Dopo settimane di volatilità nel comparto tecnologico, emergono segnali che potrebbero segnare un cambio di passo nella narrativa sull’intelligenza artificiale. Il mercato aveva recentemente penalizzato numerose società del settore, tra timori legati alla sostenibilità dei modelli di business, valutazioni elevate e investimenti ingenti in data center e infrastrutture.
Questo movimento, definito “AI scare trade”, ha portato a un sell-off diffuso. Tuttavia, gli ultimi risultati di Nvidia e le indicazioni emerse dal GTC 2026 hanno contribuito a riportare maggiore chiarezza: se alcune realtà software restano esposte al rischio di disruption, il segmento infrastrutturale continua a beneficiare di una domanda solida e crescente.
Revisioni degli utili e infrastruttura AI
In questa fase il mercato guarda soprattutto alle revisioni degli utili. Il progressivo rialzo delle stime da parte degli analisti segnala un miglioramento delle prospettive, in particolare per le società direttamente coinvolte nello sviluppo e nella gestione delle infrastrutture AI.
Tra queste si distingue Dell Technologies, che ha beneficiato della forte domanda di server per data center, in particolare quelli ottimizzati per l’intelligenza artificiale. Il gruppo prevede un’espansione significativa di questo segmento nei prossimi anni, con effetti positivi sulle stime di crescita.
Nel software, MongoDB continua a trarre vantaggio da un modello basato sull’utilizzo, che lega direttamente i ricavi al volume di dati processati, un fattore sempre più rilevante con la diffusione dell’AI. Più specializzata è Credo Technology Group, attiva nella connettività ad alta velocità tra server, un elemento chiave per il funzionamento dei data center di nuova generazione.
Dalla produzione di chip ai data center
L’attenzione degli investitori si sta progressivamente estendendo lungo tutta la filiera dell’intelligenza artificiale. Nel comparto semiconduttori restano centrali nomi come Advanced Micro Devices, Broadcom e TSMC, attori chiave nella produzione e nello sviluppo di chip avanzati.
Sul fronte del networking, società come Arista Networks e Marvell Technology sono sempre più rilevanti nello sviluppo di infrastrutture ad alta velocità. Parallelamente, cresce l’interesse per gli operatori di data center come Equinix e Digital Realty, che beneficiano direttamente dell’espansione degli investimenti in capacità computazionale.
I “picks & shovels” dell’intelligenza artificiale
Accanto ai nomi più noti, emergono opportunità anche nei cosiddetti “picks & shovels” dell’AI. Aziende come Vertiv ed Emerson Electric operano nei sistemi di raffreddamento e gestione energetica, componenti sempre più critiche in un contesto di crescente intensità energetica dei data center.
Nel segmento dello storage, Western Digital e Seagate Technology restano esposte alla crescita dei volumi di dati, un trend strutturale legato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.