Il 2026 passerà alla storia come l'anno in cui il software ha smesso di "mangiare il mondo" per iniziare a essere divorato dall'intelligenza artificiale. Quella che gli analisti hanno ribattezzato SaaS-pocalypse non è una semplice fluttuazione di mercato, ma un terremoto strutturale che sta mettendo in discussione la sopravvivenza dei giganti del settore come Adobe e Salesforce.
La miccia: l'ascesa degli agenti AI
Tutto è precipitato con il rilascio di Claude Cowork da parte di Anthropic. Per anni, il software è stato uno strumento nelle mani dell'uomo; oggi, l'AI è diventata l'operatore stesso. Gli "Agenti" non si limitano a suggerire testo, ma eseguono flussi di lavoro complessi, navigano tra le interfacce e risolvono problemi in autonomia.
Questo cambiamento ha trasformato le piattaforme SaaS tradizionali in quello che gli esperti definiscono "AI Landmines" (mine anti-uomo): prodotti un tempo indispensabili che oggi appaiono come ostacoli costosi rispetto alla fluidità di un agente AI universale.
Giganti sotto assedio: i nomi della crisi
Il sell-off ha colpito indiscriminatamente, ma alcuni nomi sono diventati il simbolo di questa resistenza difficile:
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Salesforce & ServiceNow: il cuore del CRM e della gestione aziendale trema. Se un'AI può gestire i dati dei clienti e i ticket di supporto autonomamente, il valore delle licenze "per utente" crolla verticalmente;
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Adobe: la suite creativa affronta una pressione senza precedenti da modelli generativi che rendono obsoleti i complessi strumenti di editing manuale;
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Factset & Sage Group: nel settore finanziario e contabile, l'automazione totale dei report sta spingendo gli investitori a chiedersi se servano ancora terminali da migliaia di dollari al mese. Le azioni di Sage, ad esempio, hanno registrato cali vicini al 30% in poche settimane e quelle di Adobe sono quasi al -60% dai massimi.
Il paradosso del mercato: estinzione o evoluzione?
Nonostante il panico, figure come Vivek Arya di Bank of America suggeriscono cautela. Il mercato sta vivendo un'incongruenza: si puniscono i produttori di chip per timore di scarsi ritorni sull'AI, e contemporaneamente si distruggono i titoli software perché l'AI sarebbe "troppo" potente.
La realtà potrebbe risiedere nella "Data Gravity" (l'importanza dei dati). Colossi come Microsoft (con Azure) e Oracle stanno resistendo meglio perché possiedono l'infrastruttura e i dati critici delle aziende. Spostare decenni di dati proprietari verso una nuova startup AI è un rischio che molte imprese non sono ancora pronte a correre.
La fine delle licenze "Per-Seat"
La SaaS-pocalypse segna la morte del modello di fatturazione basato sul numero di dipendenti. Se l'AI aumenta la produttività del 400% riducendo la necessità di personale, il modello "per utente" diventa un suicidio commerciale. La via d'uscita? Il Pricing basato sui risultati (Outcome-based): le aziende non pagheranno più per l'accesso a un software, ma per ogni pratica evasa, ogni riga di codice scritta o ogni transazione conclusa dall'AI. E questo potrebbe essere l'inizio di una svolta epocale per tutto il settore del software.