Banche USA: stagione delle trimestrali alle porte, cosa aspettarsi? | Investire.biz

Banche USA: stagione delle trimestrali alle porte, cosa aspettarsi?

08 apr 2026 - 17:29

08 apr 2026 - 17:31

La prossima settimana inizierà la stagione delle trimestrali a Wall Street, con le banche USA che saranno le prime a scendere in campo. Ecco quali sono le aspettative

La stagione delle trimestrali a Wall Street sta per iniziare e, come sempre, sono le grandi banche USA a dare il via. Goldman Sachs sarà la prima a pubblicare i risultati lunedì 13 aprile, seguita il giorno successivo da JP Morgan Chase, Citigroup e Wells Fargo. Bank of America e Morgan Stanley completeranno il calendario mercoledì 15 aprile.

L’appuntamento arriva in un momento molto delicato per i mercati. Le banche sono state sotto pressione dalla fine di febbraio, quando è scoppiata la guerra in Medio Oriente tra Stati Uniti e Israele da un lato e Iran dall’altro. Con l’accordo raggiunto nella notte, che ha sancito una tregua di due settimane, a Wall Street sono tornati gli acquisti come non si vedeva da tempo (anche se il recente raid di Israele sul Libano mette a rischio la tregua).

Resta da capire quanto durerà il sentiment positivo, considerando che non si tratta ancora di una pace definitiva e che, nei prossimi giorni, le diplomazie dovranno risolvere alcune questioni ancora molto critiche. In ogni caso, i primi tre mesi dell’anno dovrebbero registrare utili in crescita per le grandi banche americane, secondo le stime degli analisti, grazie soprattutto alla forte redditività da interessi e alle commissioni di investment banking.

 

Banche USA: a cosa prestare attenzione

Anche se il contesto dei mercati è stato turbolento, nel primo trimestre 2026 sono stati conclusi importanti accordi di fusione e acquisizione, generando un’intensa attività di dealmaking per le banche. Secondo quanto riportato da LSEG, quasi due dozzine di operazioni hanno superato i 10 miliardi di dollari, mentre oltre 40 hanno superato i 5 miliardi. Gli analisti di Jefferies hanno evidenziato che le commissioni globali derivanti dall’M&A hanno raggiunto 11,3 miliardi di dollari nel primo trimestre, con Goldman Sachs che ha guadagnato di più.

Va inoltre considerato il contributo del trading: la volatilità recente ha generato un elevato volume di operazioni. “Ci aspettiamo che i volumi di trading beneficino dei recenti rischi geopolitici, mentre investment banking, mutui e gestione patrimoniale potrebbero risultare più deboli finché il conflitto non sarà risolto”, ha dichiarato David George, analista bancario di Baird.

Da monitorare anche la crescita dei prestiti nei settori commerciale e industriale, oltre all’outlook che i dirigenti forniranno durante le conference call. Secondo i dati della Federal Reserve, tali prestiti dovrebbero aver accelerato nel primo trimestre. Tuttavia, se la guerra in Medio Oriente dovesse protrarsi nonostante la tregua, il conseguente aumento dei prezzi del petrolio potrebbe pesare sulle prospettive.

 

Le stime di banche e analisti

Entrando nel dettaglio delle previsioni, si può osservare quanto segue:

JPMorgan Chase ha dichiarato a febbraio di aspettarsi una forte crescita delle commissioni di investment banking e dei ricavi legati ai mercati finanziari. Gli analisti prevedono utili per azione pari a 5,44 dollari, in crescita del 7,18% su base annua.

Bank of America prevede un aumento del reddito da interessi di almeno il 7% e una crescita del 10% delle commissioni di investment banking, secondo quanto dichiarato dal co-presidente Dean Athanasia il 10 marzo. Il consensus stima un EPS di 1,01 dollari, in crescita del 6,33%.

L’amministratrice delegata di Citigroup, Jane Fraser, ha affermato il mese scorso che si attende una crescita a doppia cifra nell’investment banking e nei ricavi da trading. Nel frattempo, Wall Street prevede utili per azione di 2,64 dollari, in aumento del 24%.

Wells Fargo, per voce del direttore finanziario Mike Santomassimo, ha previsto una crescita dei prestiti nel 2026, soprattutto nei segmenti delle carte di credito e dell’auto, con il comparto dei mutui destinato a riprendere slancio. Gli analisti stimano un EPS di 1,58 dollari, in crescita dell’11,58%.

Il CEO di Goldman Sachs, David Solomon, ha dichiarato a marzo di aspettarsi un’accelerazione delle attività di fusione e acquisizione nel 2026, nonostante le turbolenze legate alla guerra in Medio Oriente. Gli analisti prevedono un EPS di 16,39 dollari, pari a un aumento del 9,98%.

Per quanto riguarda Morgan Stanley, il direttore finanziario Sharon Yeshaya ha affermato a inizio anno che si osserva un’accelerazione delle operazioni di finanza straordinaria (M&A e IPO), in particolare nei settori sanitario e industriale. Il consensus prevede utili per azione di 3 dollari, in crescita del 12,45%.

 

 

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