La crisi fiscale in Francia, il rischio politico in Spagna, dove il Governo ha indetto elezioni anticipate il prossimo 29 novembre, e il nuovo innalzamento dei rendimenti dei Treasury americani hanno innervosito gli investitori in questa prima seduta della settimana. Dopo una partenza in generale rialzo, ecco che gli indici del Vecchio Continente hannio archiviato le contrattazioni in ordine sparso.
E mentre il movimento della giornata ha visto soprattutto un ulteriore indebolimento dell'euro contro il dollaro americano, con le quotazioni del biglietto verde balzate ai massimi degli ultimi 17 mesi contro la divisa unica europea, Parigi ha pagato la diffidenza verso l'intero sistema Paese con una flessione dello 0,8% per il CAC 40.
In controtendenza invece DAX (+0,1%) e FTSE Mib, con l'indice italiano che ha terminato gli scambi in rialzo dello 0,66% a a 50.818,38 punti grazie al traino delle banche. Dal punto di vista operativo le attese sull'indice italiano sono di una continuaione del recupero prima verso i 51 mila punti e a seguire i 51.250-51.300 punti.
Tra i titoli bancari che quest'oggi a Piazza Affari sono andati in netta controtendenza troviamo invece Mediobanca. L'istituto di Piazzetta Cuccia ha pagato a caro prezzo la mossa di Intesa Sanpaolo. Il rilancio su Banca MPS ha infatti raffreddato il premio al rischio riconosciuto dal mercato all'invetsment bank milanese. Andiamo ad approfondire il newsflow, le considerazioni degli operatori e il quadro tecnico del titolo.
Mediobanca: si allontana la fusione con Banca MPS?
È stato un inizio di settimana in deciso territorio negativo per il titolo Mediobanca, che ha pagato la nuova offerta di Intesa Sanpaolo su Banca MPS. Nel comunicato con cui Ca' de Sass ha annunciato il rilancio sulla parte in contanti dell'OPAS sulla banca senese, da 1 euro a 1,25 euro per azione, c'è un punto che riguarda proprio Piazzetta Cuccia.
L'istituto guidato da Carlo Messina non ha posto veti su questa operazione, ma ha auspicato che gli azionisti di MPS, nell'assemblea del prossimo 29 ottobre, valutino la possibilità di non dare corso all'approvazione della fusione.
Intesa Sanpaolo non è contraria a questa operazione, ma ritiene auspicabile che la fusione tra i due istituti venga realizzata successivamente all'OPAS. La motivazione è quella di minimizzare il rischio di ripercussioni negative sulle attività di integrazione informatica e operativa dei sistemi e di evitare il rischio di duplicazione dei costi. Senza contare soprattutto che nei piani di Intesa non vi è quello di integrare completamente il gruppo MPS e un'eventuale fusione tra MPS e Mediobanca prima della finalizzazione dell'OPAS di Intesa andrebbe a rallentare il processo studiato da Messina.
E visto che il mercato è abituato a ragionare su fatti ed effetti, il veto posto da Intesa al via libera del piano Lovaglio, operazione che oltre al takeover su Banca Generali e Banco BPM prevede anche il delisting di Mediobanca, ecco che il titolo ha perso quell'appeal speculativo che ne aveva sostenuto le quotazioni fino a qualche giorno fa.
Azioni Mediobanca: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come hanno chiuso le azioni Mediobanca sulla Borsa italiana e quali sono le attese nel breve periodo. Con volumi nove volte superiori alla media giornaliera mensile, è stato un inizio di settimana in deciso ribasso per il titolo Mediobanca che, con un calo del 5,14%, ha chiuso le contrattazioni a 26 euro.
Dal punto di vista operativo, il movimento odierno ha indebolito il quadro grafico di medio periodo, con le quotazioni che si sono avvicinate ai minimi degli ultimi quattro mesi e soprattutto hanno violato importanti supporti tanto sul daily che sul weekly e monthly chart. Andiamo dunque a scoprire i vari scenari per le prossime sedute.
Scenario rialzista
Nel breve periodo, fondamentale per il titolo sarà non perdere i minimi odierni, situati a 25,18 euro. Con la tenuta di tali aree, si potrebbe assistere a un rimbalzo delle quotazioni in direzione dei 26 euro e, a seguire, dei massimi odierni a 27,07 euro.
Nel caso in cui questi livelli dovessero essere messi alle spalle, il titolo dovrebbe proseguire il recupero, dapprima verso i 27,50 euro e successivamente verso i 28,25 euro. Con il superamento di questi ultimi livelli, dove troviamo sia la media mobile a 50 giorni sia l'indicatore daily del Supertrend, aumenterebbero le chance per un test dei massimi situati a 29,22 euro.
Scenario ribassista
Viceversa, la violazione dei 25,18 euro dovrebbe far proseguire le vendite. In questo caso, il successivo target sarebbe situato sui 24,40 euro e, in seguito, sui 23,20 euro. Con la perdita di questi sostegni, il titolo Mediobanca dovrebbe andare a chiudere il gap-up lasciato aperto lo scorso 8 giugno a 21,81 euro. L'eventuale perdita di tali aree andrebbe a indebolire ulteriormente il quadro grafico.
Allargando l'orizzonte temporale, non sarebbero sorprendenti ulteriori discese verso i 21,25 euro, minimi dello scorso mese di giugno, e, a seguire, verso la soglia dei 20 euro.
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