Novo Nordisk si è lasciata alle spalle una settimana da incubo. Le azioni Novo in Borsa hanno perso oltre un quinto del loro valore, segnando il peggior andamento da agosto 2025. Sono lontani i tempi in cui, nel luglio 2024, la casa farmaceutica danese troneggiava in Europa come la società più capitalizzata, con il titolo che valeva oltre 1.000 corone danesi.
Da allora il valore di mercato di Novo è crollato di oltre tre quarti, a causa del rallentamento della crescita di ricavi e utili, dovuto in gran parte alla concorrenza sempre più aggressiva di Eli Lilly. Il sell-off di questa settimana è scaturito dalle delusioni per i risultati di fase tre del farmaco anti-obesità di nuova generazione CagriSema. Il trattamento iniettabile comporta nei pazienti una perdita di peso media del 20,2%, inferiore rispetto al 23,6% del farmaco attualmente in commercio di Eli Lilly, Zepbound.
Dopo aver perso quote di mercato con Wegovy, sorpassato proprio da Zepbound, Novo puntava molto sul nuovo farmaco. Le ultime vicende hanno però ulteriormente inasprito il sentiment degli investitori, già provato dopo che, a inizio mese, l’Amministratore delegato di Novo Nordisk, Mike Doustdar, ha avvertito che le vendite del 2026 quest’anno scenderanno del 13%.
La guidance negativa non riflette soltanto la concorrenza di Lilly, ma anche il calo dei prezzi negli Stati Uniti derivante dall’accordo con l’amministrazione Trump e la presenza costante di versioni generiche di Wegovy in alcuni mercati. Contestualmente, gli investitori sono preoccupati per la pipeline limitata di farmaci di Novo, concentrata su diabete e obesità e, in misura residuale, sulle malattie rare.
Il CEO è sotto pressione per diversificare il business del gruppo e sta valutando opzioni di acquisizione nel settore farmaceutico. Non meno rilevante è l’ansia per i brevetti in scadenza quest’anno in mercati come Cina, India, Brasile e Canada.
L’asso nella manica
Il mercato si chiede quale mossa Doustdar possa mettere in campo per risollevare un titolo in evidente difficoltà. Secondo l’analista di Intron Health, Naresh Chouhan, l’intera strategia di Novo ora si baserà sulle pillole Wegovy. Il lancio del mese scorso è stato uno dei debutti farmaceutici di maggior successo di sempre, con oltre 240.000 americani che hanno già assunto la pillola, ha dichiarato Doustdar.
Tuttavia, anche Eli Lilly ha una pillola pronta e attende il via libera della Food and Drug Administration, che dovrebbe arrivare ad aprile. “Se dovesse emergere un rallentamento significativo rispetto a un lancio chiaramente eccellente, ci aspettiamo ulteriori deprezzamenti del titolo”, ha affermato Chouhan.
Cosa fare con le azioni Novo Nordisk
Il calo delle azioni Novo Nordisk non significa che l’azienda stia affondando, sebbene attraversi un periodo di difficoltà. Il rallentamento della crescita di ricavi e utili degli ultimi due anni indica semplicemente che la società sta facendo meno soldi rispetto al passato, non che abbia imboccato una traiettoria strutturalmente discendente.
Ciò non toglie che, per molti osservatori, si tratti di un segnale d’allarme da non sottovalutare, poiché la situazione potrebbe peggiorare. Questa settimana diversi analisti hanno declassato il titolo in seguito ai risultati di CagriSema. Secondo Emmanuel Papadakis, analista di Deutsche Bank AG, l’esito dello studio ha “creato un vuoto significativo nella tesi di investimento sul farmaco”, motivo per cui ha abbassato il rating a “hold”. Anche Richard Vosser di JP Morgan Chase & Co. ha declassato le azioni a “neutral”, sostenendo che gli ultimi sviluppi potrebbero limitare il potenziale commerciale del farmaco.
Il fair value di Forecaster.biz, invece, indica che il titolo sarebbe fortemente sottovalutato. L’indicatore attribuisce alle azioni un valore di circa 595 corone danesi, pari a circa una volta e mezza il prezzo di mercato attuale.