AUD/JPY è storicamente uno dei cross più utilizzati per strategie di carry trade nei mercati forex, grazie alla combinazione tra valuta ad alto rendimento (AUD) e valuta a basso rendimento (JPY). Dopo una lunga fase laterale, il cross sembra essere tornato protagonista, con un movimento rialzista che potrebbe nascondere dinamiche più profonde legate alla fragilità strutturale dello yen.
Negli ultimi mesi il contesto macro-finanziario globale è cambiato sensibilmente rispetto ai cicli precedenti, e questo sta ridisegnando anche il comportamento di questo cross tradizionalmente molto sensibile al rischio globale.
Giappone: verso rialzo dei tassi, ma lo yen resta debole
La Bank of Japan avrebbe confermato le aspettative del mercato per un possibile aumento dei tassi fino all’1% nella riunione del 16 giugno. La decisione sarebbe sostenuta sia dalle pressioni del mercato valutario, con attenzione costante alla soglia di 160 su USD/JPY, sia da un’inflazione che resta stabilmente vicina al 2%.
Tuttavia, anche in caso di rialzo all’1%, i rendimenti reali giapponesi resterebbero negativi, limitando la capacità dello yen di rafforzarsi in modo significativo. Nonostante la salita dei tassi sulla parte lunga della curva, la valuta non sta beneficiando in maniera proporzionale, segnalando una perdita di efficacia del tradizionale canale di sostegno valutario.
Break tecnico storico e cambio di regime su AUD/JPY
Dal punto di vista tecnico, AUD/JPY ha recentemente completato una rottura rilevante, superando non solo i massimi del 2024 ma anche quelli del 2007. Quest’ultimo livello è particolarmente significativo perché risale al ciclo pre-crisi finanziaria globale, quando il carry trade venne progressivamente smantellato con il ritorno massiccio verso lo yen come valuta rifugio.
Oggi lo scenario appare profondamente diverso: i mercati azionari sono su massimi storici e lo yen ha perso parte del suo ruolo tradizionale di safe haven. Questo riduce la probabilità di un rafforzamento strutturale della valuta giapponese senza un cambio di politica monetaria o un intervento più incisivo delle autorità.
Australia tra crescita debole e tassi ancora elevati
Sul fronte macroeconomico, l’Australia ha registrato una crescita del PIL pari allo 0,3% trimestrale nel primo trimestre, in rallentamento rispetto allo 0,9% precedente. Nonostante questo, il mercato continua a prezzare almeno un ulteriore rialzo dei tassi di 25 punti base entro fine anno, che porterebbe il costo del denaro al 4,6%.
Questo scenario appare in gran parte già scontato dalle valutazioni dell’Aussie, rendendo più rilevante l’evoluzione futura di inflazione e crescita piuttosto che i livelli attuali dei tassi. La Reserve Bank of Australia ha ribadito la volontà di evitare una seconda ondata inflattiva legata ai prezzi dell’energia.
In questo contesto, eventuali sviluppi geopolitici, come una possibile riapertura dello stretto di Hormuz, potrebbero avere effetti indiretti positivi sull’economia australiana, sostenendo la domanda asiatica e, di conseguenza, le esportazioni di materie prime.
Scenario operativo: pullback o breakout strutturale?
Il superamento dell’area 108 su AUD/JPY rappresenta un livello tecnico chiave. Il breakout potrebbe essere interpretato come una falsa rottura (bull trap), ma in caso di conferma assumerebbe valore strutturale, giustificando strategie long AUD e short JPY.
In questo contesto, eventuali fasi di pullback verso supporti precedenti potrebbero offrire punti di ingresso più interessanti per posizionamenti rialzisti, almeno fino a segnali contrari più evidenti.