Alphabet ha chiuso il 2025 incidendo il proprio nome nella storia della finanza: per la prima volta, i ricavi annuali della holding di Mountain View hanno superato la soglia psicologica dei 400 miliardi di dollari. I risultati del quarto trimestre (Q4 2025) non si sono limitati a battere le stime, ma hanno tracciato la rotta per un futuro dove l'Intelligenza Artificiale non è più una scommessa, ma il "centro di gravità permanente" degli investimenti.
La scommessa da 185 miliardi: Google raddoppia
Il dato che ha tolto il fiato agli analisti non è tra i ricavi, ma nella voce Capex. Alphabet ha annunciato una guidance per il 2026 che prevede investimenti tra i 175 e i 185 miliardi di dollari. Per dare una prospettiva, si tratta di una cifra superiore al PIL di intere nazioni, destinata quasi interamente al potenziamento dell'infrastruttura AI.
"I nostri modelli Gemini processano ormai oltre 10 miliardi di token al minuto," ha dichiarato la dirigenza. Questo volume richiede una potenza di calcolo senza precedenti, giustificando l'acquisto massiccio di hardware e la costruzione di nuovi data center.
I numeri del trimestre: Cloud e Google Search dominano
Nonostante i timori che l'AI generativa finisca per cannibalizzare la ricerca tradizionale, il core business di Google appare più solido che mai.
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Google Cloud: ha registrato una crescita impressionante del 48% YoY, toccando i 17,66 miliardi di dollari. È il segnale chiaro che le aziende stanno scegliendo l'ecosistema Alphabet per implementare i propri modelli AI;
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Search & Other: i ricavi sono saliti a 63,07 miliardi (+17%), dimostrando che il "Search Generative Experience" sta migliorando la monetizzazione invece di danneggiarla;
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Gemini App: ha ufficialmente superato i 750 milioni di utenti attivi mensili, consolidandosi come il principale punto di accesso per i consumatori;
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YouTube Ads: nonostante una leggera flessione rispetto alle stime (11,38 miliardi contro gli 11,78 previsti), la crescita rimane del 9% su base annua.
Dilemma tra crescita e margini
La reazione del titolo $GOOGL è lo specchio di un mercato in conflitto. Da un lato, l'EPS di $2,82 (+31% YoY) e i ricavi sopra le attese spingono per un nuovo rally verso massimi storici. Dall'altro, la guidance sul Capex per il 2026 ha generato qualche brivido: gli investitori si chiedono se una spesa così mastodontica possa comprimere il margine operativo, attualmente stabilizzato al 31,6%.
Tuttavia, la capacità di generare 24,55 miliardi di Free Cash Flow in un solo trimestre suggerisce che Alphabet possa permettersi questo "all-in" tecnologico senza indebolire la propria struttura finanziaria. Nel breve termine, il titolo potrebbe subire volatilità dovuta al riposizionamento dei portafogli dopo la "fiammata" del Capex, ma i fondamentali confermano che Google sta vincendo la guerra dell'efficienza nell'era dell'AI.
Soltanto il tempo ci dirà come Wall Street valuterà i numeri di Alphabet. Daranno più peso alla crescita esplosiva guidata dall'aumento di CapEx oppure alla preoccupazione dovuta ad una possibile contrazione degli utili?
Disclaimer: File MadMar.