Tutto pronto per l'IPO record di SpaceX. Tra pochi minuti il colosso spaziale americano debutterà a Wall Street, suscitando un'attesa che non si vedeva da tempo. Il prezzo iniziale fissato a 135 dollari per azione, che implica una raccolta record di 75 miliardi di dollari, potrebbe essere facilmente superato se la domanda dovesse rivelarsi travolgente, come suggeriscono i segnali della vigilia.
L'IPO di SpaceX ha un significato molto più ampio di una semplice quotazione e potrebbe aprire nuovi orizzonti per lo sviluppo delle aziende operanti nella space economy. La società guidata da Elon Musk - che grazie all'IPO diventerà il primo uomo al mondo con un patrimonio superiore a 1.000 miliardi di dollari - ha raccolto un enorme consenso tra gli investitori non tanto per la sua situazione economico-finanziaria attuale.
L'azienda, infatti, non è ancora redditizia. L'attrattiva di SpaceX deriva soprattutto dalle sue tecnologie, rappresentate dai razzi riutilizzabili e dalle gigantesche costellazioni di satelliti. Tecnologie che oggi vengono imitate da diverse startup cinesi, le quali potrebbero trovare un forte impulso proprio dall'IPO odierna.
Space economy: l'entusiasmo delle IPO in Cina
L'industria spaziale cinese potrebbe raggiungere un valore di 1.000 miliardi di dollari entro il 2030, secondo le previsioni di Soochow Securities. Attualmente sono almeno sette le aziende cinesi del settore che stanno portando avanti piani di IPO o pre-IPO.
LandSpace è considerata da molti il concorrente privato cinese più insidioso per SpaceX. Fondata nel 2015 da Zhang Changwu, ex ricercatore dell'Accademia Cinese delle Scienze, l'azienda sviluppa razzi commerciali riutilizzabili e tecnologie per il lancio di satelliti, con l'obiettivo di ridurre i costi di accesso allo spazio.
Lo scorso dicembre ha effettuato il primo test del razzo Zhuque-3, ma il booster non è riuscito a completare un atterraggio controllato e non è stato recuperato. La capacità di recuperare, rigenerare e riutilizzare i booster, elemento fondamentale per ridurre drasticamente i costi di lancio dei satelliti, resta quindi ancora da dimostrare per le aziende cinesi.
Un divario ancora evidente
L'industria della space economy in Cina si trova però ancora a un livello inferiore rispetto a quella sviluppata da SpaceX. Quest'ultima è in perdita perché ha investito massicciamente nell'intelligenza artificiale attraverso l'acquisizione di xAI, la startup del settore che fa parte dell'ecosistema di Elon Musk. Tuttavia, SpaceX genera ricavi miliardari e la sua divisione dedicata alla connettività internet produce flussi di cassa significativi.
Molte aziende cinesi, invece, si preparano a diventare pubbliche prima di aver generato ricavi rilevanti e con tecnologie ancora poco collaudate. Per fare un paragone, LandSpace ha registrato un fatturato di 36,4 milioni di yuan (circa 5,2 milioni di dollari) nel primo semestre del 2025, mentre i ricavi di SpaceX sono aumentati di un terzo, raggiungendo quasi 19 miliardi di dollari nello stesso anno.
Inoltre, le aziende cinesi non sono ancora riuscite a lanciare con successo un razzo riutilizzabile, mentre SpaceX può contare su un'esperienza consolidata nel settore, alla quale affianca la rete internet satellitare Starlink e una serie di progetti che spaziano dalle comunicazioni dirette ai dispositivi fino alle infrastrutture di intelligenza artificiale orbitale.
Secondo Ellis Scherer, analista dell'Information Technology and Innovation Foundation, "l'assenza di un razzo riutilizzabile pronto per missioni operative rappresenta ancora il principale ostacolo per consentire alla Cina di raggiungere gli Stati Uniti nel settore spaziale".
Gli analisti ritengono che questo evidente divario rispetto a SpaceX finirà per penalizzare le valutazioni di mercato delle aziende cinesi. Scherer, tuttavia, non è del tutto convinto di questa tesi. "Tutto ciò che fa SpaceX rappresenta un indicatore per l'industria spaziale cinese. Non mi sorprenderebbe affatto vedere un forte aumento delle quotazioni e dei finanziamenti per le aziende spaziali cinesi", ha aggiunto.
Esistono comunque alcuni elementi favorevoli per le startup cinesi. Secondo Gabriel Deville, manager della società di consulenza Novaspace, esse possono contare su "una domanda più prevedibile rispetto a molti concorrenti occidentali, poiché possono presentarsi come partner essenziali per la realizzazione delle costellazioni satellitari sovrane della Cina".
In sostanza, il modello cinese è diverso da quello di Starlink, che si rivolge principalmente a un pubblico di massa. La Cina è invece orientata soprattutto verso iniziative statali e clienti aziendali. Questo potrebbe però trasformarsi in un'arma a doppio taglio, secondo alcuni esperti, poiché il predominio delle imprese pubbliche rischia di limitare la nascita di un vero equivalente cinese di Starlink nel settore privato.
"Se vuoi essere un operatore di telecomunicazioni in Cina, devi sapere che non esistono operatori di telecomunicazioni privati nel Paese", ha affermato Blaine Curcio, fondatore di Orbital Gateway Consulting.