La prima azienda cinese di robot umanoidi ad approdare in Borsa ha raccolto dai piccoli risparmiatori ordini pari a 8.288 volte le azioni disponibili. Unitree Robotics ha fissato il prezzo a 150,80 yuan, ha collocato circa il 10% del capitale incassando 6,1 miliardi di yuan (900 milioni di dollari) e arriva sul listino tecnologico di Shanghai a una valutazione vicina ai 9 miliardi. Il debutto è atteso tra il 17 e il 21 agosto.
Il mercato reale è ancora piccolo
Il contrasto con i volumi industriali è netto. Secondo una stima di Barclays, nel 2025 nel mondo sono state installate circa 15.000 unità di robot umanoidi. Smart Analytics Global calcola 19.100 consegne nel solo primo semestre 2026, in crescita del 272%, con i produttori cinesi al 97% del totale.
Le due serie adottano perimetri diversi e non vanno sommate, ma la direzione è la stessa: da qualche migliaio a qualche decina di migliaia di pezzi. Tanto in percentuale, poco in valore assoluto. Nella stessa rilevazione Unitree perde il primato: AgiBot ha consegnato circa 8.400 umanoidi, il 44% del mercato mondiale, contro i 5.900 di Unitree, al 31%. Conta però più della classifica un altro dato: gli impieghi industriali e commerciali sono saliti a oltre il 70% delle consegne, dal 50% circa di un anno prima.
I conti rallentano mentre il prezzo accelera
Nel 2025 Unitree ha realizzato ricavi per 1,7 miliardi di yuan (252 milioni di dollari), oltre il quadruplo dell'anno precedente, con un margine lordo intorno al 60%.
Il documento di quotazione mostra però una decelerazione rapida: dopo il più 330% del 2025, i ricavi salgono del 68% nel primo trimestre 2026 e la stessa società stima tra il 35% e il 45% per il semestre. L'utile rettificato è calato del 52% nel trimestre, con una flessione attesa tra il 6% e il 22% nel semestre, per effetto delle maggiori spese in ricerca e promozione.
Va inoltre verificato quale utile viene citato: quello rettificato è di circa 590 milioni di yuan (87 milioni di dollari), quello contabile di circa 288 milioni. Sul primo la valutazione vale circa 100 volte gli utili, sul secondo oltre 200 volte. In entrambi i casi, 35 volte i ricavi 2025.
Il muro americano
Il 28 luglio la Federal Communications Commission (FCC), l'autorità americana delle telecomunicazioni, ha vietato l'importazione di nuovi modelli di robot umanoidi e quadrupedi di produzione estera, citando rischi di sicurezza informatica e di catena di fornitura.
Il perimetro è più stretto di come è stato raccontato: riguarda i modelli non ancora autorizzati, non i robot già acquistati, e non si applica alle forniture al governo federale. Per Unitree il rischio resta concreto, visto che oltre il 40% dei ricavi arriva dall'estero e gran parte di questa fetta arriva proprio dagli USA.
Chi è già quotato e a quali condizioni
L'unico titolo puro già negoziabile è UBTech Robotics (9880.HK): nel 2025 ha chiuso con ricavi per 2 miliardi di yuan (più 53%), una perdita netta di 790 milioni e 1.079 umanoidi consegnati. Citi ha avvertito che l'arrivo di Unitree ne erode il premio di scarsità, e il titolo cede circa il 29% da inizio anno.
Tesla sviluppa Optimus, la cui produzione è appena partita a Fremont senza una voce di ricavo separata a bilancio, mentre Agility Robotics punta alla quotazione tramite fusione con la SPAC Churchill Capital Corp XI, che la valuta 2,5 miliardi di dollari.
Più a monte ci sono i fornitori di attuatori e riduttori: Harmonic Drive Systems a Tokyo, Sanhua Intelligent Controls e Tuopu Group in Cina, entrambe indicate come fornitrici di Optimus. Sono società nate per l'automotive, che oggi trattano a multipli da robotica su volumi ancora marginali. Fuori dal listino il metro lo dà il capitale privato: Figure AI vale 39 miliardi di dollari, oltre quattro volte Unitree e senza ricavi paragonabili.
Un trend solo di Borsa, per ora
Dietro Unitree si è formata una fila: AgiBot ha avviato le pratiche per Hong Kong, dove hanno depositato in via riservata anche X Square Robot e Galbot, mentre Leju Robotics punta a Shenzhen.
Il contrappeso arriva dal lato della domanda. Patrick Kelleher, amministratore delegato di GXO Logistics, che impiega i robot Digit di Agility, ha dichiarato agli investitori che il ritorno sull'investimento sugli umanoidi non è ancora stato raggiunto e che mancano un paio d'anni.
Finché quel conto non torna, le quotazioni cresceranno più in fretta di clienti, fatturato ed utili.
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