Dopo la pubblicazione dei conti 2025, molte banche italiane hanno comunicato le loro politiche sui dividendi per il 2026, fornendo indicazioni sui prossimi stacchi e sul rendimento atteso per gli azionisti (Borsa Italiana: tutti i dividendi del 2026 a Piazza Affari).
Intesa Sanpaolo ha proposto un dividendo complessivo di 0,376 euro per azione, con il saldo di 0,19 euro staccato il 18 maggio dopo l’acconto di novembre, per un dividend yield pari al 6,1%. UniCredit distribuirà un saldo di 1,7205 euro il 20 aprile, che sommato all’acconto di novembre porta il dividendo totale a 3,1487 euro.
MPS e Banco BPM hanno confermato rispettivamente dividendi a 0,86 euro e 1,0 euro, mentre Mediobanca, con esercizio al 30 giugno, ha annunciato un acconto di 0,63 euro. Tra gli altri istituti, Banca Mediolanum ha incrementato la cedola da 1,0 a 1,25 euro, con un rendimento del 6,2%, mentre FinecoBank passa da 0,49 a 0,79 euro per azione.
BPER Banca ha fissato un dividendo 2026 di 0,65 euro, superiore ai 0,60 euro del 2025, con acconto già pagato a novembre e un rendimento complessivo del 5,1%. Stellantis ha comunicato che non distribuirà dividendi quest’anno.
Telecom Italia (TIM) e Fincantieri invece, che non hanno distribuito cedole negli ultimi anni, dovrebbero tornare a pagare dividendi quest’anno. Vediamo quindi nel dettaglio tutte le informazioni sui dividend yield stimati per il 2026.
Titoli FTSE Mib e dividendi: la classifica dei rendimenti nel 2026
| Titolo |
Stima dividendo |
Stima Dividend yield |
| Banca MPS |
0,860 |
9,90 |
| Banco BPM |
1,000 |
8,00 |
| Nexi |
0,248 |
7,50 |
| Banca Mediolanum |
1,250 |
6,20 |
| Intesa Sanpaolo |
0,376 |
6,10 |
| Inwit |
0,571 |
7,00 |
| BPER Banca |
0,650 |
5,10 |
| Eni |
1,046 |
5,70 |
| Poste Italiane |
1,198 |
5,20 |
| Unipol Gruppo |
0,991 |
5,10 |
| Azimut |
1,790 |
5,10 |
| Enel |
0,482 |
5,10 |
| Snam |
0,300 |
4,90 |
| Saipem |
0,158 |
4,80 |
| Generali Assicurazioni |
1,583 |
4,60 |
| Tenaris |
0,914 |
4,50 |
| Terna |
0,399 |
4,10 |
| Italgas |
0,434 |
4,10 |
| A2A |
0,100 |
4,00 |
| Hera |
0,160 |
3,80 |
| Recordati |
1,418 |
3,00 |
| Iveco Group |
0,526 |
2,80 |
| Moncler |
1,197 |
2,30 |
| Lottomatica |
0,399 |
2,00 |
| Amplifon |
0,251 |
1,80 |
| Telecom Italia |
0,011 |
1,80 |
| Diasorin |
1,209 |
1,60 |
| Buzzi |
0,756 |
1,50 |
| STMicroelectronics |
0,372 |
1,30 |
| Brunello Cucinelli |
1,041 |
1,20 |
| Ferrari |
3,701 |
1,10 |
| Campari |
0,070 |
1,10 |
| Leonardo |
0,547 |
1,00 |
| Prysmian |
0,906 |
0,90 |
| Fincantieri |
0,012 |
0,10 |
| Stellantis |
– |
– |
La classifica dei dividend yield stimati per il 2026 mette in evidenza come le banche italiane continuino a dominare la parte alta della graduatoria, confermando il loro ruolo di “erogatori” di cedole stabili e relativamente generose.
Banca MPS svetta con un rendimento atteso del 9,9%, seguita da Banco BPM all’8% e da Nexi al 7,5%, segno che il settore finanziario rimane molto interessante per gli investitori in cerca di reddito. Anche istituti come Banca Mediolanum, Intesa Sanpaolo e BPER Banca offrono yield superiori al 5%, confermando una politica di distribuzione solida e prevedibile.
Al di fuori del comparto bancario, titoli come Inwit (7,0%), ENI (5,7%) e Poste Italiane (5,2%) propongono rendimenti competitivi, mentre società come Azimut, ENEL, Snam e Unipol presentano dividend yield stimati attorno al 5%.
Nella parte bassa della graduatoria troviamo i titoli industriali e di lusso, come Ferrari, Moncler, Brunello Cucinelli e Campari, che mantengono cedole più contenute (tra l’1% e il 2,5%), ma spesso accompagnate da una crescita del prezzo delle azioni e da una maggiore focalizzazione sulla reinvestimento degli utili.
Dividendo azionario: a chi spetta?
Ora che abbiamo visto i dividend yield di Borsa Italiana nel 2026, la domanda sporge spontanea: a chi spetta il dividendo?
Matura il diritto ad incassare il dividendo l'azionista che possiede l'azione all’apertura del giorno in cui il titolo stacca la cedola, mentre nel giorno di pagamento il singolo azionista riceve materialmente l’importo corrispondente al dividendo staccato.
Per cui già all'apertura delle contrattazioni del giorno di pagamento potranno essere messi in vendita i titoli posseduti mantenendo il diritto ad incassare il dividendo, in quanto nello stesso giorno il titolo quoterà già ex dividendo (clicca qui per la guida definitiva ai dividendi azionari).
Dividendo azionario: cosa succede al prezzo delle azioni?
Il giorno dello stacco del dividendo, il prezzo dell’azione scende in modo proporzionale al valore del dividendo distribuito. Chi compra un’azione dopo la data di stacco non riceverà il dividendo.
Quindi, il mercato “aggiusta” il prezzo del titolo per riflettere questa uscita di valore. È bene tenere a mente che non sempre il calo è esatto al valore del dividendo, dal momento che il prezzo può essere influenzato da altri fattori come la domanda e l’offerta sul titolo.