Nonostante i timori da parte degli operatori su un'estensione del conflitto in Medio Oriente, i mercati azionari europei hanno chiuso le contrattazioni in generale rialzo e vicini ai massimi intraday. Sul sentiment odierno hanno impattato positivamente sia il calo dei prezzi energetici che i positivi dati provenienti dall'occupazione privata negli Usa.
In questo contesto l'afflusso di liquidità si spinge anche sui listini statunitensi, con l'S&P 500 e il Nasdaq in guadagno rispettivamente dello 0,85% e 1,25%. Arrivando a Piazza Affari il FTSE Mib ha terminato la terza seduta dell'ottava in guadagno dell'1,95% a 45.366,88 punti.
Dal punto di vista operativo la tenuta dei 45 mila punti potrebbe favorire una continuazione del recupero dell'indice italiano, prima in direzione dei 45.700-45.750 punti e successivamente la soglia dei 46 mila punti. Sarà solo riprendendo questi ultimi livelli che verrebbe messa in un angolo la fase correttiva delle precedenti giornate.
Tra le azioni che si sono messe in luce a Piazza Affari troviamo Maire, grazie non solo ai conti del 2025 ma anche con l'approvazione del Piano industriale. Andiamo a scoprire il tutto.
Maire: utile 2025 in aumento del 33,9%
Confermando la solidità e la resilienza del proprio modello industriale, Maire ha chiuso il 2025 all'insegna dei record. Grazie alla performance di Nextchem, che sta aumentando il suo portafoglio in settori in forte espansione, e Tecnimont, che sta rafforzando il suo posizionamento competitivo globale anche con l'utilizzo del'AI, Maire ha chiuso il 2025 con ricavi in aumento del 20,3% a 7,1 miliardi di euro.
In crescita del 33,9% a 284,5 milioni di euro è stato l'utile netto, con un margine che passa dal 3,6% al 4%. L'Ebtida si è apprezzata del 29,4% a 500,1 milioni di euro, con un margine in aumento dal 6,5% al 7%.
Al 31 dicembre dello scorso anno la disponibilità finanziaria è aumentata del 5% a 395,1 milioni di euro. Il portafoglio ordini, sostenuto dalla domanda globale di infrastrutture energetiche e chimiche, si è attestato a12,7 miliardi di euro.
Da segnalare che nel corso dei primi due mesi del 2026 Maire ha ottenuto nuovi progetti per un valore di quasi 4,7 miliardi di euro. In scia a questi dati il Gruppo ha proposto un dividendo di 0,585 euro, in aumento del 64,3% rispetto a quello dell'anno passato.
In occasione dei dati Maire non solo ha fornito una guidance sul 2026, ma ha anche presentato il nuovo Piano industriale al 2035. Per l'anno in corso il gruppo prevede ricavi tra 7,5 e 7,7 miliardi di euro e un Ebitda tra 545 e 575 milioni di euro. Gli investimenti dovrebbero attestarsi tra 250 e 300 milioni, inclusi l’acquisizione del Gruppo Ballestra e altre opportunità di M&A. I nuovi ordini sono stimati sui 9 miliardi di euro.
Per quanto riguarda il Piano 2026-2035 i ricavi dovrebbero superare i 13 miliardi di euro nel 2035, quasi il doppio rispetto a quelli del 2025. L'Ebitda dovrebbe raddoppiare rispetto all'anno passato raggiungendo gli 1,3 miliardi di euro, con una marginalità del 10-11%.
Gli investimenti cumulati sono stimati tra 1,2 e 1,4 miliardi, concentrati nei primi cinque anni e comprensivi di operazioni di M&A per ampliare il portafoglio tecnologico. E' stato inoltre confermato un payout del 66% lungo tutto l’arco del piano.
Da sottolineare infine che la società di Fabrizio Di Amato sta valutando in via preliminare diverse strategie per valorizzare la controllata Nextchem, specializzata in impianti per fertilizzanti sostenibili, sia attraverso l’ingresso di nuovi soci sia tramite una possibile quotazione a Piazza Affari.
Azioni Maire: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come hanno reagito le azioni Maire dopo queste notizie. Con volumi in aumento rispetto alla media giornaliera mensile, è stata una seduta all'insegna degli acquisti per il titolo Maire che, con un guadagno del 6,79%, ha chiuso le contrattazioni sui 14 euro.
Se l'impostazione di lungo periodo e medio periodo rimane confermata al rialzo, nel breve periodo le prese di beneficio delle ultime settimane hanno deteriorato il quadro grafico.
Dal punto di vista operativo fondamentale sarà la tenuta dei 14 euro, ex supporti persi nella giornata di ieri, per mettere in un angolo la pressione ribassista di breve termine.
Sopra tali aree dovremmo assistere a una continuazione degli acquisti, prima verso i 14,40 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni, e a seguire i 15 euro. Il superamento di questi ultimi livelli, dove transita l'indicatore daily del Supertrend, aprirebbe le porte per un test sui massimi assoluti situati sulla soglia dei 16 euro.
Al contrario una conferma delle quotazioni sotto i 14 euro, andrebbe a catalogare il movimento odierno come un normale rimbalzo tecnico. In questo caso sono possibili nuove prese di beneficio verso i 13,5 euro e a seguire i 13 euro. La violazione di questi supporti, dove transita sia la trendline ascendente che parte dai minimi di settembre 2025 che la media mobile di lungo periodo, indebolirebbe il trend di medio periodo.
La perdita di questi ultimi livelli aprirebbe le porte a ulteriori discese, prima verso i 12,40 euro e in seguito in direzione dei minimi degli ultimi 7 mesi situati a 11,7 euro.
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