Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, torna a criticare il paragone tra Bitcoin e oro. Durante un’intervista per “All-In Podcast”, il miliardario ha ribadito che la principale criptovaluta non può essere considerata un vero bene rifugio al pari del metallo prezioso.
“C’è solo un oro”, ha affermato, sottolineando come l’oro resti la forma di denaro più consolidata a livello storico e la seconda maggiore riserva detenuta dalle Banche centrali. Secondo Dalio, il concetto di “denaro” è strettamente legato alla struttura del debito e alla fiducia nelle istituzioni centrali.
In un contesto di elevato indebitamento globale, egli preferisce asset con un limite fisico intrinseco, come l’oro, che non può essere “stampato” e che gode di riconoscimento universale.
Ray Dalio: le critiche a Bitcoin
Le obiezioni di Dalio non sono nuove. Il manager evidenzia innanzitutto la mancanza di privacy: le transazioni in Bitcoin avvengono su un registro pubblico e possono essere monitorate, elemento che a suo avviso riduce l’attrattività dell’asset per le Banche centrali. Inoltre, solleva interrogativi sulla sostenibilità tecnologica nel lungo periodo, citando il potenziale rischio rappresentato dal quantum computing per la sicurezza crittografica della rete.
Un altro punto riguarda la dimensione del mercato. Per Dalio, Bitcoin resta “relativamente piccolo” rispetto all’oro e quindi più vulnerabile a dinamiche speculative o a squilibri di domanda e offerta. A ciò si aggiunge l’elevata correlazione con i titoli tecnologici, che ne limita il ruolo di copertura nei momenti di turbolenza finanziaria.
Bitcoin vs. Oro: il paradosso della performance
Le dichiarazioni di Dalio arrivano però in una settimana complessa per i mercati. Nel pieno della crisi geopolitica legata al conflitto tra Stati Uniti e Iran, l’oro ha registrato una flessione di oltre il 4% martedì, scendendo verso area 5.000 dollari l’oncia, prima di recuperare solo parzialmente. Bitcoin invece, dopo un primo storno, ha ripreso la via del rialzo per superare nuovamente i 71.000 dollari nella giornata di ieri.
L’andamento di breve evidenzia come, almeno in questa prima fase del conflitto, la criptovaluta sia in vantaggio rispetto al metallo prezioso. Un elemento che, di fatto, rende più complesso sostenere in modo netto la superiorità difensiva dell’oro nel brevissimo termine.
Dalio non è totalmente ribassista su Bitcoin
Nonostante le critiche, Dalio non è completamente contrario a Bitcoin. Ha dichiarato di detenere circa l’1% del proprio portafoglio in criptovaluta a fini di diversificazione e in passato ha suggerito un’esposizione combinata fino al 15% tra oro e Bitcoin, definendola una soluzione interessante in termini di rapporto rischio-rendimento alla luce dell’evoluzione del debito USA.
Parallelamente, lo stesso Dalio ha avvertito che l’ordine mondiale guidato dagli Stati Uniti sta attraversando una fase di rottura e che gli investitori devono ripensare le strategie di protezione del patrimonio.