L'inflazione statunitense risultata sui minimi degli ultimi 5 anni non ha sostenuto i mercati azionari del Vecchio Continente, che hanno chiuso l'ultima seduta della settimana in calo.
Con una Wall Street che al giro di boa si muove invece sopra la parità, il FTSE Mib termina le contrattazioni in discesa dell'1,75% a 45.430 punti. Dal punto di vista operativo la violazione dei 46 mila punti ha indebolito nel breve periodo la struttura grafica di breve termine dell'indice italiano. In questo contesto è possibile una continuazione delle vendite fin verso i minimi delle ultime due settimane situati sui 45 mila punti.
Tra le azioni che stanno registrando una performance decisamente positiva ci trasferiamo a Wall Street con Rivian, grazie ai dati del 2025 comunicati dal Gruppo. Andiamo a leggerli nel dettaglio.
Rivian: nel 2025 torna all'utile
Grazie sia alla crescita dei ricavi legati a software e servizi che alla partnership con Volkswagen, Rivian ha chiuso il 2025 con un utile lordo di 144 milioni di dollari rispetto a una perdita di 1,2 milioni di dollari registrata nell'anno precedente. I ricavi nell'anno passato sono aumentati dell'8% a 5,39 miliardi di dollari.
Nel corso del 4° trimestre questi sono diminuiti del 25% a 1,29 miliardi di dollari, oltre le attese situate a 1,27 miliardi di dollari. L'utile lordo è stato pari a 120 milioni di dollari, rispetto ai 170 milioni di dollari dello stesso periodo del 2024. L'utile per azione si è attestato a -0,7 dollari, leggermente meglio delle attese a -0,71 dollari.
Nel dettaglio i ricavi del segmento software e servizi sono più che raddoppiati a 447 milioni di dollari, mentre quelli automobilistici sono scesi del 45% a 839 milioni di euro.
Nel corso dell’anno, Rivian ha consegnato 42.247 veicoli elettrici, una cifra inferiore rispetto ai 51.579 del 2024. Il dato è risultato anche sotto la guidance della società posta tra le 46 mila e le 51 mila unità.
La contrazione è stata attribuita in larga parte alla revoca del credito d’imposta federale di 7.500 dollari negli Stati Uniti, previsto per gli acquisti di auto elettriche, che ha impattato negativamente sulla domanda dei consumatori. Nel corso dell'ultimo trimestre l’azienda ha prodotto 10.974 veicoli e ne ha consegnati 9.745.
Nel corso della presentazione dei dati il numero uno di Rivian, RJ Scaringe, si è soffermato sulla partnership con Volkswagen. Il manager ha sottolineato che il gruppo ha ricevuto 1 miliardo di dollari in note convertibili nel 2024 e un ulteriore miliardo nel luglio del 2025, nell’ambito di un accordo che può arrivare a 5,8 miliardi entro il 2027.
Inoltre ha rassicurato gli investitori sulla continuità dei flussi derivanti da questa collaborazione, con ulteriori 2 miliardi di dollari attesi durante l'anno in corso.
Per quanto riguarda il 2026 il costruttore statunitense punterà molto sul lancio del SUV di medie dimensioni R2, un modello con prezzi più accessibili intorno ai 45.000 dollari, che dovrebbe arrivare sul mercato con l’obiettivo di stimolare la domanda.
Si prevede che le consegne possano aumentare fino a 62.000‑67.000 unità, con una quota significativa attribuita alle prime unità dell’R2.
La produzione del nuovo modello si rifletterà sugli investimenti operativi che dovrebbero attestarsi tra 1,95 e 2,05 miliardi di dollari. Inoltre tra i progetti di sviluppo figura anche una nuova piattaforma di autonomia di terza generazione, con un processore dedicato che dovrebbe agevolare funzioni di guida avanzate. Al termine del 2025, l’azienda disponeva di liquidità per 3,58 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 4,44 miliardi di fine settembre.
Azioni Rivian: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Rivian sulla Borsa americana. Con volumi che a fine giornata dovrebbero essere ampiamente sopra le attese, è una giornata all'insegna del rally per il titolo Rivian che, con un guadagno superiore al 20%, si porta nei pressi dei 17 dollari.
Con un'impostazione di medio periodo al ribasso, il superamento dei livelli appena menzionati dovrebbe far proseguire il recupero prima in direzione dei 17,6 dollari, dove troviamo la media mobile a 50 giorni, e a seguire i 18 euro.
Nel caso in cui anche queste ultime aree dovessero essere messe alle spalle, si assisterebbe a una continuazione degli acquisti verso i 18,5 dollari e successivamente i 19 dollari.
In questo contesto eventuali ritorni in direzione dei 16 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove buy opportunity.
Al contrario la perdita di questi supporti andrebbe a riattivare la tendenza discendente, con un primo target situato sui 15 dollari dove transita la media mobile di lungo periodo.
Sotto questi livelli possibile una continuazione delle vendite verso i 14 dollari e successivamente in direzione dei minimi del 2026 situati sui 13,6 dollari. Fondamentale sarà non perdere questi ultimi livelli, per evitare un ulteriore e pericoloso indebolimento della struttura grafica. In questo caso i prossimi target ribassisti sarebbero situati sul bottom degli ultimi 6 mesi posti sui 12,4 dollari.
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