Se vi state chiedendo cosa aspettarvi dai mercati finanziari nei prossimi mesi, siete nel posto giusto. Mettetevi comodi, perché affronteremo un'analisi profonda, a tratti tecnica, ma assolutamente essenziale per navigare in queste acque.
Sempre più spesso si sente dire che i listini sono su livelli troppo alti, che le azioni sono sopravvalutate e che la bolla dell'intelligenza artificiale è pronta a scoppiare. È comprensibile provare un po' di vertigine quando si guardano i grafici sui massimi storici. Tuttavia, come sempre accade in finanza, è necessario mantenere la mente fredda, spegnere il rumore di fondo e analizzare i dati reali per capire se sia davvero il caso di essere pessimisti o se, al contrario, ci siano ottime ragioni per restare ottimisti.
Spoiler: i dati ci dicono di rimanere estremamente ottimisti. E ora vedremo il perché.
Il falso spauracchio dei tassi di interesse e dei Treasury al 5%
Il primo campanello d'allarme che molti investitori guardano con timore è il rendimento del T-Bond, il Treasury decennale americano. In seguito alle recenti decisioni della Federal Reserve, il rendimento delle obbligazioni statali americane, considerate l'investimento privo di rischio per eccellenza, ha superato la soglia del 5%. Ad un'analisi superficiale, questo potrebbe sembrare un segnale negativo per le Borse: se le obbligazioni rendono di più, i capitali potrebbero defluire dall'azionario.
Ma cosa è successo l'ultima volta che questo rendimento è arrivato così in alto? Dobbiamo tornare a fine 2023. Ebbene, da quel momento in poi, tutto è successo tranne che un crollo: abbiamo assistito a un andamento estremamente positivo e duraturo per la Borsa americana.
Fonte: Forecaster.biz
Il messaggio che la Fed sta mandando ai mercati è, in realtà, una grande prova di maturità. L'economia americana gode di ottima salute, con una disoccupazione fisiologica al 4,1% e un PIL in crescita bassa ma costante. La Banca centrale ha imparato la lezione del 2020, quando la crisi del Covid la sorprese con tassi già vicini allo zero.
Alzando leggermente i tassi oggi, in un momento di prosperità, la Fed sta semplicemente mettendo "fieno in cascina", ripristinando quelle leve monetarie che le serviranno in caso di future e fisiologiche crisi esterne. È l'azione di un buon padre di famiglia che interviene non per affossare l'economia, ma per evitare che si surriscaldi, garantendo stabilità di lungo periodo. I mercati amano questa prevedibilità e questa indipendenza dalle pressioni politiche.
Fonte: Forecaster.biz
Fondamentali d'acciaio: perché l'S&P 500 è ancora sottovalutato
A dispetto di chi grida alla sopravvalutazione, i fondamentali delle aziende raccontano una storia diversa. Qualche mese fa, avevamo notato una sottovalutazione dell'indice S&P 500 intorno al 9%. Da allora, l'indice si è mosso perlopiù lateralmente, senza grandi strappi al rialzo. Nel frattempo, però, le aziende hanno continuato a macinare utili da record.
Gli utili aggregati dell'S&P 500 sono passati in pochissimo tempo da 2,5 a quasi 2,95 trilioni di dollari. Questo significa che, a parità di prezzo delle azioni, le aziende valgono molto di più oggi di ieri.
Utilizzando il Forecaster, il nostro software proprietario con cui calcoliamo i fair value azionari basandoci su solidi modelli accademici e universitari, emerge un dato eclatante: oggi l'S&P 500 risulta sottovalutato del 14,6%.
Fonte: Forecaster.biz
Ma c'è di più. Se isoliamo le famose Big Tech, le prime 10 aziende per capitalizzazione come Nvidia e Apple, che molti considerano in bolla, la sottovalutazione sale addirittura al 18%. Ad esempio, i calcoli freddi e matematici del Forecaster ci indicano per Nvidia un fair value molto più alto delle quotazioni attuali. Nonostante la forte concentrazione dell'indice, le grandi aziende hanno ancora un enorme potenziale inespresso.
E non è un fenomeno solo americano nel caso stesse pensando a questo: anche in Europa, guardando allo Stoxx 600, gli utili aggregati delle aziende hanno superato per la prima volta nella storia quota 1,21 trilioni di euro. Le aziende di tutto il mondo stanno facendo soldi, e dove ci sono utili, le Borse salgono.
Fonte: Forecaster.biz
Il vento a favore della stagionalità
Oltre all'analisi fondamentale, la statistica ci fornisce un assist incredibile. All'interno del Forecaster abbiamo analizzato la stagionalità dell'SP 500 legata al ciclo presidenziale americano. Storicamente, la finestra temporale che va dall'inizio di ottobre dell'anno di Midterm, ovvero di metà mandato, fino a luglio dell'anno pre-elettorale, è un periodo d'oro per le Borse.
Fonte: Forecaster.biz
Analizzando i decenni passati, nel 100% dei casi in cui si è verificata questa finestra temporale, i mercati hanno registrato una performance positiva, con un rialzo medio del 19%. Anche nei casi peggiori, le flessioni momentanee non sono quasi mai andate oltre il 10%. La storia è chiara: stiamo entrando in una delle fasi statisticamente più favorevoli di sempre per i mercati azionari.
Le vere minacce: l'inflazione e il paradosso del petrolio
Se vogliamo guardare ai rischi reali, escludendo fattori esogeni imprevedibili come fu la pandemia, dobbiamo volgere lo sguardo all'inflazione e alle materie prime. L'obiettivo delle Banche centrali è l'inflazione al 2%, ma i dati odierni sono ancora leggermente superiori.
Il vero campanello d'allarme, tuttavia, arriva dal petrolio. Analizzando i dati ufficiali della CFTC tramite il COT Report che processiamo regolarmente all'interno del Forecaster, emerge un'anomalia storica. Di norma, i produttori di petrolio utilizzano i contratti future per coprirsi dai rischi di ribasso del prezzo. Oggi, al contrario, le posizioni rialziste speculative dei produttori di petrolio hanno raggiunto i massimi storici.
Fonte: Forecaster.biz
I produttori stanno comprando petrolio in maniera importante, scommettendo su un forte rialzo, con livelli di acquisto superiori perfino a quelli registrati quando il barile era a 50 dollari. Questo suggerisce che potremmo vedere il greggio superare i massimi del 2022, alimentando nuove fiammate inflattive, soprattutto in Europa, penalizzata da politiche di transizione ecologica affrettate e dalla chiusura delle raffinerie.
L'oro come scudo di protezione globale
In questo scenario di potenziale recrudescenza dell'inflazione, l'oro torna a ricoprire un ruolo centrale. Anche in questo caso, l'analisi del COT Report sul Forecaster ci aveva permesso di individuare con precisione chirurgica gli ultimi minimi del metallo giallo, registrando un anomalo picco di ottimismo tra i produttori e gli estrattori.
Oggi i dati parlano chiaro: le Banche centrali di tutto il mondo, Cina in primis, che ha acquistato 20 tonnellate in un solo mese, registrando il record dal 2023, stanno accumulando oro a ritmi vertiginosi. Anche gli ETF sull'oro stanno registrando massicci afflussi di capitali. Tutto questo ci fa pensare che il rialzo recente sia solo l'inizio. Sovrappesare l'oro in portafoglio, pur sempre calcolando tutti i rischi del caso, potrebbe essere oggi una mossa strategica fondamentale per proteggersi dalle dinamiche inflattive e geopolitiche.
Fonte: Forecaster.biz
Seguire i soldi intelligenti: l'attività degli insider
Per rincarare la dose di ottimismo sull'azionario, i dati estrapolati grazie al nuovo modulo Insider Tracker del Forecaster offrono una prospettiva ancor più chiara. Monitoriamo costantemente gli acquisti e le vendite di azioni effettuate dai manager e dai dirigenti all'interno delle loro stesse aziende quotate.
Oggi stiamo assistendo a un picco del Buy/Sell Ratio. I manager americani stanno comprando le azioni delle loro società con un'intensità che raramente si è vista negli ultimi anni. Aziende enormi o più piccole, come dimostra l'indice Russell 2000 dove gli utili e gli acquisti degli insider sono fortissimi, vedono CEO e CFO rastrellare azioni.
In alcuni casi, come per Taiwan Semiconductor, decine di top manager stanno avviando veri e propri piani di accumulo sui titoli per cui lavorano. Quando chi guida un'azienda decide di investirci pesantemente il proprio denaro, è sempre vero che bisogna soppesare il fatto e ricercare tutti i diversi motivi che possono esserci dietro ma di base si tratta di un segnale di fiducia nel futuro.
Fonte: Forecaster.biz
E se siete interessati al settore biotecnologico, storicamente quello con la maggiore asimmetria informativa, sappiate che è proprio qui che si registrano oggi alcuni dei movimenti di acquisto insider più interessanti e massicci, delineando ottime potenziali opportunità per chi sa cogliere i segnali. Da qui vi invito a valutare voi stessi la situzione su Forecaster.
Proprio per sfruttare operativamente la forza di questi dati legati agli acquisti interni, in collaborazione con Vontobel, con cui lavoriamo in totale trasparenza, sono stati emessi degli strumenti specifici che replicano i panieri dei titoli più acquistati dai manager.
Tra le diverse opzioni disponibili, segnaliamo due certificati interessanti, ricordando che questi e molti altri strumenti, insieme a tutti i dettagli tecnici, si trovano su tuttocertificati.it. Il primo è il certificato Titoli Insider Mid Cap (ISIN: DE000BD6ZRL8), che offre una potenziale cedola mensile di 2,10 euro ed è costruito su un paniere di aziende a media capitalizzazione che registrano forti acquisti da parte degli addetti ai lavori, ovvero Shake Shack, GameStop, Sportradar Group e Norwegian Cruise Line.
Il secondo strumento è il certificato Titoli Insider Large Cap (ISIN: DE000BD6ZLU2), caratterizzato da una cedola mensile potenziale di 1,95 euro. In questo caso, i sottostanti sono grandi aziende che presentano dinamiche simili, nello specifico Fiserv, Autodesk, S&P Global e Charter Communication Inc. Trattandosi di strumenti finanziari, è sempre fondamentale valutare attentamente il proprio profilo di rischio e le caratteristiche dei prodotti prima di esporsi sul mercato.
La paura dell'intelligenza artificiale: tra distrazione di massa e nuova rivoluzione industriale
Infine, affrontiamo il tema che spaventa molti investitori: l'intelligenza artificiale ci distruggerà? Scoppierà una bolla? Spesso ci facciamo condizionare da testate autorevoli o da ex dipendenti di giganti tech che parlano del rischio di estinzione dell'umanità. Storicamente, questa narrativa catastrofista è stata usata come trucco di marketing o come arma di distrazione di massa.
Oggi, i leader dell'AI agitano lo spauracchio della sicurezza globale per distogliere l'attenzione dai loro veri problemi: ritardi nelle quotazioni, mancata redditività immediata e debiti indiretti mostruosi verso i colossi dei server.
La realtà dei fatti, però, è un'altra. L'intelligenza artificiale non è un mostro, è paragonabile all'arrivo dell'energia elettrica. Anche le aziende medio-piccole stanno integrando l'AI a ritmi serrati, perché abbatte la difettosità e conferisce letteralmente i superpoteri ai dipendenti. Le aziende sono disposte a pagare profumatamente per questi servizi, perché i ritorni in termini di efficienza sono incalcolabili.
Il mondo sta accelerando la sua digitalizzazione: a mio parere l'AI non distruggerà le aziende, ma farà scomparire quelle che si rifiuteranno di usarla. Aumenterà la produttività mondiale e, di conseguenza, la crescita economica.
Conclusioni: la forza della strategia momentum
Mettendo insieme un'economia forte, utili aziendali da record, tassi sotto controllo, una stagionalità perfetta e dirigenti che comprano le proprie azioni, i dati ci restituiscono un quadro di fondo solido. Le uniche ombre, derivanti dal petrolio, possono essere strategicamente mitigate con un'adeguata esposizione all'oro.
Dal punto di vista operativo, in un mercato dominato dai grandi colossi tecnologici, la strategia Momentum rappresenta un'opportunità di diversificazione tattica di grande spessore. Sebbene nel brevissimo termine stia vivendo una fisiologica fase di sottoperformance rispetto all'S&P 500, negli ultimi cinque anni ha dimostrato una forza dirompente, generando ritorni ben superiori all'indice tradizionale. Sovrappesare questa strategia oggi significa selezionare i titoli in base alla forza e alla velocità del loro trend rialzista, posizionandosi in maniera ottimale per i mesi a venire.
Per chi volesse esporsi a questo fattore, un'opzione pratica è rappresentata dal certificato Solactive US500 Momentum (ISIN: DE000VY263Q6). Tutte le relative informazioni e i dettagli operativi su questo strumento sono disponibili su pianodaccumulo.com.
I mercati finanziari richiedono estrema lucidità: spegnete il rumore di fondo, analizzate i numeri con freddezza e preparatevi a cogliere le opportunità di questa nuova fase economica.
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Rischi principali
L'investimento in questi certificati comporta diversi rischi che l'investitore deve valutare con attenzione prima di procedere all'acquisto:
- Rischio di mercato (worst-of): l’andamento negativo dei sottostanti, in particolare quello con la performance peggiore, può influire negativamente sul pagamento delle cedole e sul rimborso del capitale a scadenza. La struttura worst-of concentra l’esposizione sulla performance del sottostante peggiore.
- Rischio di perdita del capitale: qualora, alla scadenza, almeno uno dei sottostanti si trovi al di sotto della relativa barriera prevista dalla struttura del prodotto, il rimborso può essere commisurato alla performance negativa del sottostante peggiore, con il rischio di perdite anche significative e, in determinate circostanze, dell’intero capitale investito.
- Barriera condizionata: la protezione del capitale è subordinata al rispetto delle condizioni previste dalla struttura del certificato. Qualora il sottostante peggiore non rispetti tali condizioni alla scadenza, l’investitore può essere esposto a perdite in linea con la performance negativa del sottostante.
- Rischio emittente: il rimborso delle somme dovute dipende dalla solvibilità dell’emittente e del garante. In caso di insolvenza dell’emittente o del garante, l’investitore potrebbe perdere, in tutto o in parte, il capitale investito e gli eventuali importi dovuti. Il prodotto non è coperto da sistemi di garanzia dei depositi.
- Rischio di liquidità: la vendita del certificato prima della scadenza può avvenire a condizioni meno favorevoli rispetto al suo valore teorico. In particolari condizioni di mercato o in caso di interruzioni tecniche, la possibilità di vendere il prodotto potrebbe essere limitata o temporaneamente non disponibile.
- Rischio di mancato pagamento delle cedole: le cedole previste dal certificato sono condizionate al verificarsi delle condizioni stabilite dalla struttura del prodotto e, pertanto, non sono garantite. Qualora tali condizioni non siano soddisfatte, le cedole possono non essere corrisposte; eventuali meccanismi di memoria, se previsti, non garantiscono necessariamente il pagamento delle cedole accumulate.
- Rischio di Rimborso Anticipato (Autocall): i certificati possono prevedere l'opzione di scadenza anticipata automatica se il sottostante supera determinati livelli. Questo interrompe il flusso delle cedole e costringe l'investitore a reinvestire il denaro a condizioni di mercato potenzialmente meno favorevoli.
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