In attesa delle decisioni sui tassi di interesse che verranno annunciate in serata dal numero uno della Federal Reserve, Kevin Warsh, le Borse europee aprono le contrattazioni in leggero territorio negativo. Al contrario, gli ottimi dati comunicati dal colosso coreano dei chip SK hynix, il cui utile operativo nell'ultimo trimestre è aumentato del 630%, hanno sostenuto i listini asiatici: il Nikkei e il Kospi hanno guadagnato rispettivamente l'1,52% e il 6,63%. Da segnalare, sul mercato delle valute, la rinnovata debolezza della moneta unica europea, che nei confronti del dollaro si avvicina alla soglia di 1,11.
Con i futures statunitensi che si muovono sui livelli della parità, il FTSE Mib apre la terza seduta della settimana in calo dello 0,2% nei pressi dei 49.500 punti. Dal punto di vista operativo la conferma dei corsi sopra i 49.300 punti, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, dovrebbe favorire una continuazione del recupero per l'indice italiano. In questo caso sono possibili allunghi verso i 49.728 punti e successivamente in direzione della soglia dei 50 mila punti,
Tra le azioni da seguire quest'oggi a Piazza Affari troviamo Stellantis, con il gruppo automobilistico che ha comunicato i dati del terzo trimestre. Andiamo a leggerli nel dettaglio.
Stellantis: ricavi in aumento dell'1%
Proseguendo nell'esecuzione del piano FaSTLAne 2030, il gruppo guidato da Antonio Filosa ha terminato il terzo trimestre con tutti gli indicatori finanziari in miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025. I ricavi sono aumentati dell'1%, raggiungendo i 37,6 miliardi di euro, un dato superiore alle attese degli analisti, che erano comprese tra 35,7 e 37,4 miliardi di euro. A livello geografico, l'Europa e il Sud America hanno registrato un aumento dei ricavi del 3%. Al contrario, il Nord America ha visto un calo del 3%, il Medio Oriente e l'Africa del 19%, mentre l'Asia-Pacifico ha perso il 7%.
Nell'ultimo trimestre, la perdita è stata pari a 453 milioni di euro, con un miglioramento del 90% rispetto all'anno precedente, quando era stata di 4,53 miliardi di euro. Per quanto riguarda l'utile operativo rettificato, questo è aumentato del 184%, raggiungendo i 256 milioni di euro, con un margine AOI dello 0,7%, in aumento di 50 punti base. Nel corso del periodo, il flusso di cassa è migliorato di 300 milioni di euro, attestandosi a 4 miliardi di euro.
Nei primi nove mesi, l'utile netto si è attestato a 217 milioni di euro, contro la perdita di 6,788 miliardi registrata nello stesso periodo dell'anno scorso. Per quanto riguarda i ricavi, questi sono aumentati del 7%, raggiungendo i 119,224 miliardi di euro. L'AOI è migliorato del 216%, attestandosi a 1,989 miliardi di euro, con un margine dell'1,7%.
Dando uno sguardo alle vendite, queste sono aumentate dell'1% nel corso dell'ultimo trimestre in Nord America e in Europa. In quest'ultima area, includendo il marchio Leapmotor, la crescita è stata del 6%. In Sud America, le vendite sono scese del 4%, mentre in Medio Oriente e Africa sono diminuite del 22%. Infine, per quanto riguarda l'Asia-Pacifico, la contrazione è stata del 27%.
La liquidità disponibile ammonta a 42,7 miliardi di euro. Questo importo rappresenta il 26% dei ricavi netti dell'ultimo anno e si conferma all'interno della guidance del gruppo, compresa tra il 25% e il 30%. Da segnalare che i costi netti relativi ai dazi per l'intero 2026 sono stimati in quasi 1 miliardo di euro, di cui 600 milioni già sostenuti nel corso dei primi nove mesi.
Nel corso della presentazione dei dati, il management ha confermato la guidance per il 2026 e l'aspettativa di generare un flusso di cassa industriale positivo nel 2027.
Azioni Stellantis: analisi tecnica e strategie operative
Analizziamo l'impostazione grafica delle azioni Stellantis sulla Borsa italiana e le prospettive per le sedute successive. Quella di ieri è stata una giornata all'insegna degli acquisti per il titolo Stellantis che, con un guadagno dello 0,51%, ha chiuso le contrattazioni a 3,71 euro. Con un'impostazione che rimane ribassista su tutti i time frame, vediamo quali sono le aree da monitorare nelle prossime giornate.
Scenario rialzista
Il movimento di ieri, che segue il rimbalzo di lunedì scorso, non cambia al momento la visione negativa presente sul titolo. Con una struttura grafica che si conferma precaria, per avere un primo segnale di allentamento della pressione ribassista, le quotazioni dovrebbero superare le prime resistenze di breve periodo, poste in corrispondenza della soglia psicologica dei 4 euro.
Con il superamento di questi livelli, in corrispondenza dei quali sul grafico giornaliero troviamo l'indicatore Supertrend, si potrebbero porre le basi per ulteriori rialzi in direzione dei massimi dell'ultimo mese, situati a 4,30 euro. Oltre questa soglia, dove transita sia la media mobile a 50 giorni sia la trendline discendente che parte dai massimi toccati nel giugno scorso e congiunge quelli di settembre, aumenterebbero le possibilità di nuovi apprezzamenti.
In questo caso, l'ascesa dovrebbe proseguire verso i 4,60 euro e, successivamente, verso i 4,87 euro, livello che rappresenta il massimo degli ultimi due mesi. Superata anche quest'area, il titolo metterebbe sotto pressione i massimi degli ultimi tre mesi, situati a 5,30 euro.
Nel caso in cui anche queste aree venissero superate, si assisterebbe a un ulteriore rafforzamento del quadro grafico. Allargando l'orizzonte temporale, l'obiettivo successivo sarebbe situato a 5,70 euro. In queste aree il titolo andrebbe a mettere sotto pressione non solo la media mobile di lungo periodo, ma anche la trendline ribassista che parte dai massimi di aprile 2026 e congiunge quelli di maggio.
Scenario ribassista
Viceversa, tutti i rimbalzi che non dovessero riportare le quotazioni oltre i 4 euro verrebbero interpretati negativamente dal mercato. In questo contesto, aumenterebbero le probabilità di ulteriori vendite, con possibili discese verso i minimi della scorsa settimana, posti a 3,50 euro, che rappresentano il livello più basso degli ultimi dieci anni. Sarà fondamentale non perdere questi livelli, per evitare un ulteriore indebolimento del quadro grafico e scongiurare alle azioni un test dei minimi degli ultimi dodici anni, compresi tra 3,20 e 3,15 euro.
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