Il mese di luglio non è quasi mai un mese volatile per il mercato forex, precedendo quello tradizionalmente ben più movimentato di agosto.
Un mese quello di luglio caratterizzato dal ritorno delle oil currencies dopo un periodo di debolezza innescato da quella tregua tra USA e Iran che ormai sembra un lontano ricordo, anche se l'ultimo week end ha riacceso la fiammella della speranza.
Ma un mese quello di luglio anche caratterizzato da Banche centrali che a causa del rialzo dei prezzi energetici hanno rimesso nel mirino l’inflazione e di conseguenza la possibilità di aumentare il costo del denaro nei prossimi mesi.
Come faccio di consueto ormai da tempo, è arrivato il momento di tirare qualche somma e scoprire la valuta che contro euro è riuscita a fare meglio a luglio e chi naturalmente ha fatto peggio.
Luglio: migliori e peggiori del mercato Forex
La miglior valuta del mese è asiatica e guarda a Seul. Quando SK Hynix ha quotato a Wall Street le sue ADR, cioè ricevute che rappresentano azioni della società, gli investitori hanno acquistato i titoli pagando in dollari. L'operazione ha permesso a SK Hynix di incassare circa 26,5 miliardi di dollari.
La successiva conversione di una parte di questi dollari in won ha fatto aumentare rapidamente la domanda di valuta sudcoreana. Il won ha così guadagnato il 5% nel mese, sostenuto anche dai solidi dati sull'export. A trainare le esportazioni della Corea del Sud è ancora una volta l'intelligenza artificiale, che continua ad alimentare la domanda globale di semiconduttori e, più in generale, di prodotti tecnologici coreani.
Sul secondo gradino del podio troviamo una tipica divisa collegata al prezzo del petrolio come la corona norvegese. La NOK si è portata a casa oltre il 3% proponendosi nuovamente come valuta sulla quale puntare se dovessero persistere ancora a lungo le tensioni nel Golfo (Forex: Euro, CAD e NOK per guadagnare dalle tensioni nel Golfo).
Bene anche il dollaro neozelandese e il real brasiliano, in rialzo del 2%. La prima sfrutta la speculazione del mercato su imminenti rialzi dei tassi, la seconda i generosi rendimenti reali offerti dal real, oltre naturalmente alla correlazione con l’andamento dei prezzi delle commodity.
Tra i peggiori del mese contro euro troviamo invece lo yen giapponese che, assieme al franco svizzero, lo yen paga rendimenti modesti rispetto a quelli offerti oggi in altre parti del mondo come gli Stati Uniti dove i Treasury sono vicini al 4,75%. Ma per la valuta giapponese c’è anche una certa ritrosia da parte della Banca centrale ad alzare tassi di interesse oggi al 1%, rendimenti che quindi rimangono negativi al netto di un’inflazione. Viste le condizioni attuali nel Golfo Persico possibile che l’inflazione rialzerà ancora la testa in un Paese fortemente dipendente dal greggio peggiorando le valutazioni dello yen.
Il petrolio ha impattato anche sulla valuta peggiore del mese, la rupia indiana. Anche qui la dipendenza da Hormuz e dalla materia prima ha inciso su una rupia giù di oltre il 2%, come il rand sudafricano. Per la valuta africana ha pesato la sorpresa di una Banca centrale che non ha alzato i tassi come previsto, deludendo gli investitori che confidavano in un carry di rendimento superiore. A questo si aggiunge anche la debolezza dell’oro di cui il paese è grande esportatore.
Appuntamento dunque alla fine di agosto quando scopriremo se e come la tipica volatilità che caratterizza questo mese avrà inciso in un mondo valutario mai noioso per i continui temi e opportunità di trading che è capace di offrire.