Le nuove indiscrezioni provenienti dal Pakistan secondo cui un prossimo incontro tra Usa e Iran potrebbe tenersi a breve, non hanno sostenuto le Borse europee che hanno chiuso l'ultima seduta della settimana in territorio negativo. In questo clima si indebolisce leggermente il petrolio, con il Wti che scende nei pressi dei 95 dollari e il Brent che si attesta sui 107 dollari.
Le buone trimestrali provenienti dal settore tecnologico a stelle e strisce stanno invece sostenendo Wall Street, con il Nasdaq e l'S&P 500 che rinnovano i loro massimi assoluti.
Sempre da oltreoceano da segnalare che il Dipartimento di Giustizia ha archiviato l'indagine penale sul presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, rimuovendo un ostacolo rilevante alla nomina di Kevin Warsh indicato dal presidente Donald Trump per sostituirlo.
Con il Dax in calo dello 0,12% e il Cac 40 in flessione dello 0,6%, il FTSE Mib ha terminato le contrattazioni in contrazione dello 0,6% a 47,619,97 punti. Dal punto di vista operativo non cambia la view sull'indice italiano, che solo con il ritorno oltre i 48 mila punti potrebbe evitare una continuazione del trend discendente di breve termine. In questo caso i prossimi target ribassisti sono situati sui 47.300-47.250 punti e a seguire la soglia dei 47 mila punti.
Tra le azioni che in queste ore stanno segnando una performance decisamente positiva troviamo Intel, grazie ai buoni conti presentati dall'azienda nella serata di ieri. Andiamo a leggerli nel dettaglio.
Intel: fatturato in aumento del 7%
Grazie allo sviluppo dell'intelligenza artificiale che sta aumentando la necessita di CPU Intel e delle sue offerte di wafer e packaching avanzato, il gruppo guidato da Lip-Bu-Tan ha terminato i primi 3 mesi del 2026 con numeri superiori alle attese. Nello specifico i ricavi sono cresciuti del 7% a 13,6 miliardi di euro, rispetto ad attese poste a 12,4 miliardi di euro.
L'utile per azione si è attestato a 0,29 dollari, ampiamente oltre il consenso situato a 0,02 dollari e in crescita rispetto agli 0,13 dollari dello stesso periodo del 2025. In aumento è risultato anche il margine lordo passato dal 39,2% al 41% e contro attese al 39%. Il margine operativo adjusted è passato dal 5,4% del 2025 al 12,3%.
La divisione Intel Foundry Services, l’unità produttiva dell’azienda, ha generato un fatturato di 5,4 miliardi di dollari, in crescita del 16%. La divisione di chip per Pc ha registrato un fatturato di 7,7 miliardi di dollari, mentre l‘unità dedicata ai data center ha raggiunto un fatturato di 5,1 miliardi di dollari.
Durante la presentazione dei dati la società ha sottolineato di attendersi un’ulteriore espansione della già forte domanda di processori utilizzati nei sistemi di intelligenza artificiale.
Secondo il direttore finanziario del la società, Dave Zinsner, l'azienda è pronta a spendere più di quanto inizialmente previsto per le nuove attrezzature di produzione. Inoltre l’azienda dispone di ampi spazi produttivi e verranno aggiunti altri macchinari per sfruttarli al meglio.
Per quanto riguarda il trimestre in corso Intel si aspetta un fatturato attestarsi nel range 13,8-14,8 miliardi di euro, rispetto ad attese situate a 13 miliardi di dollari. L'utile per azioni dovrebbe essere pari a 0,2 dollari, ampiamente sopra il consenso situati a 0,09 dollari.
Azioni Intel: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Intel dopo queste notizie sulla Borsa americana e quali sono le attese per le prossime sedute. Con volumi in aumento se confrontati alla media giornaliera mensile, è una seduta all'insegna del rally per il titolo che con un guadagno del 23,3% si porta in area oltre gli 82 dollari.
Con un'impostazione di fondo in continuo rafforzamento le attese sono per una prosecuzione degli acquisti verso gli 85 dollari e successivamente in direzione dei 90 dollari. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere messi alle spalle, aumenterebbero le possibilità per ulteriori apprezzamenti fin verso la soglia psicologica dei 100 dollari.
In questo contesto eventuali prese di beneficio in direzione dei 73 dollari, utili per scaricare gli eccessi raggiunti da alcuni indicatori nel corso delle ultime giornate, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario la perdita di queste aree potrebbe innescare una fase correttiva più marcata, con un primo target sui 70 dollari e a seguire i 68,28 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto in queste ore.
La mancata tenuta di tali livelli dovrebbe far proseguire le vendite in direzione dei 65 dollari e a seguire i 60 dollari, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend.
La violazione di questi supporti andrebbe a indebolire il quadro grafico di breve termine, con prossimi target i 55 dollari, ex massimi di gennaio 2026, e in seguito i 53,27 dollari, dove si chiuderebbe un altro gap-up lasciato aperto lo scorso 8 aprile.
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