Wall Street ha chiuso l'ultima seduta con l'indice S&P 500 che ha registrato ancora una volta un record storico. Gli investitori sembrano immuni alle incertezze sulla situazione in Medio Oriente, dove Stati Uniti e Iran non riescono a mettere una pietra tombale sulla guerra iniziata a fine febbraio scorso.
Il boom dell'intelligenza artificiale, che sta trainando le quotazioni, appare lontano dalla sua conclusione e questa stagione delle trimestrali lo ha confermato pienamente. Intanto, però, si avvicinano le elezioni di medio termine negli Stati Uniti, che potrebbero provocare, come di consueto, qualche turbolenza alla Borsa USA.
Il presidente USA Donald Trump ha perso molti consensi da quando si è insediato alla Casa Bianca e sono aumentate le probabilità che al Congresso possa formarsi una maggioranza diversa da quella attuale. In altri termini, a Trump potrebbe venire meno l'attuale sostegno politico, il che limiterebbe la sua amministrazione e rischierebbe di avere ripercussioni anche sul piano economico.
A rigore di logica, uno scenario di questo tipo potrebbe frenare il rally di Wall Street, benché i mercati azionari possano talvolta rivelarsi imprevedibili.
Wall Street: le previsioni di BofA
Sull'impatto delle elezioni di medio termine a Wall Street si sono espressi gli strategist di Bank of America, secondo cui i rialzi della Borsa americana potrebbero proseguire in caso di affermazione dei Repubblicani al Senato.
Inoltre, il team guidato da Michael Hartnett ritiene che la conferma dell'esponente repubblicano Greg Abbott alla guida del Texas preparerebbe il terreno per un ulteriore rally. Il motivo è che il Texas rappresenta un'area chiave per lo sviluppo dei data center legati all'intelligenza artificiale e Abbott è considerato più vicino al mondo delle imprese rispetto alla candidata democratica Gina Hinojosa, ritenuta maggiormente attenta alle questioni ambientali e ai costi energetici.
"Se Trump manterrà il controllo del Senato e Abbott conserverà il Texas, aspettatevi che le azioni, soprattutto quelle legate all'AI, accelerino verso una fase quasi euforica nel 2027", hanno affermato gli strategist di BofA. "Al contrario, se i Democratici conquistassero il Senato e riuscissero a battere Abbott, Wall Street potrebbe subire un forte calo, superiore al 10%, mentre dollaro e rendimenti obbligazionari scenderebbero entro la fine dell'anno".
Da diverso tempo ormai le quotazioni di Wall Street vengono spinte verso nuovi massimi dagli acquisti aggressivi sui titoli tecnologici legati all'intelligenza artificiale, in particolare nel comparto dei semiconduttori.
Focus su crescita utili, ma ci sono anche rischi
Un elemento di ottimismo per le azioni americane è rappresentato dalla crescita degli utili, che in questa stagione delle trimestrali ha superato aspettative già molto elevate. Secondo i dati forniti da Bloomberg Intelligence, la crescita degli utili delle società appartenenti all'indice S&P 500 si è attestata intorno al 32%, una cifra nettamente superiore al 23% previsto prima dell'inizio delle conference call sui risultati.
Per BofA questo "spalanca la porta ai rialzisti", insieme a "un aumento della ricchezza finanziaria di circa 10.000 miliardi di dollari nel 2026 e a oltre 1.000 miliardi di dollari di investimenti in AI attesi nel 2027". Naturalmente esistono anche rischi da non sottovalutare. Gli strategist citano l'impennata dei rendimenti obbligazionari, l'avanzata socialista e il fatto che ormai molti investitori si siano già posizionati per ulteriori rialzi.
Nel frattempo emerge un segnale lievemente positivo: il BofA Bull & Bear Indicator è sceso a 9,3 da 9,7. L'indicatore rimane comunque profondamente in territorio di "vendita", ma Hartnett ha segnalato che il posizionamento degli investitori resta eccessivamente rialzista perché "l'avidità è storicamente più difficile da invertire rispetto alla paura".