I governi restano "sovraindebitati", per usare la definizione di Matthew Sigel, responsabile della ricerca sugli asset digitali di VanEck. È in questo scenario di finanza pubblica appesantita che Bitcoin sta trovando un punto di equilibrio diverso rispetto al passato. Secondo Sigel la dinamica fiscale resta "molto improbabile" da correggere nel breve, e proprio questo squilibrio strutturale continua a rappresentare un supporto indiretto per la criptovaluta.
Sul mercato delle opzioni gli investitori stanno pagando premi elevati per le put rispetto alle call (e sui mercati livelli estremi di paura funzionano come indicatori contrarian), mentre il programma di riacquisto di titoli del Tesoro americano ha innescato una copertura diffusa delle posizioni corte. Per Sigel l'attuale contesto resta "molto favorevole per chi scommette al rialzo su Bitcoin".
Le parole di Sigel: -50% per la volatilità, fondi sovrani e advisor comprano
Il dato che colpisce di più riguarda l'oscillazione dei prezzi. La volatilità di Bitcoin si è ridotta del 50% rispetto a quattro anni fa, un segnale che per Sigel marca una differenza netta con il ciclo precedente.
Sul fronte degli investitori istituzionali, Sigel racconta un quadro compatto. Dai consulenti finanziari ai fondi sovrani, le conversazioni con i clienti istituzionali di VanEck indicano una tendenza unica: stanno comprando.
Bitcoin resta un asset "molto volatile", ammette l'analista, ma se la liquidità globale dovesse allentarsi la spinta per il prezzo potrebbe essere significativa. Un eventuale allentamento delle condizioni finanziarie, secondo Sigel, agirebbe da acceleratore per la criptovaluta.
Stablecoin e regolazione: lo stallo del Clarity Act
Il fronte normativo aggiunge un ulteriore livello alla vicenda. VanEck si aspetta una crescita delle stablecoin, alimentata da quella che Sigel definisce una "disfunzione" nel rapporto tra legislatori e lobby bancaria.
Il paradosso, per l'analista, è rappresentato dal fatto che il Congresso continua a discutere regole sulle stablecoin che sono già legge, approvate lo scorso anno con il Genius Act, mentre la lobby bancaria tenterebbe di "rinegoziare" l'accordo raggiunto. Nei giorni scorsi il Senato americano non è riuscito a far avanzare il Clarity Act, la proposta che punta a definire un quadro regolatorio chiaro per criptovalute e asset digitali.
Cosa aspettarsi da qui in avanti
Il combinato di debito pubblico crescente, domanda istituzionale in aumento e un quadro normativo ancora incompleto disegna uno scenario dove Bitcoin continua a muoversi su binari diversi dal passato. Per Sigel la strada verso i 100.000 dollari resta aperta, condizionata più dalle scelte di policy fiscale e monetaria che dai movimenti di breve termine del prezzo.
Sul tavolo restano due variabili da monitorare: l'evoluzione della liquidità globale e l'esito del confronto in corso tra Washington e il settore bancario sulle regole delle stablecoin.