenza è arrivata tre mesi dopo, all'esito di una conference call interstatale.
Sul piano politico, la senatrice democratica Elizabeth Warren ha inviato a Musk una lettera con domande sull'economia dei rendimenti di X Money e sugli accordi bancari sottostanti: "La tua incapacità di gestire X in modo sicuro e responsabile non genera fiducia sulla possibilità di estenderti al credito al consumo".