OpenAI si quoterà in Borsa. Da tempo era attesa una comunicazione ufficiale dell'azienda, ma ora la startup che ha rivoluzionato il mondo dell'intelligenza artificiale ha presentato in via confidenziale la documentazione necessaria per diventare una società pubblica. La mossa arriva subito dopo quella della rivale Anthropic, a conferma di una presenza sempre più incisiva dell'AI nei mercati azionari.
Nei mercati predittivi come Polymarket e Kalshi, gli operatori avevano scommesso che OpenAI avrebbe presentato domanda di IPO prima di Anthropic. Tuttavia, la società creatrice di Claude Code ha battuto sul tempo la concorrente, inoltrando il 1° giugno la documentazione in forma riservata alle autorità di regolamentazione statunitensi.
OpenAI non ha reso note né l'entità né le condizioni dell'offerta, tantomeno la tempistica precisa del debutto a Wall Street. Ha però chiarito che "potrebbe volerci ancora un po' di tempo, perché ci sono alcune cose che desideriamo fare e che probabilmente sono più semplici da realizzare come società privata". Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, la quotazione potrebbe avvenire già a settembre.
OpenAI: quanto potrebbe valere?
OpenAI è stata fondata nel 2015 come organizzazione senza scopo di lucro con l'obiettivo di sviluppare e diffondere l'intelligenza artificiale a beneficio dell'umanità. Nel 2019, però, ha creato una divisione commerciale per finanziare i costi sempre più elevati dello sviluppo della tecnologia e ha siglato un accordo di collaborazione con Microsoft, che ha investito inizialmente 13 miliardi di dollari nell'azienda.
Verso la fine del 2024, la startup ha attuato una nuova riorganizzazione, creando una PBC (Public Benefit Corporation) con l'obiettivo di facilitare la raccolta di capitali e ridurre i vincoli imposti dalla società madre non profit.
La decisione ha però scatenato le ire di Elon Musk, uno dei primi sostenitori del progetto originario di OpenAI, che ha portato in tribunale l'amministratore delegato Sam Altman e altri dirigenti, accusandoli di aver trasformato l'azienda in uno strumento di arricchimento privato. La causa intentata da Musk, tuttavia, non ha trovato riscontro nelle aule di giustizia, poiché la giuria statunitense ha respinto le accuse.
Nel frattempo, ChatGPT, il chatbot rivoluzionario creato da OpenAI, ha superato i 900 milioni di utenti attivi settimanali e conta oltre 50 milioni di abbonati paganti. Inoltre, la partnership con Microsoft è stata rivista, consentendo a OpenAI di stringere ulteriori collaborazioni con colossi tecnologici come Amazon e Google.
Ora arriva quello che potrebbe essere il passo decisivo per compiere il salto di qualità: diventare una società pubblica. Ma quanto potrebbe valere oggi OpenAI? All'inizio del 2026, l'azienda ha raccolto 110 miliardi di dollari in un round di finanziamento a cui hanno partecipato società del calibro di Nvidia, Amazon e SoftBank. Da questa operazione è emersa una valutazione di 840 miliardi di dollari, ma in vista del debutto in Borsa le aspettative puntano a una cifra vicina ai 1.000 miliardi di dollari.
Tuttavia, ci sono alcune considerazioni economiche da fare. Lo scorso marzo, OpenAI ha dichiarato di generare circa 2 miliardi di dollari di ricavi mensili. Nelle rispettive fasi di espansione, aziende come Alphabet e Meta Platforms registravano entrate pari a circa un quarto di quelle attuali di OpenAI.
Nonostante ciò, la startup non è ancora redditizia e presenta una struttura finanziaria molto impegnativa, avendo recentemente siglato accordi pluriennali con colossi come Nvidia, Oracle e altri partner per importi complessivi superiori ai 1.000 miliardi di dollari. Gli investitori potrebbero tenere conto di questi elementi in fase di IPO, considerando che le valutazioni attualmente circolanti potrebbero rivelarsi eccessivamente ottimistiche.
La febbre delle IPO
In ogni caso, la febbre delle IPO a Wall Street è molto alta. Secondo quanto riportato da Reuters, fino al 26 maggio le offerte pubbliche iniziali globali hanno raccolto 87,5 miliardi di dollari, il livello più elevato dal 2021. Il meglio, però, deve ancora arrivare. Venerdì 12 giugno sbarcherà a Wall Street il colosso spaziale SpaceX, in quella che si preannuncia come la più grande IPO della storia, con una raccolta di 75 miliardi di dollari e una valutazione societaria pari a 1.750 miliardi di dollari.
Sommando le valutazioni di SpaceX, Anthropic e OpenAI si arriverebbe a una cifra complessiva prossima ai 4.000 miliardi di dollari. In pratica, nell'arco di pochi mesi, il mercato assisterà al test più importante degli ultimi dieci anni per misurare l'interesse degli investitori verso le aziende tecnologiche ad alta crescita.
E non è finita qui. Nelle ultime ore, l'amministratore delegato della startup di intelligenza artificiale Perplexity, Aravind Srinivas, ha dichiarato a CNBC che la società intende quotarsi in Borsa nel 2028, indipendentemente da come il mercato accoglierà le IPO di Anthropic e OpenAI. "A prescindere da queste due aziende, stavamo già pianificando qualcosa per il 2028 e questo rimane il nostro obiettivo", ha affermato.