Il settore dei chip vive un momento molto delicato, con gli investitori che si interrogano su chi saranno i vincitori nel lungo termine. Da quando si è verificato il boom dell'intelligenza artificiale, si è scatenata una corsa sfrenata tra i produttori e i progettisti di semiconduttori di tutto il mondo per proporre prodotti all'avanguardia in grado di alimentare una tecnologia così complessa.
Nvidia è il numero uno al mondo grazie ai suoi chip costosi, ma fondamentali per i data center che contengono e gestiscono enormi flussi di dati e informazioni legati all'AI. Sul fronte della memoria, invece, dominano le aziende sudcoreane Samsung Electronics e SK Hynix, insieme alla statunitense Micron Technology.
Le azioni del settore dei chip hanno intrapreso un rally intenso e prolungato, ma negli ultimi giorni hanno registrato pesanti battute d'arresto. La correzione è dipesa da vari fattori, tra cui l'ultima trimestrale di Broadcom, colosso americano specializzato nella progettazione di chip personalizzati. I dati economici e finanziari dell'azienda sono stati in realtà straordinari e superiori alle stime degli analisti, ma la guidance ha deluso il mercato.
Affinché il mercato dei chip si mantenga su livelli elevati e, di conseguenza, il rally in Borsa possa continuare, è molto importante che le spese delle grandi aziende tecnologiche nell'intelligenza artificiale rimangano sostenute. Qualsiasi segnale contrario in questa direzione potrebbe ridurre la domanda di semiconduttori necessari ad alimentare l'AI, rischiando di provocare una pesante correzione dei titoli azionari del comparto.
Azioni chip: ecco su chi puntare
Tra le ipotesi che spiegano il recente calo delle azioni dei chip vi è anche quella di una presa di profitto da parte degli investitori dopo una lunga corsa al rialzo. La necessità di monetizzare potrebbe essere scaturita dalle tensioni geopolitiche riemerse con la ripresa della guerra in Iran e dallo spostamento di liquidità in vista dell'IPO di SpaceX.
Atif Malik, analista di Citigroup, è convinto che il calo del comparto sia fisiologico e invita a sfruttare questa pausa, che ritiene temporanea, per acquistare azioni del settore. L'esperto individua tre titoli che potrebbero offrire un interessante potenziale di rialzo a Wall Street.
La prima scelta è Broadcom. L'azienda, sottolinea Malik, si trova "al centro della domanda critica dei data center, che rappresenta il 34% della domanda complessiva di semiconduttori". La continua espansione delle infrastrutture AI e la crescita delle CPU per server ottimizzate per applicazioni agentiche conferiscono grande forza al segmento dei data center, favorendo un'azienda come Broadcom. Le prospettive prudenti fornite dalla società in occasione dell'ultima trimestrale hanno però penalizzato il titolo, che da inizio anno viaggia intorno alla parità.
Una seconda azione proposta da Citi è Texas Instruments. L'azienda potrebbe trarre vantaggio dalla sua natura difensiva in un contesto macroeconomico incerto, sottolinea Malik. L'analista evidenzia inoltre come i trend degli ordini di Texas Instruments risultino superiori o in linea con la stagionalità. Il titolo quotato al Nasdaq ha guadagnato quasi il 59% da inizio anno, ma i fondamentali indicano una possibile sopravvalutazione. Considerando il fair value elaborato da Forecaster.biz, emerge infatti un valore di 243,65 dollari, inferiore del 13,60% rispetto all'ultimo prezzo di chiusura registrato a Wall Street.
Infine, Citi suggerisce Applied Materials come principale scelta tra i produttori di apparecchiature per semiconduttori. Malik mette in luce il fatto che le stime di consenso sugli utili per il 2027 siano aumentate mediamente dell'11%, mentre per Applied Materials la revisione al rialzo è stata del 13%. Quest'anno il titolo al Nasdaq è cresciuto di circa l'85%, mentre il fair value indica una sopravvalutazione del 35,10%.