Il tema della costruzione dei data center è molto sentito negli Stati Uniti, con il boom dell'intelligenza artificiale. Le grandi aziende tecnologiche stanno spendendo centinaia di miliardi di dollari per costruire queste strutture, in grado di contenere e gestire l'enorme flusso di dati generato dalla nuova tecnologia, mentre l'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dato priorità allo sviluppo rapido dell'AI nell'ambito della competizione strategica con la Cina per la leadership nel settore.
In questo contesto si inserisce anche il colossale progetto di Elon Musk che, attraverso la sua azienda spaziale SpaceX, intende costruire data center per l'intelligenza artificiale nello spazio. L'intelligenza artificiale, dunque, rappresenta il futuro, e i data center sono un elemento chiave per il suo sviluppo.
Il problema è che molti americani guardano a questa prospettiva con disagio. Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos, durato sei giorni e conclusosi lunedì, solo un americano su tre approva la costruzione di data center al ritmo attuale, mentre il 64% degli intervistati si è detto contrario.
Inoltre, appena il 14% è favorevole alla costruzione di una struttura nelle vicinanze della propria abitazione. Lo studio ha coinvolto 4.531 persone in tutto il Paese.
Data center: quali sono le preoccupazioni degli americani
Negli Stati Uniti sono attualmente operativi 710 data center, con altri 1.062 progetti in fase di sviluppo, secondo quanto riportato dalla società di ricerca Cleanview. Tanto basta a suscitare preoccupazioni tra i residenti statunitensi. Dal sondaggio emergono soprattutto due motivi di ansia.
Il primo riguarda il consumo di energia. I data center sono estremamente energivori, il che pone problemi legati alla capacità dell'offerta di soddisfare la domanda crescente. Gli hyperscaler, infatti, si stanno rivolgendo anche alle società che operano nel settore nucleare, stipulando contratti molto onerosi per coprire il proprio fabbisogno energetico. Tuttavia, di fronte a una domanda così elevata, il rischio è quello di un aumento consistente dei costi dell'elettricità.
Il 77% degli intervistati teme che l'intelligenza artificiale finisca per rendere più care le bollette. Inoltre, il prezzo medio nazionale della benzina supera i 4 dollari al gallone da oltre due mesi, una situazione mal tollerata dagli americani, tradizionalmente molto sensibili all'andamento dei prezzi del carburante.
L'altra grande preoccupazione riguarda il lavoro. L'avvento dell'intelligenza artificiale ha reso obsolete alcune mansioni che in passato venivano svolte dalle persone. Il punto è che questa tecnologia sta progredendo in modo dirompente e si sta estendendo a numerosi ambiti, coinvolgendo anche altri settori tecnologici, come la robotica umanoide.
In tale contesto, molti lavori potrebbero essere sostituiti dall'AI, con il conseguente rischio di una significativa perdita di posti di lavoro. Sono già numerose le aziende che hanno avviato licenziamenti legati all'adozione dell'intelligenza artificiale ed è ragionevole supporre che altri seguiranno nei prossimi mesi e anni.
L'impatto dell'AI sul mercato del lavoro è quindi potenzialmente profondo e i lavoratori dovranno adattare le proprie competenze, acquisendo familiarità con i nuovi strumenti tecnologici per restare competitivi. Il sondaggio ha rilevato che la metà degli americani teme che l'intelligenza artificiale possa far perdere il lavoro a loro o a qualcuno della propria famiglia.