Le valute scandinave soffrono questa fase di tensione sui mercati finanziari, la corona svedese più di quella norvegese. Quest’ultima, nonostante il rialzo nel prezzo del petrolio, ha però mancato il colpo del KO. Segno che i rischi di recessione aumentano.
Le due valute del Nord Europa, SEK e NOK, sono da sempre due punti di vista interessanti per comprendere lo stato d’animo del mercato. Valute rifugio durante la crisi dell’euro grazie a bilanci sani, ma anche valute ad elevato beta. Penalizzate durante fasi negative sui mercati, beneficiarie di flussi in ingresso durante quelle positive.
La guerra in Iran ha innescato non solo un rapido aumento del prezzo del petrolio e del gas, ma anche una caduta delle Borse, per fortuna almeno per ora non disordinata. Oltre all’impatto sui consumi, i mercati temono l’inflazione e la reazione delle Banche centrali che potrebbero alzare i tassi.
Corona Norvegese: EUR/NOK concreto rischio di una risalita
Una di queste Banche centrali potrebbe essere quella norvegese che proprio nell’ultimo meeting ha messo la parola fine al breve periodo di taglio nei tassi oggi al 4%. L’aumento del fatturato petrolifero potrebbe spingere su salari e prezzi dei beni importati costringendo Oslo a muoversi sul costo del denaro. Ma il mercato sembra non guardare tanto alla politica monetaria, quanto al rischio di una recessione globale. E in prospettiva questo scenario non è positivo per la NOK.

Il cross EUR/NOK, dopo un tentativo di abbattere i supporti che da mesi contenevano i prezzi, ha rimbalzato rientrando all’interno del range e segnalando ora il concreto rischio di una risalita con relativo indebolimento della NOK nella parte alta del range. Se dovesse accadere non sarebbe certo un bel segnale per i mercati nel loro complesso.
Corona Svedese: EUR/SEK, attesi ulteriori rialzi
Passando alla corona svedese, qui per il momento l’inflazione rimane tiepida e questo non aiuta una SEK che non troverebbe il supporto dei rendimenti nel confronto con un euro probabilmente destinatario di tassi in aumento nei prossimi mesi.
Nonostante recenti indicatori PMI stabili sopra i 50 punti, segno che l’economia svedese sta reggendo, la pressione sui prezzi è in aumento disegnando una prospettiva di tassi reali negativi. Questo spiega l’andamento di EUR/SEK.

Dopo aver tentato di violare al ribasso i supporti di lungo termine, il cross ha reagito alla grande con un rimbalzo capace di riportarsi sotto quota 11 e comunque di nuovo al di sopra della trend line. Un proseguimento della salita fino alle resistenze di 11,4 sembra nelle corde di un cross che ha scongiurato, pare definitivamente, l’inversione di tendenza.
Al momento sulle valute scandinava meglio usare cautela attendendo segnali più confortanti.