Due giorni all'alba, si direbbe utilizzando il gergo militare. Mancano infatti circa 48 ore al debutto a Wall Street di SpaceX, per quella che sarà la più grande offerta pubblica iniziale mai vista. Il colosso spaziale di Elon Musk raccoglierà ben 75 miliardi di dollari, superando di gran lunga il record finora detenuto da Alibaba, che nella sua IPO del 2019 portò a casa 29 miliardi di dollari.
La domanda, però, è quasi quattro volte superiore all'offerta, secondo fonti rilanciate da Reuters. L'azienda è ancora nel pieno del roadshow con gli investitori, durante il quale illustra tutti i termini dell'offerta e risponde alle domande sulla situazione aziendale, sui progetti futuri e, soprattutto, sul percorso che dovrebbe portarla dall'essere in perdita a diventare redditizia.
In questa fase, tuttavia, i fondi d'investimento a lungo termine hanno presentato ordini particolarmente consistenti, hanno riferito le fonti. Naturalmente, le cifre relative alla domanda potenziale non rappresentano allocazioni definitive, ma semplici manifestazioni di interesse.
Di conseguenza, la situazione potrebbe cambiare prima della determinazione finale del prezzo dell'IPO, che finora è stato indicato in 135 dollari per azione. Alcuni investitori istituzionali, infatti, tendono a presentare i propri ordini proprio nelle fasi finali del processo. C'è ancora tempo fino a giovedì pomeriggio, quando verrà fissato il prezzo definitivo.
SpaceX: l'IPO che sta mettendo in subbuglio Wall Street
La quotazione in Borsa di SpaceX probabilmente sta già avendo un impatto significativo sul mercato azionario americano. Nelle ultime sedute si è osservata una marcata tendenza alla vendita dei titoli tecnologici, che finora avevano corso molto, trainando gli indici verso nuovi massimi storici. Il mercato si è impaurito, temendo che il grande ciclo legato all'intelligenza artificiale possa essere giunto al capolinea.
Secondo alcuni analisti, invece, la recente debolezza di Wall Street potrebbe essere spiegata con uno spostamento di liquidità da parte degli investitori istituzionali. In altre parole, i grandi operatori stanno liquidando le posizioni nei titoli che hanno registrato le performance migliori per procurarsi la liquidità necessaria a partecipare all'IPO di SpaceX e/o ad acquistare azioni della società una volta aperte le contrattazioni, venerdì.
Investitori sedotti dai progetti futuri
SpaceX è un'azienda che sta ancora bruciando liquidità. Secondo il prospetto informativo pre-IPO presentato dalla società, nel 2025 ha registrato una perdita di circa 4,94 miliardi di dollari, a fronte di ricavi pari a circa 18,7 miliardi di dollari.
Un aspetto importante è che gran parte della perdita è legata all'integrazione e agli investimenti nell'attività di intelligenza artificiale xAI, un settore sul quale l'azienda punta molto. SpaceX ritiene che esista un'opportunità di mercato da 23.000 miliardi di dollari legata alle proprie iniziative nell'AI.
Inoltre, sostiene di essere l'unica azienda in grado di superare i limiti delle attività terrestri utilizzando lo spazio per costruire capacità di calcolo dedicate all'intelligenza artificiale, che, secondo le sue previsioni, genereranno una domanda enorme in futuro.
Secondo SpaceX, la crescita della produzione di energia elettrica e della capacità informatica negli Stati Uniti è rimasta indietro rispetto a quella della Cina, anche a causa degli ostacoli che rallentano la realizzazione di grandi progetti sul territorio americano.
Questa carenza potrebbe essere colmata collocando data center e altre infrastrutture nello spazio grazie ai lanci dell'unità spaziale. "Riducendo drasticamente il costo dell'accesso allo spazio, siamo stati in grado di ampliare la nostra missione per affrontare alcune delle sfide più urgenti della Terra, tra cui il superamento del divario digitale, con l'obiettivo di connettere oltre tre miliardi di persone che oggi non hanno accesso a Internet e al patrimonio collettivo di conoscenze dell'umanità", ha dichiarato SpaceX.