Lagarde smentisce ancora, ma il FT rilancia sulle dimissioni | Investire.biz

Lagarde smentisce ancora, ma il FT rilancia sulle dimissioni

16 set 2026 - 07:00

Il Financial Times rivela: lo staff della BCE chiede chiarezza sulle dimissioni di Lagarde, prima che l'incertezza pesi su mercati e istituzioni

Il Financial Times torna a parlare del futuro di Christine Lagarde alla presidenza della BCE, con un'indiscrezione che riporta la questione al centro dell'attenzione degli investitori. Secondo il quotidiano londinese, il Comitato che rappresenta il personale dell'istituto di Francoforte ha scritto al board esecutivo per chiedere che si faccia chiarezza sulle dimissioni di Lagarde prima della scadenza naturale del mandato, prevista per l'ottobre 2027.

Nella lettera, i rappresentanti dei dipendenti avvertono che un'incertezza prolungata rischia di indebolire la fiducia nella comunicazione della Banca centrale, alimentare il malcontento tra staff e stakeholder e complicare una transizione ordinata.

La preoccupazione arriva in una fase già delicata per l'Eurotower: il Consiglio direttivo ha alzato i tassi due volte nel 2026, portando il saggio sui depositi al 2,50%, mentre l'inflazione dell'Eurozona è risalita al 3,3% ad agosto, il livello più alto da settembre 2023, spinta dai rincari energetici legati alle tensioni in Medio Oriente.

 

 

Dimissioni Lagarde: la pressione arriva dall'estrema destra

L'ipotesi di dimissioni anticipate di Lagarde si intreccia con un quadro politico europeo tutt'altro che stabile. Le presidenziali francesi dell'aprile 2027 si avvicinano con Emmanuel Macron impossibilitato a ricandidarsi e con il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella stabilmente in testa ai sondaggi. 

Anche in Germania l'avanzata di Alternative für Deutschland pesa sui calcoli di Berlino, che vorrebbe assicurarsi un ruolo di peso nella prossima leadership dell'Eurotower prima che la geografia politica europea si sposti ulteriormente a destra.

Parigi e Berlino seguono lo scenario con crescente attenzione: vittorie delle formazioni di estrema destra aprirebbero la strada ad esecutivi meno allineati sulle priorità UE, proprio mentre si decide chi guiderà la BCE. È in questa cornice che va letta la fretta con cui i governi dell'Eurozona cercherebbero un accordo complessivo sui vertici della BCE.

 

 

Cosa dice il Financial Times

Il Comitato del personale non si è fermato al caso Lagarde. Nella stessa lettera ha chiesto al board di chiarire anche la posizione di Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo con mandato in scadenza a dicembre 2027: il suo nome risulterebbe tra i candidati per succedere a Tobias Adrian alla guida del dipartimento mercati monetari e di capitale del Fondo monetario internazionale.

I rappresentanti dei lavoratori hanno inoltre segnalato che le partenze ai vertici rischiano di rallentare o svuotare le riforme avviate sulla cultura interna dell'istituto, dopo che il sondaggio 2025 tra i dipendenti aveva certificato che solo il 40% del personale si sentiva libero di esprimere opinioni senza timore di conseguenze.

Un portavoce della BCE ha replicato che l'istituto dispone di meccanismi di governance consolidati e di una profondità di competenze sufficiente a garantire una transizione ordinata, come già accaduto in passato. Lagarde, interpellata la settimana scorsa sul proprio futuro, si è limitata a dire che non c'era nulla da riferire.

Un atteggiamento che rilancia un dossier aperto da tempo: già a maggio dello scorso anno l'ex presidente del World Economic Forum Klaus Schwab aveva raccontato al FT di aver discusso con Lagarde un suo possibile passaggio a Davos prima della fine del mandato. Il WEF dovrebbe indicare il nuovo presidente permanente entro novembre, e Lagarde resterebbe la candidata preferita secondo fonti vicine al dossier.

Ad alimentare le voci ha contribuito anche l'annuncio della pubblicazione, a gennaio, della sua autobiografia "Lady First": interpellata su come intenda separare il ruolo istituzionale dalla promozione del libro, Lagarde ha risposto che qualsiasi attività di marketing si svolgerà nei weekend o durante le vacanze.

 

 

Il risiko dei successori e la lettura dei mercati

Lo stesso Financial Times aveva già anticipato, in un pezzo separato, che i governi dell'Eurozona si preparano a uno dei rinnovamenti ai vertici più ampi nella storia ventottennale della BCE, con un accordo sulle tre cariche principali atteso entro fine dicembre.

Tra i nomi più citati per la presidenza figurano Schnabel, che nel board segue le operazioni di mercato e sovrintende un programma di acquisti di attività da circa 5.600 miliardi di euro, il presidente della Bundesbank Joachim Nagel, lo spagnolo Pablo Hernández de Cos e l'olandese Klaas Knot.

Per chi guarda ai mercati obbligazionari e alla moneta unica, la partita non riguarda solo un nome. Riguarda la prevedibilità della politica monetaria in una fase in cui la BCE alza i tassi per contenere un'inflazione ancora sopra target, con le proiezioni di settembre che indicano una media del 3% nel 2026 e del 2,5% nel 2027, mentre la crescita dell'area euro viene rivista al rialzo allo 0,9% quest'anno.

Cambiare la guida dell'istituto in questo passaggio non è un dettaglio, è la variabile che i desk di trading dovranno imparare a prezzare insieme a tutte le altre.

 

 

 

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