La rinnovata debolezza che sta interessando Wall Street in scia alle nuove vendite presenti sul settore tecnologico ha indebolito le Borse europee, che hanno chiuso le contrattazioni in ordine sparso.
Con il focus degli operatori sempre rivolto ai colloqui tra Usa e Iran per arrivare a una pace in Medio Oriente, Francoforte e Parigi hanno chiuso la seconda seduta della settimana rispettivamente in calo dello 0,94% e in guadagno dello 0,05%.
In questo contesto il FTSE Mib dopo essersi spinto oltre i 51 mila punti, ha chiuso le contrattazioni in guadagno dello 0,11% a 50.262,76 punti.
Rispetto agli ultimi aggiornamenti non cambia la view sull'indice italiano, che con la tenuta dei 50 mila punti manterebbe intatto il trend di fondo ascendente.
In questo caso i prossimi obiettivi sarebbero situati sui 50.550-50.600 punti e a seguire i 50.700-50.750 punti. Al contrario un ritorno delle quotazioni sotto i 50 mila punti dovrebbe riattivare il trend di breve termine discendente in direzione dei 49.750-49.700 punti e successivamente verso i 49.550-49.500 punti.
Tra le azioni che si sono messe in luce sui mercati europei troviamo EssilorLuxottica, con il Gruppo che ha comunicato di essere pronto ad avviare in Italia le produzioni di smart glasses. Andiamo a leggere le novità al riguardo.
EssilorLuxottica porta gli smart glasses in Italia
Il colosso dell'occhialeria ha comunicato nelle scorse ore l'inizio delle prime produzioni degli occhiali intelligenti in Italia. La sperimentazione partirà nella seconda parte dell'anno in corso e dovrebbe portare entro il 2027 alla conversione di un'intera area produttiva dello stabilimento di Agordo, dove lavorano oltre 10 mila persone.
L’accordo è stato presentato insieme alle segreterie nazionali, ai coordinatori e al coordinamento sindacale di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.
L’obiettivo è quello di trasferire in Italia una parte della produzione degli smart eyewear del gruppo, un settore ad alto contenuto tecnologico che rappresenta una delle principali direttrici di sviluppo dell’industria dell’occhialeria.
L’operazione prevede investimenti in impianti, macchinari e competenze e si inserisce nel percorso delineato dal contratto integrativo aziendale e dall’accordo programmatico sottoscritto nel settembre dello scorso anno.
La scelta punta inoltre a rafforzare il ruolo degli stabilimenti italiani nella strategia industriale del gruppo, valorizzando la capacità manifatturiera nazionale e il patrimonio di competenze costruito nel distretto dell’occhialeria.
Nello specifico gli stabilimenti italiani dovrebbero diventare per il Gruppo guidato da Francesco Milleri centri di innovazione chiamati a sostenere la crescita di un comparto considerato ad alto potenziale di sviluppo.
Azioni EssilorLuxottica: analisi e strategie operative
Andiamo a vedere come si sono comportate le azioni EssilorLuxottica sulla Borsa di Parigi e quali sono le attese per le prossime giornate. Con volumi inferiori alla media giornaliera mensile è stata una seduta in deciso guadagno per il titolo EssilorLuxottica che, con un rialzo del 3,78%, ha chiuso le contrattazioni a 179,7 euro.
Con un'impostazione di fondo ribassista, nel breve periodo il superamento dei 180 euro, massimi dell'ultimo mese e dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, aprirebbe le porte a una fase rialzista.
In questo caso il primo obiettivo sarebbe situato sui 187 euro e a seguire i 200 euro. Nel caso in cui questi livelli dovessero essere messi alle spalle, le azioni dovrebbero proseguire il loro recupero fin verso i massimi degli ultimi 3 mesi sui 216 euro.
Il superamento di questi ultimi livelli andrebbe a rafforzare il quadro grafico di medio periodo, con prossimi target i 225 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 2 marzo e successivamente i 240-245 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo.
Al contrario il mancato superamento dei 180 euro verrebbe letto negativamente dal mercato, aprendo la strada a nuove vendite. Il primo obiettivo ribassista sarebbe situato sui 170-169 euro e in seguito i 162,5 euro, minimi degli ultimi 30 mesi.
Nel caso in cui anche tali supporti dovrebbero essere violati, si avrebbe un ulteriore indebolimento del quadro grafico. I prossimi target sarebbero posti sui 155 euro e in seguito i 150 euro.
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