Azioni Tim: volatilità in arrivo dopo conti 2025 e guidance 2026? | Investire.biz

Azioni Tim: volatilità in arrivo dopo conti 2025 e guidance 2026?

25 feb 2026 - 09:01

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Rimane impostato al rialzo il trend sulle azioni Tim, con i prezzi vicini ai top degli ultimi anni. Scopriamo come sfruttare l'eventuale volatilità dopo i conti del 2025

In una giornata che sarà caratterizzata dai conti di Nvidia, che secondo le stime del mercato nel quarto trimestre dovrebbe aver visto i ricavi aumentare del 68%, i mercati azionari europei aprono le contrattazioni in leggero territorio positivo grazie anche al traino del Nikkei, con l'indice nipponico che nella notte ha aggiornato i massimi storici.

Con i futures di Wall Street che si muovono nei pressi della parità, il FTSE Mib apre la terza seduta della settimana in area 46.850 punti. Con un'impostazione di fondo che continua a essere sempre al rialzo, le attese sull'indice italiano sono per un test sui massimi degli ultimi 25 anni in area 47 mila punti.

Nel caso in cui queste aree dovessero essere superate, si assisterebbe a un ulteriore rafforzamento del quadro grafico, con prossimi obiettivi i 47.500 punti. Al contrario segnali di debolezza si avrebbero solo con la violazione dei minimi dell'ultimo mesi situati sui 45 mila punti.

Tra le azioni da monitorare a Piazza Affari troviamo Tim, dopo la presentazione dei conti 2025, le indicazioni sulla guidante 2026 e le novità sul fronte dei dividendi e delle azioni presentati dal gruppo telefonico. Andiamo a leggerli nel dettaglio.

 

 

Tim: tra buyback e raggruppamento azionario

Il Gruppo guidato da Pietro Labriola ha comunicato i conti del 2025, che per il quarto anno consecutivo ha raggiunto gli obiettivi presenti all'interno del proprio Piano. Grazie a una struttura finanziaria che si è rafforzata nel corso degli anni, l'azienda è pronta a definire una politica di remunerazione di lungo periodo.

In scia all'ottima performance sia di Tim Brasil, cresciuta del 4,5%, che di Tim Enterprise, in salita del 7%, i ricavi del 2025 sono aumentati del 2,7% a 13,37 miliardi di euro. Il dato è leggermente sotto il consenso posto a 13,71 miliardi di euro. Da segnalare un calo di poco meno dell'1% di Tim Consumer, i cui ricavi si sono attestati a 6 miliardi di euro. In aumento del 6,4% è stato il margine operativo lordo organico attestatosi in linea con le attese degli analisti a 4,4 miliardi di euro. In crescita del 6,5% l'Ebtida After Lease a 3,7 miliardi di euro.

Nell’intero 2025 il Gruppo ha registrato un flusso di cassa della gestione operativa positivo per 1,9 miliardi di euro. Per quanto riguarda gli investimenti industriali e per licenze di telefonia mobile/spectrum sono stati pari a 1,9 miliardi di euro, rispetto ai 2,13 miliardi del 2024. Al 31 dicembre dello scorso anno l’indebitamento finanziario netto rettificato After Lease si è attestato a 6,85 miliardi di euro, rispetto ai 7,27 miliardi di inizio anno, meglio del consenso posto a 7,1 miliardi di euro. A fine anno il margine di liquidità era pari a 7,15 miliardi di euro, cifra che consente una copertura delle passività finanziarie del gruppo in scadenza per i prossimi 48 mesi.

Nel corso della presentazione dei dati il management ha fornito le guidance per il 2026. Per l'esercizio in corso i ricavi dovrebbero crescere tra il 2% e il 3%, mentre l'EBITDA After Lease è visto in aumento tra il 5% e il 6%. Per quanto riguarda gli investimenti sono stimati a quasi il 14% del fatturato 2026. L'Equity Free Cash Flow After Lease dovrebbe attestarsi a 1,8 miliardi di euro. Con un debito visto in calo il rapporto Debito netto After Leade/Ebtida After Lease dovrebbe essere inferiore a 1,7x.

Da sottolineare che il Gruppo intende riconoscere agli azionisti, tramite anche un buyback fino a un massimo di 400 milioni di euro, una remunerazione pari a circa il 50% del valore atteso dalla cessione di Sparkle, prevista entro il prossimo trimestre. L'azienda inoltre proporrà un raggruppamento azionario 1 a 10. Nel secondo semestre Tim organizzerà un Capital Markets Day per comunicare il nuovo Piano industriale, che dovrebbe comprendere le sinergie con Poste italane.

 

 

Azioni Tim: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire cosa aspettarci dalle azioni Tim per le prossime giornate. Con volumi pari alla media giornaliera mensile è stata una seduta in leggero rialzo quella di ieri per il titolo Tim, che ha chiuso le contrattazioni in area 0,65 euro.

Con un’impostazione che su tutti i time frame è al rialzo, le attese sono per una continuazione degli acquisti prima in direzione degli 0,667 euro, massimi degli ultimi 4 anni, e successivamente verso gli 0,7 euro, livelli che il titolo non tocca dal giugno 2018.

Nel caso in cui anche queste aree dovessero essere messe alle spalle, dovremmo assistere ad ulteriori apprezzamenti con prossimi target gli 0,75 euro.

In questo contesto eventuali prese di beneficio fin verso gli 0,6 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.

Al contrario, la perdita dei livelli sopra menzionati potrebbe aprire la strada a una fase correttiva più marcata, che potrebbe essere sfruttata per operazioni ribassiste di breve termine.

In questo caso il primo target sarebbe situato in area 0,58-0,57 euro e a seguire gli 0,55 euro. La perdita di tali livelli, dove troviamo la trendline ascendente che parte dai minimi di aprile 2025 e congiunge quelli toccati nello scorso mese di novembre, andrebbe a indebolire il quadro grafico di breve periodo.

Sotto queste supporti le azioni dovrebbero andare a testare prima gli 0,525 euro e a seguire i minimi del 2026 posti sulla soglia degli 0,5 euro.

 

 

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