Mentre prosegue lo stallo nelle trattative tra Usa e Iran, con Trump che ha respinto l'ultima proposta da parte di Teheran di riaprire lo stretto di Hormuz entro 7 giorni in cambio dello stop al blocco navale, le Borse europee aprono la prima seduta dell'ottava in leggero territorio positivo.
Con i futures statunitensi in lieve calo, in scia alle vendite che hanno caratterizzato anche la seduta asiatica, apre in calo dello 0,4%, il FTSE Mib.
Dal punto di vista operativo fondamentale per l'indice italiano rimane il recupero dei 52 mila punti. Sopra queste aree si assisterebbe da una parte all'allentamento della pressione ribassista e dall'altro si aprirebbero le porte a nuovi apprezzamenti. In questo caso prossimi obiettivi sarebbero situati 52.250-52.300 punti e a seguire i 52.500-52.550 punti, dove transita la media mobile a 50 sedute.
Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Danieli, con il gruppo che ha comunicato i conti dell'esercizio annuale chiuso lo scorso 30 giugno. Andiamo a leggere i numeri forniti dall'azienda.
Danieli: ricavi annuali in calo del 9%
Lo scenario internazionale segnato da tensioni e incertezze ha impattato sui conti di Danieli, che ha chiuso l'esercizio annuale 2026 con conti in chiaroscuro. Il gruppo ha visto l'utile salire del 5% a 230 milioni di euro, con un Ebitda stabile a 438,9 milioni di euro. Per quanto i ricavi sono scesi del 9% a 3,83 miliardi di dollari, mentre l'utile netto è cresciuto del 5% a 230 milioni di euro.
Nel dettaglio il settore plant making, dedicato all'ingegneria e alla costruzione degli impianti, ha visto i ricavi passare da 3,12 miliardi di euro a 2,78 miliardi di euro. L'Ebitda è risultato in calo del 4% a 367,6 milioni di euro, mentre il risultato operativo si è attestato a 210,8 milioni di euro.
Per quanto riguarda il segmento steel making, che opera nella produzione di acciai speciali con la società Acciaierie Bertoli Safau, i ricavi sono rimasti stabili a 1,06 miliardi di euro. In rialzo l'Ebitda passato da 53,7 milioni di euro a 71,3 milioni di euro, mentre il risultato operativo è tornato positivo a 10 milioni di euro rispetto ai .17,8 milioni di euro del 2025.
Nel corso dei 12 mesi il portafoglio ordini del Gruppo è cresciuto del 12% a 6,03 miliardi di euro, mentre il patrimonio netto è passato da 2,75 miliardi di euro e 2,97 miliardi di euro. In decisa accelerazione del 45% è risultata la posizione finanziaria netta Adjusted che si è attestato a 1,02 miliardi di euro. Il Cda ha proposto un dividendo di 0,31 euro per le azioni ordinarie e di 0,3307 per quelle di risparmio.
In occasione dei conti il management ha fornito anche la guidance sul 2027. I ricavi dovrebbero attestarsi tra 3,9-4,2 miliardi di euro, con un Ebitda tra i 430-450 milioni di euro. La PFN dovrebbe attestarsi nel range 1-1,1 miliardi di euro, mentre il portafoglio ordine tra i 5,8-6 miliardi di euro.
Azioni Danieli: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora ad analizzare la situazione tecnica e grafica presente sulle azioni Danieli e quali sono le aree da mettere sotto osservazione nel corso delle prossime giornate.
È stata una settimana all'insegna degli acquisti quella passata per il titolo Danieli che, con un saldo positivo del 3,59%, ha chiuso a 59,1 euro. Con un'impostazione che nel medio termine rimane al ribasso, nel breve periodo la tenuta dei supporti situati a 55 euro ha posto le basi per una continuazione del recupero. Andiamo a scoprire quali sono i livelli operativi da monitorare sia al rialzo che al ribasso.
Scenario rialzista
Con gli indicatori di forza che hanno virato al rialzo, le attese sul titolo Danieli sono di una continuazione degli acquisti. Il prossimo obiettivo rialzista sarebbe posto sulla soglia dei 60 euro e a seguire i 62 euro. Con il superamento di queste aree, dove transita sia la trendline discendente che parte dai top assoluti toccati lo scorso mese di giugno che l'indicatore daily del Supertrend, si assisterebbe a un rafforzamento del quadro grafico.
Sopra tali aree le azioni dovrebbero andare a chiudere il gap-down lasciato aperto lo scorso 3 settembre a 64,35 euro, dove peraltro troviamo la media mobile di lungo periodo. Lasciandosi alle spalle questi ultimi livelli si creerebbero le basi per un recupero più corposo. Il target successivo sarebbe posizionato sui 67 euro e in seguito i top degli ultimi due mesi sui 70 euro.
Scenario ribassista
Viceversa la view diventerebbe negativa con la perdita dei minimi della passata ottava a 57,6 euro. In questo caso il primo sostegno di rilievo lo troveremo sui minimi degli ultimi 8 mesi a 54,5 La mancata tenuta di tali aree andrebbe a riattivare il movimento discendente partito nello scorso mese di giugno.
L'obiettivo più immediato sarebbe posto sui 51,45 euro e successivamente i 49 euro. L'eventuale perdita di questi ultimi livelli dovrebbe aprire la strada per un test sui minimi del 2026 posti a 50,6 euro.
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